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<title>Blog di Ginevra</title><link>http://www.gynevra.it/blog/</link>
<description>Blog di Ginevra</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Il Pentalogo del buon aperitivo]]></title>
	<description><![CDATA[<img style="MARGIN-LEFT: 5px" hspace="5" alt="" vspace="5" align="right" src="/public/happyhour.jpg" /><font size="2" face="Arial"><strong>L'<em>happy-hour</em> &egrave; ormai entrato a pieno titolo nella lista dei miei vizi pi&ugrave; incalliti. Le &ldquo;ore felici&rdquo; trascorrono a ritmo serrato, incastonate a perfezione nel mosaico dei miei impegni quotidiani.</strong> Una sosta a fine giornata prima di tornare a casa, l'inizio di una cena con gli amici, persino gli incontri di lavoro si consumano sempre pi&ugrave; spesso fra una bottiglia di bianco gelato e luculliani buffet di <i>finger-food</i>. Peccato che il pi&ugrave; delle volte proseguono ad oltranza trasformandosi in cenoni, consumati a colpi di olive, patatine, tartine, insalata di farro e pasta fredda, il cui apporto calorico potrebbe bastare a nutrimi per l'intera settimana. Ed ecco che, dopo anni di &ldquo;frequentazione&rdquo;, comincio a intravedere sul mio corpo i primi segni di una &ldquo;felice&rdquo; quanto insana abitudine. Graduale aumento della ritenzione idrica, bollicine sulla pelle, intestino irregolare, spossatezza e, in caso di eccesso, persino nausea e mal di testa, con conseguente rallentamento ideomotorio (diciamolo pure, rimbecillimento). Dunque, non potendo darci un taglio (l'h-hour &egrave; ormai un &ldquo;dictat&rdquo; sociale), ho deciso di stilare un personale <i>Pentalogo del buon aperitivo</i>, che vorrei condividere con voi. Visto mai che una volta tanto sia io a dare il cos&igrave; detto buon esempio, a qualcuno che riesca ad essere persino pi&ugrave; discolo di me. </font>
<ol>
    <li>
    <p><font face="Arial"><font size="2"><b>Mai bere a stomaco vuoto.</b> Fa male. L'alcol, anche se introdotto in quantit&agrave; non elevate -. come nel caso del &ldquo;prosecchino&rdquo; - se bevuto a digiuno, pu&ograve; provocare danni all'organismo. Quindi, invece d'iniziare dal drink, iniziate dalla tartina e ricordate che, in caso di Martini, non basta cominciare con l'oliva!</font></font></p>
    </li>
    <li>
    <p><font face="Arial"><font size="2"><b>Non perdere di vista la quantit&agrave; di calorie introdotte.</b> Avete idea di quante volte durante una (due, tre, quattro...) <i>happy-hour</i> ripetiamo senza controllo lo stesso gesto? Piluccare dalle ciotole di arachidi e mais tostato, dal vassoio dei &ldquo;formaggetti&rdquo;, dei &ldquo;salamini&rdquo; e delle &ldquo;mozzarelline&rdquo;? Se non ce l'avete, provate a contarle e cercate di darvi un contegno. Riempire il proprio piatto, invece di pescare da quello comune, &egrave; un ottimo stratagemma utile allo scopo.</font></font></p>
    </li>
    <li>
    <p><font face="Arial"><font size="2"><b>Occhio alle doppiette e alle triplette.</b> E' vero. Spesso prendere una bottiglia in due conviene di pi&ugrave; che ordinare due bicchieri a testa dello stesso vino. Spendi uguale, ma ne guadagni uno a cranio. Il problema &egrave; che, se ti piace dar fondo alle scorte e giocare comunque al raddoppio (oltre che con le dosi anche con le ore che passi a tavola), quelli che altrimenti sarebbero stati due bicchieri a testa diventano due bottiglie in due, leggasi una a cranio. Morale della favola, non se p&ograve; fa' tutte le sere e, direi, nemmeno a giorni alterni. Se vi ho confuso, prendete il pallottoliere...</font></font></p>
    </li>
    <li>
    <p><font face="Arial"><font size="2"><b>Essere previdenti, finch&eacute; si &egrave; lucidi.</b> Pi&ugrave; facile a dirsi che a farsi. Ma se gi&agrave; sapete che nessun impegno interverr&agrave; a strapparvi prima della mezzanotte da quel tavolo di pensieri e parole galleggianti, cominciate con un paio di analcolici (s&igrave;, l'ho detto, analcolici!) prima di iniziare a fare sul serio. E se trovate troppo frustrante riempirvi la pancia di succhi di frutta senza nemmeno una goccia di rum o gyn, provate con quelli meno dolci, uno al polpelmo, ad esempio, oppure il mio preferito fra gli &ldquo;ana&rdquo;: il succo di pomodoro, con tanto di olio, sedano, sale e pepe quanto basta. Credetemi, &egrave; una risposta.</font></font></p>
    </li>
    <li>
    <p><font face="Arial"><font size="2"><b>Non lasciarsi ingannare dallo sfoggio di &ldquo;ini&rdquo; e di &ldquo;etti&rdquo; tanto amati dal popolo degli <em>happy-hour</em> (vedi i punti 1. e 2.).</b> Diminutivi e vezzeggiativi possono ingannare la coscienza, ma non il nostro metabolismo, che li traduce direttamente in centimetri e chili in eccesso. Nel mondo dei wodkini, degli stuzzichini e delle noccioline, ricordate che i pi&ugrave; &ldquo;piccoli&rdquo; sono anche i pi&ugrave; &quot;cattivi&quot;...</font></font></p>
    <p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><font size="2" face="Arial">Realizzato in collaborazione con </font><a href="http://www.sportaporter.biz/"><font size="2" face="Arial">Sportaporter.biz</font></a> </p>
    </li>
</ol>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gynevra.it/blog/articolo.asp?articolo=248]]></link>
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	<dc:date>2010-07-28T17:17:05+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Ginevra</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ovunque acquagym]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font size="2" face="Arial"><img style="MARGIN-RIGHT: 5px" hspace="5" alt="" vspace="5" align="left" src="/public/sottacqua.jpg" />Chiunque abbia frequentato un centro sportivo con piscina durante l'inverno trascorso sa bene che la ginnastica in acqua non conosce stagione n&eacute; et&agrave;. Nata come terapia riabilitativa, la disciplina vanta oggi un'enorme diffusione. Coinvolge folle di teenager che vogliono mantenere curve sode ed armoniose, giovani mamme che affidano all'acqua il recupero della forma perduta, persino nonne che vogliono conservare l'elasticit&agrave; di muscoli ed articolazioni. <strong>Un'attivit&agrave; completa, che ha anche il vantaggio di “proteggere” chi la pratica dal punto di vista psicologico.</strong> Difetti fisici o esecuzioni maldestre, che in palestra imbarazzano le donne al punto di allontanarle dai corsi, restano celati sotto la superficie dell'acqua, liberando lo sport da quell'ansia da prestazione nemica di ogni migliore proposito. Insomma, <strong>uno sport ideale per chiunque, e che in estate diventa anche gratuito!</strong> Basta un costume e, con pochi movimenti, ogni bagno al mare, al lago o in piscina, &egrave; in grado di regalare gli stessi benefici di una mezz'ora in sala macchine o di un massaggio dall'estetista. Il tutto a costo zero e senza alcun rischio per la propria salute. Gli esercizi li sapete, sono gli stessi che avete imparato fin dalle prime lezioni di educazione fisica alle scuole elementari, solo che – stavolta - siete immerse nell'acqua all'altezza della cinta. Una camminata sostenuta per scaldarsi, corsa sul posto, saltelli gambe unite e divaricate, flessioni con ginocchia alternate al petto, slanci indietro delle gambe... Per poi passare alla parte superiore del busto, spostandosi dove l'acqua arriva alla base del collo ed effettuando sollevamenti e rotazioni delle braccia, frontali, laterali e all'indietro. Nel caso in cui aveste un bordo solido a cui aggrapparvi sollevando le gambe, avreste modo di praticare l'intera gamma di addominali, divaricamenti e bicicletta. Insomma, chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne metta! Ma ricordatevi un costume comodo, se non volete “deliziare”, oltre ai vostri muscoli, anche la vista di cercatori di telline muniti di maschera e boccaglio!</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><font size="2" face="Arial">Realizzato in collaborazione con </font><a href="http://www.sportaporter.biz/"><font size="2" face="Arial">Sportaporter.biz</font></a> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gynevra.it/blog/articolo.asp?articolo=247]]></link>
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	<dc:date>2010-07-15T12:51:43+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Ginevra</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Non solo carote...]]></title>
	<description><![CDATA[<font size="2" face="Arial"><strong><img style="margin-left:5px;" hspace="5" vspace="5" align="right" src="/public/tanning.jpg" alt="" />Se pensate che il miglior modo per ottenere un'invidiabile tintarella sia friggere sotto il sole, magari dopo essersi unte il corpo con oli e creme abbronzanti, sappiate che vi sbagliate.</strong> Non solo perch&eacute; (non si dir&agrave; mai abbastanza) pi&ugrave; la pelle &egrave; ben protetta e pi&ugrave; naturale e duraturo il suo colore. Ma anche perch&eacute; <strong>nel ventaglio della frutta e verdura di stagione si nascondono tante sostanze in grado di favorire la sana e lucente tintarella che desiderate.</strong> La ragione &egrave; presto detta e ce la spiegano i ricercatori dell'Universit&agrave; di Bristol, che hanno dimostrato scientificamente il legame tra la giusta dieta e la miglior abbronzatura. Il colore scuro della pelle &egrave; dovuto alla presenza di due tipi di pigmenti: la melanina, sostanza prodotta dall'organismo quando la pelle &egrave; esposta al sole, ed i carotenoidi, un gruppo di 600 pigmenti in grado di fornirle quel colore dorato che tanto cerchiamo durante l'estate... Mi dite che mangiate pi&ugrave; carote di Bugs Bunny e per guadagnarvi la tintarella rischiate un blocco intestinale? Evidentemente vi siete fatte ingannare dal nome! Chi l'ha detto che i carotenoidi si trovano solo nelle carote? Che fareste se vi dicessi che anche alimenti come zucca, anguria, peperone, pomodoro, albicocca e melone, ne sono ricchissimi? Per non parlare delle loro virt&ugrave; benefiche per l'organismo, come combattere i radicali liberi (i responsabili dell'invecchiamento cellulare) e aiutare a prevenire diverse malattie, tra cui alcune forme di cancro. I carotenoidi, inoltre, sono le sostanze precursori della vitamina A, importante per la salute della vista, della pelle e dei capelli. Scommetto che correreste al mercato a farne incetta prima ancora di arrivare alla fine di questa pagina! Dunque, che aspettate? Il mio frigo ne &egrave; stracolmo e, grazie al giusto mix d'insalate, frullati, centrifughe – complice un ottimo schermo solare - sfoggio gi&agrave; un'abbronzatura da competizione... Provate a prendermi!</font>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><font size="2" face="Arial">Realizzato in collaborazione con </font><a href="http://www.sportaporter.biz/"><font size="2" face="Arial">Sportaporter.biz</font></a> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gynevra.it/blog/articolo.asp?articolo=246]]></link>
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	<dc:date>2010-07-08T13:13:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Ginevra</dc:creator>
</item>
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	<title><![CDATA[Spremute di sprint!]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font size="2" face="Arial"><strong><img style="MARGIN-LEFT: 5px" hspace="5" alt="" vspace="5" align="right" src="/public/energy_drink.jpg" />La mia pressione bassa, unita allo stress di studio e lavoro, ha fatto s&igrave; che alle mie tante &ldquo;dipendenze&rdquo; goderecce, si aggiungesse anche quella per gli <em>energy drink</em>.</strong> Senza una di quelle coloratissime bottigliette sempre a portata di mano, gi&agrave; dopo un quarto d'ora di attivit&agrave; fisica intensa, ho l'impressione di afflosciarmi alla velocit&agrave; di una ruota di bici bucata. Fatto non trascurabile, sopratutto considerando che, al contrario, &egrave; sufficiente che ne centellini una durante i miei allenamenti all'ultima &ldquo;goccia&rdquo; (di sudore) che tiro dritta incurante del tempo che passa. Di fronte a una simile differenza, mi sono posta davanti una duplice ipotesi: o tali bevande contengono sostanze in grado di &ldquo;dopare&rdquo; persino un cavallo, oppure si tratta di suggestione psicosomatica. Cos&igrave; mi sono sguinzagliata nel web, fino ad incappare in uno studio con la S maiuscola (pubblicato nientedimeno che sull'autorevole rivista scientifica &ldquo;Brain Research&rdquo;!), grazie al quale ho scoperto che sono vere entrambe le cose. Dall'esperimento condotto emerge che per beneficiare dell'effetto dei drink ad alto contenuto energetico &egrave; sufficiente il solo contatto con la lingua! I cervelloni neozelandesi sostengono infatti che l&rsquo;organismo possiede una sorta di &ldquo;sesto senso&rdquo; capace di comprendere subito il coefficiente energetico di bibite e alimenti, prima ancora che questi finiscano nello stomaco. Il risultato, nel nostro caso, &egrave; l'effetto <em>sprint</em> che si scatena nonostante muscoli e cervello, organi e tessuti non abbiamo ancora ricevuto un briciolo di energia.</font>&nbsp; </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Realizzato in collaborazione con <a href="http://www.sportaporter.biz/">Sportaporter.biz</a> </p>
<p><em><span style="FONT-STYLE: normal"></span></em></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gynevra.it/blog/articolo.asp?articolo=245]]></link>
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	<dc:date>2010-06-17T19:52:05+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Ginevra</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[In forma con il Nordic Walking!]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img style="MARGIN-RIGHT: 5px" hspace="5" alt="" vspace="5" align="left" src="/public/Nordic.jpg" /><font size="2" face="Arial"><strong>A chi &egrave; in ritardo come me sul recupero fisico imposto dalla prova costume, consiglio di dedicare il w-end allo sport d'alta quota: a quell'allenamento leggero, ma efficace, noto come <em>nordic walking</em>.</strong> Originario dei paesi scandinavi, &egrave; ormai di moda anche da noi, non solo per il piacere derivante dal contatto con la natura e con la brezza di montagna, ma anche grazie alle mille virt&ugrave; benefiche che la &ldquo;camminata nordica&rdquo; &egrave; in grado di regalare alla salute di mente e corpo. Cos&igrave;, mentre una folla diretta al mare gi&agrave; si prepara a inscatolarsi nelle macchine roventi, io mi sguinzaglio alla ricerca di un equipaggiamento che si adatti alle esigenze dello sport almeno quanto a quelle delle mie tasche. Bastano un abbigliamento comodo, un paio di scarpe da trekking, i tipici bastoncini regolabili dall'impugnatura anatomica... e gambe in spalla! Meno faticoso della corsa, ma molto pi&ugrave; efficace della semplice camminata, il nordic walking richiede il movimento alternato di gamba e braccio opposti, e l&rsquo;accortezza di poggiare il piede a terra sempre partendo dal tallone e fino alla punta delle dita. Niente di pi&ugrave; semplice e salutare! Grazie al movimento delle braccia che accompagna quello delle gambe, infatti, questo sport attiva la muscolatura di spalle e nuca (spesso dimenticata da altre discipline) e stimola l'attivit&agrave; dei sistemi cardiocircolatorio e respiratorio, aumentando l&rsquo;ossigenazione dei tessuti. L'ideale per ritrovare la forma e &ndash; perch&eacute; no &ndash; procurasi una tintarella da fare invidia ai pi&ugrave; incalliti tipi da spiaggia! E, mi raccomando, non dimenticate la protezione solare e un bel paio di occhiali da sole...</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Realizzato in collaborazione con <a href="http://www.sportaporter.biz/">Sportaporter.biz</a> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gynevra.it/blog/articolo.asp?articolo=244]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.gynevra.it/blog/articolo.asp?articolo=244</guid>
	<dc:date>2010-06-17T19:48:02+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Ginevra</dc:creator>
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