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<title>Blog di Ginevra</title><link>http://www.gynevra.it/blog/</link>
<description>Blog di Ginevra</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Chi te lo dice che sei incinta?]]></title>
	<description><![CDATA[È luned&igrave; mattina, 2 aprile 2012. Martina, un po’ pallida, entra in farmacia e si rivolge al farmacista: “Ho avuto un rapporto non protetto nel finesettimana”. “È incinta?” le chiede laconico il farmacista. “Non lo so, come faccio a saperlo?” ribatte Martina sgranando gli occhi. “Dovrebbe recarsi in ospedale ed effettuare un esame delle Bhcg” risponde placido il farmacista “ma il risultato non lo avrebbe che tra un paio di giorni, sarebbe tardi”.
La ragazza &egrave; ancora pi&ugrave; confusa. “Altrimenti compra un test di gravidanza” incalza allora l’esperto in camice bianco. La ragazza annuisce e lui apre di scatto uno dei magici cassetti refrigerati: “Ecco qua, sono 12 euro”. Martina apre il portafoglio rosa con Hello Kitty e conteggia i 12 euro. 
“Se &egrave; negativo, puoi tornare con questo e posso venderti la pillola dei cinque giorni dopo”, la rassicura il farmacista. Martina esce speranzosa. Senza neppure tornare a casa si infila nel primo bar che incontra, chiede un bicchiere d’acqua, lo beve tutto d’un sorso e poi chiede se pu&ograve; usare il bagno.
Chiusa nello stanzino un po’ maleodorante, estrae lo stick dalla confezione di carta, poi da quella di plastica, d&agrave; un’occhiata alle istruzioni e procede. Chiude gli occhi e conta … cinque minuti … occhei, occhei, non appare niente …. Ecco, ora si vede pure la linea di conferma, il test ha funzionato e … non sono incinta!
Cosa fareste voi a questo punto?
A) dato che non sono incinta che compro a fare la pillola dei cinque giorni dopo?
B) ok, per il momento non sembro incinta, ma dato che i test di gravidanza non sono validi fino a 10 giorni dopo il rapporto, meglio non rischiare.
Martina &egrave; del tipo B, rientra in farmacia trionfante con il test negativo. 
“Per forza che &egrave; negativo: i test non leggono le gravidanze a questo stadio” sentenzia il farmacista “ma senza questo, io non avrei potuto venderti la pillola, perch&eacute; vedi la pillola dei cinque giorni dopo &egrave; un anticoncezionale, mica un antiabortivo. Ecco qui, sono 35 euro” “Come 35?! La mia amica Anais l’ha pagata 24!” “Si, in Francia” 
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	<link><![CDATA[http://www.gynevra.it/blog/articolo.asp?articolo=266]]></link>
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	<dc:date>2012-04-02T13:10:31+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Ginevra</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Qual è la cosa che piace di più agli uomini? … Sbagliato!]]></title>
	<description><![CDATA[Un corpo da barbie, gambe chilometriche e seno autoreggente? Sbagliato! Una donna stravagante e in carriera? Acqua … Forse siamo state ingannate dalle copertine patinate, o forse anche gli uomini si sono resi conto che un seno perfetto e taglia 42 non servono a renderli felici. 
Fatto &egrave; che tutte le ultime statistiche in quanto a gusti estetici registrano una rivoluzione culturale: uomini e donne si preferiscono naturali, un po’ di ciccia qua e l&agrave;, con pi&ugrave; autoironia e meno ansie da prestazione. In fin dei conti non importa la taglia, ma le proporzioni e l’andatura (meglio un fuscello dritto che uno sbilenco per il silicone insostenibile), il profumo e la pelle morbida (non c’&egrave; lo stesso gusto ad accarezzare una photoshoppata), lo sguardo (possibilmente non fisso) e un atteggiamento sereno, simpatico, spontaneo (e vi sfido a trovarlo su una copertina). 
Viva le imperfezioni, dunque, quelle che ci rendono unici ed inconfondibili, di cui sappiamo o impariamo a ridere e poi a farne addirittura vanto. Pensateci bene, prima di chiedere una rinoplastica per i diciott’anni  o un fondoschiena scolpito per la maturit&agrave;: non vi aiuteranno a scoprire come poter essere sicure ed orgogliose di voi esattamente per come siete. E questo s&igrave; che non &egrave; bello!]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.gynevra.it/blog/articolo.asp?articolo=265]]></link>
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	<dc:date>2012-03-30T12:23:17+01:00</dc:date>
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	<title><![CDATA[Il maschile di ginecologo è ... ]]></title>
	<description><![CDATA[Ripudiate, lapidate o mandate al rogo: nel corso dei secoli questo destino &egrave; toccato a regine come a povere contadine accusate di essere incapaci di procreare. Mai che l’ipotesi di sterilit&agrave; abbia sfiorato un uomo, guai anche solo a parlarne! Eppure &egrave; proprio da voi, cari maschietti, che dipende almeno il 50% delle sterilit&agrave; di coppia. Proprio cos&igrave;. 
Noi femminucce - visti i problemi avuti nella storia e anche per una maggiore consapevolezza del nostro corpo - siamo pi&ugrave; attente, iniziamo ad andare dal ginecologo fin da bambine, eseguiamo controlli ormonali e cerchiamo di mantenere uno stile di vita adeguato a preservare il patrimonio riproduttivo. E voi? 
Quasi nessun ragazzo si rivolge all’andrologo (l’equivalente maschile del ginecologo per le ragazze!), mentre sarebbe bene iniziare ad andarci fin dai dieci anni di et&agrave;, prima dello sviluppo, per verificare eventuali anomalie e prevenire problemi. L’andrologo risolve ogni dubbio sugli organi genitali e le problematiche collegate, sarebbe bene rivolgersi a lui anche solo per avere consigli adeguati sull’attivit&agrave; sessuale e la prevenzione delle malattie: pu&ograve; bastare una banale infezione non curata a causare la sterilit&agrave;, cos&igrave; come troppo fumo o troppo alcol possono mettere in serio pericolo la capacit&agrave; procreativa. E poi? 
Poi “i figli li vogliamo tutti, no?” dice Totti, testimonial della campagna promossa dalla Societ&agrave; Italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualit&agrave;, che promuove controlli gratuiti per i ragazzi tra i 18 e i 35 anni. Anche se adesso il vostro pensiero &egrave; quello di non diventare padri troppo giovani, un giorno potreste avere il problema opposto. E le vostre donne potrebbero ripudiarvi.

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	<link><![CDATA[http://www.gynevra.it/blog/articolo.asp?articolo=264]]></link>
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	<dc:date>2012-03-16T13:35:38+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Ginevra</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Oggi? È l’8 marzo, domani pure]]></title>
	<description><![CDATA[Love yourself, ama te stessa e il tuo corpo, cos&igrave; com’&egrave;, per quello che &egrave;. E non dimenticarti che sei unica ma non sola: il mondo &egrave; pieno di donne, ognuna diversa e speciale per quello che &egrave;, e l’unione fa la forza anche per affermare il diritto ad essere differenti e non omologate. 
Il messaggio lanciato quest’anno dalle Curvy Can. &egrave; il diritto al rispetto del proprio corpo, un diritto che non deve essere affermato solo l’8 marzo ma tutti i giorni dell’anno (ed &egrave; per questo che noi lo postiamo oggi). Le Curvy Can. sono cinque modelle ex taglia 0, felici di aver abbandonato la magrezza imposta ed i disordini alimentari che ne conseguivano. Dalle pagine di Vogue e del blog “Curvy Foody Hungry” rilanciano il messaggio che le vide unite per la prima volta nel 2010 contro i modelli irraggiungibili e la violenza mediatica che distorce la realt&agrave; del corpo. 
Al loro messaggio si uniscono sempre pi&ugrave; voci. Da quella della cantante Adele, che all’infelice commento di Lagarfeld sulla sua grassezza ha risposto con un disarmante “chissenefrega” (con una conseguente impennata nella vendita dei manichini che ricalcano le forme della cantante), a quella delle collezioni curvy che proprio nulla hanno da invidiare al pret &agrave; porter riservato alle stampelle.
E ancora spiccano Kate Winslet che illumina il festival del cinema francese con un abito che enfatizza le prosperit&agrave;, le sorelle Williams pi&ugrave; in forma (nel vero senso della parola) che mai e tante altre icone curvy bellissime, sexy e sorridenti.
Ma attenzione: non &egrave; una competizione tra curvy e skinny! A rimetterci sarebbero ancora una volta solo le donne, spinte a ricalcare uno stereotipo e a prendere una posizione che esula dall’accettazione di se stesse, mentre &egrave; proprio questo il punto da ribadire. Non importa come siete: quello che fa la differenza &egrave; l’amore ed il rispetto per voi stesse. Questa &egrave; la battaglia che le donne, tutte insieme, debbono portare avanti, magari partendo nel giorno della festa della donna, senza fermarsi fino al 7 marzo dell’anno seguente. Love yourself!

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	<link><![CDATA[http://www.gynevra.it/blog/articolo.asp?articolo=263]]></link>
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	<dc:date>2012-03-12T10:17:40+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Ginevra</dc:creator>
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	<title><![CDATA[È primavera …]]></title>
	<description><![CDATA[...le giornate si allungano, il sole si fa pi&ugrave; caldo e nei prati sbocciano le margherite. Ma non stiamo qui a parlare delle mezze stagioni. Una vecchia canzone iniziava proprio cos&igrave;: “&egrave; primavera … svegliatevi bambine!” e il concetto veniva ripreso poi anche da Antonello Venditti: “Sara, svegliati &egrave; primavera”, ma a quel punto la giovane Sara era gi&agrave; incinta da un pezzo. 

Succede proprio cos&igrave;: la primavera, il profumo dei fiori, i vestiti pi&ugrave; leggeri e … d’un tratto ci si ritrova abbracciati e innamorati. Ma quanti sanno come godersi la stagione dell’amore senza incorrere in conseguenze catastrofiche? A giudicare dalle interviste che la redazione di Gynevra.it ha fatto in strada (ho avuto il privilegio di sbirciare qualcosa, ma tranquille avr&ograve; premura di segnalarvele quando saranno disponibili sul sito), sono davvero pochi i ragazzi e le ragazze correttamente informati sul sesso e sulla contraccezione. Quanti di voi sanno quanto tempo sopravvivono gli spermatozoi nei genitali femminili? E cos’&egrave; esattamente il coito interrotto?
Se l’ignoranza di queste informazioni - che dovrebbero essere basilari ancora prima di iniziare ad avere i primi rapporti sessuali - fa a volte sorridere, di certo non c’&egrave; molto da ridere dopo, quando si resta involontariamente incinta o si prende una brutta e fastidiosa malattia. 
È vero, c’&egrave; ancora molta reticenza a parlare di sesso e contraccezione, nelle scuole italiane non viene impartita una corretta educazione sentimentale e solo in rarissimi casi si fa informazione sui metodi contraccettivi. Ma oggi c’&egrave; internet e non c’&egrave; ragazzino o ragazzina che non navighi e chatti. Reperire informazioni &egrave; certamente pi&ugrave; facile che qualche anno fa: perch&eacute; allora non sbirciare sui siti che spiegano fin nei minimi dettagli come avvicinarsi al sesso nella maniera pi&ugrave; sicura possibile?
Il coito interrotto non si acquista in farmacia, il cerotto non serve solo per le sbucciature, le lavande di coca cola non sono contraccezione di emergenza e fare l’amore in acqua pu&ograve; essere solo rinfrescante. 
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	<link><![CDATA[http://www.gynevra.it/blog/articolo.asp?articolo=262]]></link>
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	<dc:date>2012-03-01T14:20:37+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Ginevra</dc:creator>
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