
Ricordo Francesca, tutta trionfante, dopo essersi appena forata la lingua. Bicchiere di vino in una mano, sigaretta nell'altra, biascicava con una bistecca fra i denti su cui intravedevo il delizioso bagliore argentato. "Nun gliel'ho fatta, dovevo fuma'...", si giustificava centellinando le parole, dopo averle fatto notare che col piercing alla lingua fresco di giornata "NUN SE DEVE DA FA'!".
Eppoi Luna, che se l'era bucata per ricordarsi di 'non parlare troppo'. Non soddisfatta dei tre giorni a dieta liquida, necessari a non affaticare l'organo già stressato, per via degli stravizi ha ingurgitato yogurt, passato di verdura e mele grattuggiate per più di due settimane.
C'è poi chi, per colpa di un piercing mal gestito è arrivato persino a perdere la vita. Ne avrete sentito parlare, del ragazzo israeliano che per ripetuti ascessi al cervello causati da un'infezione derivata proprio da un buco sulla lingua e propagatasi dal sangue alla preziosa camera dei bottoni, è andato a morire a poco più di 20 anni.
E così, un dibattito che sembrava ormai sopito, insieme ad una moda da molti considerata quanto di più sexy e da altri l'apoteosi dell'idiozia, si riapre sotto il monito di una tragedia priva di senso.
"Il piercing in bocca non è una buona idea, meglio evitarlo!», tuonano i professionisti della salute. "Se realizzato in condizioni igieniche ortodosse, raramente causa complicazioni", replicano quelli che di piercing ne fanno decine e decine al giorno, da anni. Entrambi hanno ragione, entrambi interpretano un ruolo e difendono il proprio mestiere.
Il punto è, vale la pena di correre il rischio? Dove per rischio, seppur "raramente", s'intende una gamma d'effetti nocivi, non sempre autoprodotti, che vanno dal semplice rigonfiamento al dente scheggiato, dai sanguinamenti alla recessione delle gengive, fino a rarissimi casi di morte insensata? A voi giudizi e conclusioni. Per quel che mi riguarda, la tentazione è sempre stata forte e... recidiva. E ancora oggi, quando incrocio le accattivanti insegne dei Tatoo dico a me stessa che stavolta è quella buona. La volta d'impugnare il coraggio e d'infilare un orecchino proprio dove nasce la parola. Magari - come Luna - imparo a dosare i discorsi o - come Fra - ho un altro oggetto da torturare. Magari smetto di mangiarmi le unghie, magari sono più buona da baciare (o più cattiva: per fortuna la moda non comanda tutti i "gusti"), o magari col dolore, lenisco un altro dolore. Magari muoio... ma non succede mai – o meglio – "raramente", che è un concetto interessante ma che non sono sicura di voler sfidare. Magari di piercing mi tengo quelli ho e per bucarmi la lingua aspetto i settant'anni.