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Di Ginevra (del 02/11/2011 alle 11:28:43, in Bellezza, letto 196 volte)

Me lo sono piazzato sul frigorifero, fissato tra due magneti: l’elenco di tutte le cose che dovrei fare per mantenere in salute le mie gambe. Lo osservo e non posso fare a meno di pensare a Verdone e alla sua Sora Lella. È vero, è faticoso, bisogna essere costanti e non cedere alla pigrizia… ma il pensiero delle terribili calze elastiche mi convince, apro il frigo e dribblo coraggiosamente la Nutella puntando dritto verso lo yogurt. Poi corro sotto la doccia e procedo con il getto dal basso verso l’alto, prima acqua tiepida e poi via col getto gelido. Esco dalla doccia, friziono le cosce massaggiandole con la spugna. È il momento della crema. In fondo non ci ho messo che cinque minuti, e la sensazione di benessere ricompensa largamente lo sforzo fatto, che poi era più mentale che effettivo. L’effetto positivo dura per l’intera giornata, se non altro per averla iniziata bene, ricaricando le energie.

A volte dobbiamo sforzarci di voler bene a noi stesse. Sembra strano ma poi, sempre di fretta come siamo, tendiamo a trascurarci, magari rimediando poi con qualcosa che ci aiuti a nascondere i nostri difetti.

Ma lo stile e l’eleganza emergono quando sappiamo valorizzarci e puntiamo sui nostri aspetti migliori, scegliendo i vestiti che li esaltino e volendoci bene per come siamo....

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Di Ginevra (del 21/04/2011 alle 14:31:55, in Forma e bellezza, letto 867 volte)

Il rapido giro di shopping prepasquale restituisce un bilancio tanto positivo per le mie tasche quanto disastroso per la mia forma fisica. Lo sospettavo già prima del cambio di stagione: la mia 42 è ormai quasi un ricordo e per rinnovare il guardaroba s'imporrebbe l'adozione di una taglia le cui cifre preferisco non menzionare... Tale scenario appare ancora più triste se illuminato dalla luce drammatica (nel senso caravaggesco del termine) dei camerini delle mie solite boutique: una buccia d'arancio che si fa ancora più spessa via via che mi strizzo nei nuovi jeans di Patrizia Pepe. Beata donna!
È solo grazie a lei, e ai suoi sapienti tagli, che sono tornata a casa col mio lussuoso (seppur misero in quantità) bottino. Tra le mie teorie legate al recupero della forma fisica, infatti, ce n'é una che considero particolarmente virtuosa. Piuttosto che cedere di fronte alle conseguenze dei propri vizi e piaceri, accettando di passare alla taglia successiva, meglio rinunciare e non comprarsi niente. Infatti, come spesso accade in fatto di regole legate alla salute, il terrore delle conseguenze visibili di un'abitudine malsana fa molto più della paura dei disastri che lo stesso atteggiamento provoca all'interno del proprio corpo! Vi ho confuso? Ecco un esempio che considero particolarmente significativo. Conosco qualcuno che è riuscito a smettere di fumare solo di fronte alla comparsa di macchie gialle sui denti anteriori. E se il fatto dovesse suscitarvi considerazioni poco edificanti sul grado di vanità connaturato alla nostra specie, tanto da scoraggiarvi, fate come me, passateci sopra. È uno di quei casi in cui una "machiavellica" frivolezza può motivare i buoni propositi in modo molto più virtuoso di quanto non farebbe una granitica coerenza.

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Di Ginevra (del 14/02/2011 alle 10:26:50, in Salute, costume e società, letto 1328 volte)
Questa mattina, ancora prima di infilarmi sotto la doccia, accendo il computer per l'abituale scorsa alle notizie, accompagnata dal primo brano che affido a Youtube per dare un buon imprinting alla mia giornata. Un rituale quotidiano, che ha sempre inizio con sei lettere: una "G", poi una "O", un'altra "O", ancora "G", una "L" ed una "E"... 
Sei lettere, per una parola trasformista, che segue stagioni, anniversari, accadimenti di vario genere e che, tuttavia, si riconosce al primo sguardo per la sua inconfondibile rotondità.
Apri il browser e lei ti strizza l'occhio ricordandoti che è primavera, che è il Capodanno cinese o il compleanno di Manzoni, che oggi si vota, che è tempo di olimpiadi invernali, o che è ora di preparare la maschera di carnevale...
Li fanno apposta, i così detti "Doodle" o "scarabocchi": le variazioni su tema, con cui il motore di ricerca più utilizzato al mondo ama sorprendere i suoi fedelissimi ricercatori.
Eppure stamane, davanti al logo ritoccato niente-di-meno-che da Robert Indiana, per una festa che scopro essere internazionale, quelle sei lettere non le avevo riconosciute.
Sarà perché l'ottuagenario artista, scenografo e costumista americano, per l'occasione, ha fatto a meno del giallo? O per l'obliquità imposta alla seconda "O"? Non certo per il cuore rosso con cui non ha potuto fare a meno di sostituire la prima... (in fondo Google ci ha abituato a scarabocchi ben più arditi!).
La verità è che ho smesso da tempo di considerare il 14 febbraio una data degna di memoria. Direi almeno da quando, privata di un banco di scuola e del sottile piacere di scovarvi una scatola di cioccolatini dal mittente anomimo a soddisfare la mia vanità, ho bollato il San Valentino come mera operazione commerciale.
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Con un grant educazionale di  In collaborazione con JANSSEN-CILAG