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Sono passati più di due mesi dall’arrivo di Federica, durante i quali l’argomento ‘sesso’ tra i suoi giovani genitori è stato appena sfiorato e poi subito rinviato per ragioni definite “al momento preponderanti”. Le prime 6 settimane sono volate in attesa che l’utero di Valentina riprendesse forma umana. Poi è stata la volta del suo baby blues, per cui, se un bacio sulla fronte era in grado di scatenare lunghe crisi di pianto, figuriamoci a cosa avrebbe portato il benché minimo cenno alla questione di cui sopra. E che dire della situazione underwear di Valentina? A detta di Stefano “più secca del deserto dei Tartari”, per la ginecologa, “normale conseguenza dell’alto livello di prolattina causato dall’allattamento” (un ormone che, per inciso, sarebbe anche responsabile del suo notevole calo di desiderio). Senza contare l’episiotomia (incisione del perineo per ridurre le lacerazioni del parto), non ancora ben cicatrizzata, e quei 15 chili in più che fanno sentire la neo-mamma, cito testualmente, inattraente persino agli occhi di sua madre.
E fin qui, tutto normale, soprattutto perché Vale, ormai da qualche giorno, comincia a dare segni di ripresa. Ha ricominciato a pettinarsi, a darsi una mano di trucco, e a staccare gli occhi per più di un minuto dalla sua nuova “fonte di luce” tornando a rivolgerli a noi e, dato non trascurabile, al felice neo-papà. Ora si dà il caso che lui, di fronte alle prime, attesissime, richieste di coccole, abbia reagito in modo a dir poco inaspettato. È corso da me tutto tremante dichiarando di avere un’urgente confessione da fare. Nella mia mente vedo spuntare due enormi corna sulla testa di Vale, immaginando già le scuse di lui, riconducibili ad un unico banalissimo principio: l’assoluta incapacità del maschio adulto di sopportare un’astinenza che superi le due settimane (tanto per essere generosi). Invece, Stefano mi sorprende rivelando una verità ben più sconvolgente. Appena lei gli si avvicina, l’immagine della sua vagina nel momento del parto gli si materializza di fronte agli occhi ed il rifiuto è tale da volerle fuggire il più lontano possibile. Pensare che, per convincerlo, gli avevano detto che la sua presenza avrebbe rinforzato la coppia!
Valentina naturalmente non si è accorta di niente: il suo ritorno alle effusioni, per adesso, è ancora ad uno stadio embrionale. Perciò, mentre Stefano ha già il numero di una decina di psicologi, nella speranza di risolvere prima che lei ricominci a saltargli addosso, io ripesco quello dell’ostetrica che, interrogata, ammette l’infausta eventualita'. “Sono possibili ripercussioni negative sulla percezione del neopapà nei confronti della femminilità della compagna e, di conseguenza, sull’intimità della coppia”. Et de hoc satis.
Ma io non mi accontento, corro a documentarmi e salta fuori uno studio del settore (Sidip) davvero poco rassicurante. Su 310 coppie intervistate in tutta Italia negli ultimi due anni, ben 172 padri hanno assistito al primo parto naturale della propria moglie. Di primo acchito parrebbe un dato incoraggiante per tutte le donne dello stivale, sempre a lamentarsi dello scarso sostegno da parte dei loro uomini. Che sangue freddo! Che spirito di condivisione…! Ma - è il caso di chiederselo - quanta spontaneità in quella scelta? Quanto avrà pesato la pressione di moglie, amici, parenti? Quanto, in particolare, la pretesa di un ruolo paterno in linea con l’idea corrente (e di moda) di maschio ‘moderno’? Purtroppo la risposta è: moltissimo. Troppo, se - di quelle 172 coppie - il 34% risulta essere, oggi, felicemente divorziata. Dunque, se fossi in voi, future mamme, aspetterei che fosse lui a dover convincere me, avendo cura di escludere qualsiasi “suggerimento” dall’esterno. Non vorrei rischiare, altrimenti, di allontanarlo per sempre dal mio scrigno prezioso, i cui misteri, talvolta, sarebbe preferibile restassero tali.
Ancora una settimana e forse diremo addio alla famigerata sindrome premestruale. Un miracolo? Non esattamente. Piuttosto una nuova pillola di nome “Yaz”, giunta - invece che dal cielo - direttamente dagli Stati Uniti.
Sarà veramente così miracolosa? 24 giorni di principio attivo (invece dei classici 21) per 4 d’effetto placebo (con assunzione di pillole senza ormoni allo scopo di scongiurare la dimenticanza), ed eccoci libere da brufoli, gonfiore, mal di testa, tensione mammaria, spasmi, dolori e soprattutto irritabilità. Ma cosa c’entra - vi chiederete - l’effetto contraccettivo con la complessa sintomatologia capace a detta di tutti di renderci in quei giorni degli esseri dispotici ed inavvicinabili?
Il segreto starebbe proprio nel mutato regime di somministrazione (l'unica novità, perché il principio attivi resta quello) che, riducendo la ‘fluttuazione ormonale’, non solo aumenterebbe l’efficacia anticoncezionale, ma farebbe sì che le mestruazioni non siano più sinonimo di nervosismo, depressione e (si dice così?) lu-na-ti-ci-tà. Dunque, se siete, come me, tra le 8 donne su 10 che, oltre a dissanguarsi, per una settimana subiscono metamorfosi kafkiane, potete ben sperare.
Ma davvero dal 2 febbraio anche in ‘quei’ giorni potremmo tornare ad essere esemplari umani socialmente accettabili, o si tratta solo della classica comunicazione enfatica delle case farmaceutiche?
Ci risiamo. La piccola Sara ha una nuova fonte d’afflizione. Mi contatta via Facebook mentre setaccia a tappeto la bacheca del “perfido” Jacopo. La sua colpa, questa volta, è avere accettato l’amicizia di Martina, sua ex storica che ora lo bombarda di tag con… “le loro foto qui, le loro foto lì, a casa di tizio, Caio e Sempronio! ”. Bella bestia questa Martina, bella bestia Facebook, ma… “Pure tu Sara, smetti di guardarle!”. Non ce la può fare, è più forte di lei, ed ora colta da raptus, minaccia un’irruzione a casa di lui, con interrogatorio di terzo grado, perquisizione di cassetti, cellulare, portafogli, qualsiasi cosa pur di “smascherare” quello che lei definisce un “tradimento certo”.
Cerco di dissuaderla dall’intento di rendersi irrecuperabilmente ridicola e, pur osteggiando quanto lei questa nostalgica corrispondenza tra Jacopo e la ex, la invito a una più saggia riflessione. In effetti, ne conviene, se di tradimento si trattasse, i due non andrebbero certo a sbandierarlo sul wall di Facebook! Ancor più certo, però, è che la questione non si esaurisce in quelle foto, nemmeno se Jacopo accettasse di cancellare la tipa insieme a tutta la lista delle sue amicizie virtuali. Sospetto che il problema sia ben più profondo, nascosto tra le pieghe della psicologia di Sara che oggi conosce la gelida lama della gelosia ‘retroattiva’.
La peggiore di tutte. Un tarlo capace di consumare anche il rapporto più saldo e profondo. Non c’è niente di più ansiogeno ed ineluttabilmente distruttivo del passato dell’altro vissuto attraverso la propria immaginazione. Ti toglie il sonno, ti fa venire la nausea, il mal di pancia, i sudori freddi e non c’è niente che tu possa fare proprio perché (e questo è il paradosso da cui trae forza) è proiettata su un passato che, come tale, è ormai immutabile. “Cosa facevo in quel momento, invece di essere lì ad impedirlo?”, “Con chi stavo perdendo tempo mentre qualcun altro si divertiva con il mio uomo?“, “Chi guarda con tanto amore dall’altra parte dell’obiettivo di quella maledetta foto che lui ha distribuito al volgo e all’inclita? Risale al 2002… oh no… non può essere che lei!“. “Come faccio a saperlo? Glielo chiedo. Meglio di no, si arrabbierebbe. Allora potrei cercare tutte le foto di quell’anno e bruciarle insieme a tutti i negativi… Sono digitali? Gliele cancello dall’hard disk. E se se ne accorge è un STR… , vuol dire che le va a guardare…“. Paranoia.
Avevate giurato che non ci sareste più cascate, che piuttosto sareste impazzite, pur di non rivelare all’altro la vostra rabbia immotivata. Ma questo era all’inizio, quando l’intima confidenza era là da venire, quando ancora non avevate la presunzione di considerarlo, dalla cima dei capelli alla punta degli alluci, una cosa incondizionatamente vostra. E se vi state chiedendo, come Sara in questo momento, come far sparire tutte le tracce del passato scomodo di lui, senza turbarne la sensibilità e senza mostrare la vostra ‘vergognosa’ insicurezza, sappiate che state per intraprendere un’impresa impossibile.
Prima di tutto, perché combattete con un fantasma che se ne infischia delle tracce materiali (vi abita dentro, esce e rientra come e quando vuole). Secondo, ve lo dico per esperienza, più t’illudi di aver cancellato un bel pezzo di quello scomodo passato, più ti accorgi che il quadro su cui passare la spugna si allarga ed allarga fino a comprendere ogni momento vissuto da lui senza di voi. La situazione si complica di fronte a due condizioni, apparentemente gratificanti ma che, se non vi fermate in tempo (e nella fattispecie è ancora più difficile), vi si ritorceranno contro. A) Lui vi capisce e vi asseconda perché in fondo, pur considerando le vostre richieste un tantino esagerate, il vostro atteggiamento irrazionale è una prova del vostro amore. B) Lui è come voi, non sopporta alcun riferimento al passato non comune ed è pronto a rinunciare al proprio pur di dimenticarsi del vostro. Nel primo caso lui si pentirà amaramente di esservi stato complice, farà dietro front ma voi, ormai viziate, non lo accetterete. Nel secondo, l’impossibilità di venirne a capo non può che trascinarvi in una spirale di follia.
Spero di aver spaventato Sara abbastanza da gelare sul nascere questo sentimento paranoico e deleterio. Ben venga un po’ di sana gelosia (ancor meglio se immotivata), a condizione che sia riferita ad un presente vissuto insieme. Cosa sarebbe l’amore senza una bella dose di senso del possesso? Ma il passato esiste solo nelle sue conseguenze. Dopotutto è anche grazie a quello se lui è la persona speciale che avete scelto e che ha scelto voi. Il resto è solo immaginazione, condita dei più impronunciabili dettagli!