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blog » Archivio : Salute femminile (inverti l'ordine)
Di Ginevra (del 06/05/2010 alle 16:31:46, in Salute femminile, letto 145 volte)
Ieri ho trascorso due ore al supermercato biologico con Liuba. Una di quelle tipe che gli anglosassoni definirebbero superficialmente healtfreak. Il suo entusiasmo per tutto ciò che è bio, eco, green, è davvero contagioso. Da quando la conosco, infatti, sciacquo la latta dei pelati prima di riciclarla; uso mooncup al posto degli assorbenti interni; passo al vaglio ogni detersivo, sapone o dentifricio in cerca del temibile sodium laureth sulfate; e tolgo, ma solo in sua presenza, la “pelle” d'alluminio dalla carta delle gomme, prima di destinarle ai reciproci contenitori. E Liuba, naturalmente, è anche rigorosamente vegana. Così ieri, mentre già gustavo la mia cacioepepe, lei ordinava insalata di farro e kamut con pompelmo e seidan. Finito di mangiare, ha inizio il nostro pomeriggio dedicato allo shopping stagionale, durante il quale (chi l'avrebbe mai detto!) avrei dilapidato il capitale destinato agli stivali estivi di Max & Co (219 euro!) per riempirmi il frigo di ortofrutta biologica ed altre primizie vegi o vegane. In particolare, una serie di alimenti che Liuba mi descrive come fondamentali per il fabbisogno nutrizionale femminile, che rispecchia, quanto a varietà, lo stile di vita di noi donne multitasking!.

Dunque prendete carta e penna o stampatevi la seguente lista di alimenti utili al nostro benessere di donne.

Proteine di soia. Per le quali ho riempito il carrello di tofu, latte di soia, burro di soia, salsa di soia, germogli di soia (insomma, un trionfo della soia!), capaci di proteggere il cuore, aiutando a ridurre il colesterolo cattivo, grazie ai fitonutrienti contenuti.

Cereali integrali. Si sa, non possiamo fare a meno, se non vogliamo rinunciare alle fibre, essenziali soprattutto a chi soffre di digestione od “intestino pigro” (problema comune a molte donne). Ho fatto il pieno di riso integrale, fiocchi di crusca, pane nero, orzo, farro e quinoa, che secondo la mia premurosa amica faranno della mia dieta un'alleata della mia salute.

Alimenti ricchi di folati. “Quel che ci vuole – sostiene lei - per preservare la salute di cuore e vasi sanguigni”. A proposito, lo sapevate che il 40-50% delle morti femminili sono dovute proprio a condizioni cardiovascolari? Dunque, asparagi, arance, cereali arricchiti e fagioli, mi spiega, sarebbero ideali per prendersi cura del proprio muscolo cardiaco. Cibi che diventano fondamentali per le donne in gravidanza, proprio perché ricchi di acido folico, e dunque capaci di favorire il corretto sviluppo del tubo neurale del feto.

Mirtillo di palude americano, o vaccinium macrocarpon, o più comunemente noto con il nome anglosassone di cranberries. Una vera scoperta, per chi è abituato ad associare il cranberry juice a potenti cocktail a base di wodka, sapere che il mirtillo palustre, grazie all'azione antiossidante ed anti-batterica di sostanze dal nome impronunciabile (proantocianidine), previene le malattie cardiovascolari e le infezioni del tratto urinario.

Noci. Sono piene di grassi monoinsaturi, che aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo e di grassi polinsaturi, prevenendo le malattie del cuore. Ricca fonte calcio, fosforo, zinco, rame, selenio, folati, vitamine A ed E, le noci sono anche ricche di proteine, e dunque molto utili a chi, come Liuba, ha cancellato dalla dieta tutti i cibi derivati da animali. Ma le noci sono anche un concentrato di calorie, quindi – soprattutto per le ragazze in sovrappeso – non si può certo pensare di dar fondo al pacchetto, per quanto piccolo possa sembrare! Una dose da considerarsi "ragionevole" corrisponde a circa 30 unità, se parliamo di arachidi, o 14, in caso di noci nostrane, e solo 7, se abbiamo di fronte noci brasiliane.

Vegetali a foglia verde. Dal cavolo nostrano a quello cinese, dagli spinaci alle insalate, compresa tutta la gamma dei "verdi". Una categoria che include verdure ed ortaggi fondamentali per i benefici della clorofilla sul nostro organismo. Questa, infatti, vanta un'azione antianemica, purifica il sangue, tonifica il cuore, regola il livello di colesterolo, cicatrizza, disinfetta e deodora la pelle, neutralizza le tossine e ricostruisce i tessuti.

Frutta e ortaggi ricchi di vitamina C. Adesso il mio frigo ne è letteralmente invaso. Ci sono cedri, limoni, fragole, kiwi, guava, peperoni verdi e rossi, broccoli, pomodori e prezzemolo, alimenti che hanno dimostrato di abbassare il rischio di patologie coronariche e che possono essere assunti in quantità ad ogni ora del giorno.

Cibi ricchi di ferro. In previsione del ciclo, che dovrebbe arrivare tra non meno di due giorni, ho fatto incetta di alimenti utili a rincarare le riserve di ferro messe alla prova nei giorni di sanguinamento. Una ricca fonte del prezioso minerale, di cui le donne necessitano in quantità maggiore degli uomini, è rappresentata da ceci, bieta, tofu ed albicocche secche. Ne ho accumulati un bel po', per supplire alla mancanza di carne, di cui per una volta ho fatto a meno per non turbare la sensibilità vegana della mia cara amica.

Cibi ricchi di calcio. Il calcio come ben sapete è un alleato fondamentale per le ossa delle donne che, più dei maschi, devono prevenire l'insorgenza dell'osteoporosi (condizione patologica tipicamente femminile). La scelta in questo caso è caduta sui latticini a basso contenuto di grassi, “concessi” da Liuba (come dai vegani disposti a scendere a compromessi) solo se provenienti, come in questo caso, da animali felici (non allevati in modo intensivo, ma nel rispetto dei loro ritmi biologici in fattorie all'aria aperta). Eppoi prodotti a base di soia fortificata con calcio, tofu (ne ho preso un vagone) e grano fortificato con calcio.

Acqua povera di sodio. A guardarlo è solo polvere bianca, e a mangiarlo, soprattutto per una “capretta” come me, non sembra mai abbastanza. Ma il sale, si sa, è fra i maggiori responsabili di cellulite e ritenzione idrica, nonché di pericolose condizioni e patologie come ipertensione (pressione alta) e malattie cardiovascolari. Dunque, visto che il “mangiare” mi piace condito, ho accettato il consiglio di Liuba, acquistando due confezioni da sei di acqua a basso contenuto di sodio (ricordate la particella della pubblicità? “C'è nessuuuuunoooo?”), per risparmiarmi almeno quello che assumo bevendo.

Basta. Vi sembrerà strano per una venticinquenne banalmente innamorata dello shopping, ma devo confessarvi che, per una volta, l'aver investito 200 euro per imbottire il frigo di alimenti sani ed eticamente solidali, invece che sull'ultimo grido in fatto di scarpe, gonnelline e t-shirt, mi ha regalato un senso di grande soddisfazione! E in fondo, a pensarci bene, se non comincio a coccolarmi anche dall'interno, come sperare che il mio corpo possa nel tempo far degno sfoggio di un invidiabile guardaroba?

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Di Ginevra (del 08/03/2010 alle 09:45:45, in Salute femminile, letto 189 volte)

Restando in tema di 8 marzo, care amiche, non perdo tempo a commentare il video sottostante. Mi limito a dirvi che vi regalerà 3 minuti di puro sollazzo, più la sensazione di aver compiuto la classica buona azione. Mi direte, “E che c'entra con la festa della donna?”. Ok, il filmato tratta di un problema al femminile e guardandolo si regala una speranza in un più alla lotta contro il cancro; ma il tumore al seno purtroppo colpisce tutti i giorni e – quanto a buone azioni – se i bei gesti si limitassero solo alla data di oggi, il mondo probabilmente andrebbe persino peggio di come effettivamente già va. Dunque, che c'entra?! Come volete, niente. A parte il fatto che oggi, scrivere "8 marzo" sul web significa accumulare più clic di quanti se ne potrebbero accumulare con qualsiasi altra parola, il che basterebbe a giustificare questa banale quanto azzardata associazione! Insomma, guardatelo quando vi pare, basta che lo guardiate. Infatti raggiunto il milione di contatti, lo sponsor della campagna, appunto i pink gloves che tutti indossano nel video, verseranno al dipartimento breast cancer del Providence St. Vincent Medical Center di Portland (Oregon) un nutrito finanziamento per la ricerca appunto contro quella peste tutta al femminile che ogni anno ci ammazza a migliaia: il cancro al seno. Et de hoc satis, non perdo altro tempo... Buona visone, a maschietti e femminucce...

Guarda il video

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Di Ginevra (del 16/10/2009 alle 16:50:42, in Salute femminile, letto 263 volte)
Ricordo Francesca, tutta trionfante, dopo essersi appena forata la lingua. Bicchiere di vino in una mano, sigaretta nell'altra, biascicava con una bistecca fra i denti su cui intravedevo il delizioso bagliore argentato. "Nun gliel'ho fatta, dovevo fuma'...", si giustificava centellinando le parole, dopo averle fatto notare che col piercing alla lingua fresco di giornata "NUN SE DEVE DA FA'!".

Eppoi Luna, che se l'era bucata per ricordarsi di 'non parlare troppo'. Non soddisfatta dei tre giorni a dieta liquida, necessari a non affaticare l'organo già stressato, per via degli stravizi ha ingurgitato yogurt, passato di verdura e mele grattuggiate per più di due settimane.

C'è poi chi, per colpa di un piercing mal gestito è arrivato persino a perdere la vita. Ne avrete sentito parlare, del ragazzo israeliano che per ripetuti ascessi al cervello causati da un'infezione derivata proprio da un buco sulla lingua e propagatasi dal sangue alla preziosa camera dei bottoni, è andato a morire a poco più di 20 anni.

E così, un dibattito che sembrava ormai sopito, insieme ad una moda da molti considerata quanto di più sexy e da altri l'apoteosi dell'idiozia, si riapre sotto il monito di una tragedia priva di senso.

"Il piercing in bocca non è una buona idea, meglio evitarlo!», tuonano i professionisti della salute. "Se realizzato in condizioni igieniche ortodosse, raramente causa complicazioni", replicano quelli che di piercing ne fanno decine e decine al giorno, da anni. Entrambi hanno ragione, entrambi interpretano un ruolo e difendono il proprio mestiere.

Il punto è, vale la pena di correre il rischio? Dove per rischio, seppur "raramente", s'intende una gamma d'effetti nocivi, non sempre autoprodotti, che vanno dal semplice rigonfiamento al dente scheggiato, dai sanguinamenti alla recessione delle gengive, fino a rarissimi casi di morte insensata? A voi giudizi e conclusioni. Per quel che mi riguarda, la tentazione è sempre stata forte e... recidiva. E ancora oggi, quando incrocio le accattivanti insegne dei Tatoo dico a me stessa che stavolta è quella buona. La volta d'impugnare il coraggio e d'infilare un orecchino proprio dove nasce la parola. Magari - come Luna - imparo a dosare i discorsi o - come Fra - ho un altro oggetto da torturare. Magari smetto di mangiarmi le unghie, magari sono più buona da baciare (o più cattiva: per fortuna la moda non comanda tutti i "gusti"), o magari col dolore, lenisco un altro dolore. Magari muoio... ma non succede mai – o meglio – "raramente", che è un concetto interessante ma che non sono sicura di voler sfidare. Magari di piercing mi tengo quelli ho e per bucarmi la lingua aspetto i settant'anni.

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Con un grant educazionale di  In collaborazione con JANSSEN-CILAG