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WikiGuide

Vizi e virtù delle due ruote

Non c'è bisogno di farsi chiamare "dottore", per apprezzare i vantaggi delle 'due ruote'. Che siano moto, ciclomotori, tandem, biciclette, trailskate, monopattini o segway, l'importante è godere dei benefici del mezzo, senza dimenticarsi dei pericoli.

Dopo un inverno tra i più piovosi degli ultimi anni, il brulichio di centauri d'ogni età nelle strade d'Italia dichiara aperta la stagione delle due ruote e la conquista di una ritrovata libertà. Libertà di fuggire dal traffico, senza gelarsi come sorbetti o inzupparsi come biscotti. E soprattutto - dato il caldo e il caos immune alla primavera, libertà dagli out-out legati alla condizione d'automobilista. Domande come "Faccio la sauna o mi ammalo di aria condizionata?", " Rischio la multa, mi dissanguo per il parcheggio o ipoteco la mattinata nella speranza di trovarne uno gratis?" saranno ormai solo un ricordo, almeno fino all'arrivo di un autunno ancora lontano.

Non dimenticate, però, che la prudenza resta prima alleata del vostro divertimento a due ruote, non solo riguardo al rischio d'incidenti, ma anche perché le migliori condizioni climatiche si rivelano, alle volte, se non proprio traditrici, almeno delle false amiche. Un rider che si rispetti, dunque, non può prescindere dalle norme peculiari legate al proprio mezzo, capaci di esaltarne i pregi facendovi al tempo 'dimenticare' pericoli e svantaggi. Per non parlare dei pochi e semplici dictat in grado di salvarvi la vita: l'obbligo del casco, naturalmente, ed il divieto di assumere alcol o droghe sono regole di cui non si sarà detto, letto o scritto mai abbastanza.

'Puledri' a motore

Protagonista di film indimenticabili, brani musicali scanzonati, e di un epoca d'oro in cui nonni e genitori festeggiavano, grazie all'ava Lambretta, la democratizzazione delle due ruote, il motorino è ormai un classico intramontabile. Fedele compagno dei rider di tutte le età, sconfigge ingorghi, risolve parcheggi e garantisce quell'ebbrezza che solo il 'vento in faccia' riesce a dare. Niente di paragonabile alla vertigine delle alte cilindrate, ma certo più pratico, economico e rilassato!

Casco e parabrezza

Il casco 'a giorno', sufficiente su veicoli a bassa cilindrata, è più fresco e leggero di quello integrale, indispensabile sui giganti d'acciaio, e permette il dialogo con il compagno di viaggio. Ma polveri, pollini e moscerini restano una minaccia per i vostri occhi, per questo l'uso comune, soprattutto tra i giovanissimi, di smontare il parabrezza durante l'estate, si dimostra moda poco pratica e men che mai intelligente! Se proprio dovete, almeno fatelo bene, rimuovendo con il parabrezza anche i sostegni di plastica o ferro che, in caso di sinistro, potrebbero recare più danno della caduta stessa.

Vento e sudore

Motorino ideale per raggiungere ville, parchi e spiagge fuori porta, ma non dimenticate che, se al mattino l'aria vi accarezza le 'nudità' con pieno vantaggio dei vostri sensi, dopo una giornata di sole o due ore 'sudate' di footing l'effetto del vento potrebbe costarvi una fastidiosissima influenza estiva. Dopo tutto, a cosa serve il vano sotto-sella se non per infilarci un asciugamano, una felpa o un semplice k-way, magari arrotolato all'interno del casco?

Fashion victim... on two wheels

Se invece fate parte dell'impavida categoria femminile che monta in 'groppa' con zeppe o tacchi alti, è consigliabile frenare in anticipo, rispetto a quel che avreste fatto con un paio di comode snackers. È inoltre consigliabile farlo gradualmente, per scegliere con calma dove, come e quando appoggiare il piede a terra. In caso abbiate indosso, oltre ai trampoli, anche mini-gonne inguinali o vestiti svolazzanti, il consiglio è di prenderne un lembo, 'insaccarlo' sotto ad una coscia e ripetere l'operazione tutte le volte che ripartite da una sosta. Sempre che il vostro intento non sia di provocare sinistri a catena ad ogni incrocio di strada...

In motorino il sole scotta!

Non dimenticate, infine, la regola d'oro legata all'esposizione ai raggi solari. Se credete come molti, di poter far a meno dello schermo anti-Uv solo perché - invece che in spiaggia o in piscina - siete in sella al vostro mezzo vi sbagliate di grosso. Sappiate, invece, che ciclomotori e scooter sono luoghi ideali per procurarsi scottature che aumentano il rischio di cancro della pelle ed invecchiamento precoce. Sarà quindi indispensabile, anche in città, utilizzare una protezione solare che si adatti al vostro fototipo.

'Stalloni' cromati

Regine indiscusse delle due ruote, le moto sono un sogno non solo per i maschietti. Sebbene il mondo dei centauri sia infatti ancora dominato da una netta maggioranza maschile, cilindri e cavalli d'acciaio conquistano le donne che adorano schizzare su nastri d'asfalto o accarezzare tortuosi tornanti panoramici. E così sia! A patto che la proverbiale prudenza femminile non abbandoni mai la corsa a due, sperando di contagiare anche la canaglia più scapestrata...

Primo dogma: il casco

Inutile dire che il casco è la condicio sine qua non di qualsiasi gita in moto e, che sia 'nuda', carenata da strada o da induro, deve essere sempre integrale od apribile-integrale. In quest'ultimo caso, però, ricordate che a gran velocità è sempre meglio tenerlo chiuso. Per evitare il rumore assordante, per proteggere gli occhi (anche una mosca superati limiti/orari si trasforma in 'proiettile') e - perché no – per godere la sensazione di "pensare" al suo interno. Se poi un'ape, come talvolta accade, dovesse introdursi nella visiera per farvi compagnia, niente panico. Chiudete gli occhi e delicatamente alzate la visiera, lasciando che il vento la trascini via. Mentre lo fate, però, raddoppiate la presa intorno alla vita del vostro compagno, a meno di non voler volare via insieme all'insetto fastidioso...

Dress-code

Se sul motorino l'abbigliamento lascia più spazio a vanità e fantasia, in moto esiste un vero e proprio dress-code, in grado di garantire una sicurezza adeguata alla potenza del motore. E se credete (erroneamente) che munirvi di tuta e stivali da moto sia precauzione esagerata ed economicamente 'proibitiva', un giubbotto completo di rinforzi e imbottiture è da considerarsi il 'minimo indispensabile' al vostro corredo tecnico, naturalmente sempre accompagnato da pantaloni che coprano tutte le gambe. Anche se a 40 gradi all'ombra. Anche se mille gocce vi attraversano la schiena dandovi l'impressione di squagliarvi come un gelato al sole... Non siete convinte? Vi basti pensare che il catrame sottopelle, tipico delle ustioni da asfalto, non è proprio cosa facile da scorticare! Tanto che nei pronto soccorso si usano solventi molto forti per sciogliere le strisce d'asfalto ed evitare che restino 'tatuate' per sempre (sebbene, come monito, sarebbe cosa efficace). Altra regola da rispettare 'religiosamente': mai montare in moto con sandali, tong e men che mai a piedi nudi. Se non volete che - sempre nel malaugurato caso - al posto della classica 'scarpa sul selciato' ci sia un vostro dito o addirittura tutto il piede.

Coccole e cure

Inoltre, che si tratti della vostra moto o di quella del vostro lui, date sempre un occhio alla condizione di freni e gomme. Pigrizia, lassismo ed economia, sono vizi imperdonabili on the road, dove centesimi di secondo e millimetri di battistrada possono fare la differenza tra un bello spavento e qualche mese d'ospedale.

Se non siete al 'Moto GP'...

Un'ultima raccomandazione riguarda la postura. Quando si è in groppa a un bestione rombante, la tentazione di darsi il così detto 'tono' è quasi irresistibile. Badate però che, lontano dalla pista, atteggiarsi a gran piloti potrebbe essere non solo ridicolo, ma anche dannoso per la vostra schiena. Incurvatela quanto basta, rilassate il collo, e non sporgete le ginocchia a mo' di Valentino... Invece di 'sfiorare' l'asfalto, potreste incappare in veicoli, pali, o sbilanciarvi troppo franando rovinosamente. Se siete dietro, poi, cercate di non abbandonarvi a peso morto sul dorso di chi sta guidando, ma restate tonici e assecondate ogni movimento con fiducia. Evitate, ad esempio, la tendenza di chi, spaventato dalla curva, all'inclinazione naturale della moto contrappone una postura retta che rischia di squilibrare il veicolo e farvi cadere.

Eco-riding

Biciclette, trailskate, segway e quant'altro utilizzi le due ruote senza l'ausilio di un motore rappresenta un grido di battaglia contro l'inquinamento atmosferico per gli amanti di un lifestyle eco-solidale. Un trend utile, moderno e salutare che, oltre a conservare pulita la vostra coscienza, mantiene il corpo tonico e allenato, e smaltisce l'eccesso di peso che affligge un numero sempre crescente di donne. Per tutte queste ragioni anche in Italia, che in quanto a piattezza non è paragonabile a paesi come Olanda, Belgio e Danimarca (dove bici e skating sono i mezzi più utilizzati), le 'ruote ecologiche'' conoscono oggi un inedito successo. Ma anche per loro, sebbene la ridotta velocità abbassi il rischio d'incidenti gravi, la strada nasconde insidie ad ogni angolo, viottolo, parco, persino sulla pista ciclabile che - ove possibile - resta la via più consigliata. Quanto ad inquinamento, poi, se gli eco-rider contribuiscono alla sua diminuzione, questi sono paradossalmente le prime vittime dei gas di scarico, per via dello sforzo fisico a cui sono sottoposti, che apre i polmoni ed accelera la respirazione. In tal senso la mascherina, seppure antiestetica, è un ausilio necessario per evitare che lo smog raggiunga bronchi e polmoni direttamente e senza passare dal via...

Bici in pole...

Numero uno tra i veicoli a due ruote che fanno a meno del motore è naturalmente la bicicletta. Un 'classico' sano, divertente ed ecologico, che oggi ritrova un successo crescente, specialmente fra le donne che vogliono rafforzare l'apparato cardiocircolatorio, tonificare glutei e polpacci e al tempo soddisfare la propria sensibilità per le tematiche ambientali. Tanto che, finalmente, si fa largo l'idea che la bici non sia solo un'attività legata al tempo libero, ma anche e soprattutto, alla vita quotidiana.

Proteggere il respiro

Un mezzo ideale per le fanciulle di tutte le età, a patto che la proverbiale distrazione del genio femminile lasci il posto - almeno in sella – alla concentrazione, e che la propria vanità faccia spazio alle esigenze d'ordine pratico. Come l'uso di una mascherina che filtri l'aria inalata pedalando, per evitare che, ai vantaggi per la salute garantiti dal mezzo, si aggiungano danni a livello respiratorio e sistemico dovuti all'inquinamento ambientale.

Cifre 'da paura'

Secondo uno studio condotto dalla SC Epidemiologia Ambientale e Registro Tumori in collaborazione con la Fondazione IRCCS Istituto Tumori Milano, di tutte le polveri, il 'particolato' è il primo responsabile di un aumento di morbilità e mortalità direttamente proporzionale alla propria concentrazione, per via delle dimensioni infinitesimali che gli permettono di depositarsi nelle zone più periferiche dell'apparato respiratorio (da 0.3 ad 1 micron di diametro). Tale studio ha inoltre evidenziato che il 70% del particolato è emesso proprio dalla combustione degli autoveicoli e che in ogni atto respiratorio la percentuale di polveri inalate che resta depositata a livello polmonare o sistemico è in media del 57%.

Percentuali 'sinistre'

Altri studi hanno stabilito, tuttavia, che recarsi al lavoro in bicicletta riduce il rischio di mortalità di circa il 40% (Arch Intern Med, 2000). Un dato confortante - non c'è che dire - che potrebbe però crescere ulteriormente, considerando con attenzione i tre sinistri-tipo più comuni in Italia, dove una placida passeggiata in bici si trasforma, nel migliore dei casi, in un deterrente al proprio futuro da ciclista. Prima di tutto, occhio agli incroci, responsabili del 12% degli incidenti stradali tra auto e biciclette: le prime, voltando a sinistra,travolgono il ciclista che sopraggiunge nel senso opposto. A seguire nella poco edificante top three, ci sono i sorpassi, colpevoli nel 9% dei casi. Di questi un buon 23% è dovuto all'atteggiamento dell'automobilista che sottostima lo spazio necessario a superare la bicicletta. Infine, attenti alle svolte a sinistra, responsabili dell'8% degli incidenti, in cui l'auto che segue tende a travolgere chi sta pedalando.

… e lo 'stivale' arranca

La situazione dei ciclisti italiani, naturalmente, potrebbe migliorare ulteriormente se lo Stato si decidesse ad incrementare la ciclabilità urbana con maggiori e nuove infrastrutture, come piste ciclabili, parcheggi, noleggio di biciclette con chiave elettronica, rete di stazioni per i modelli a pedalata assistita e per bici pieghevoli da portare con sé sui mezzi. Ma per ora l'Italia è tra i 'fanalini di coda' della 'bicicletta' europea...