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Il Punto Vi(p)

Due chiacchiere con Veronica

Veronica MayaVeronica Maya
Parigina di nascita, sorrentina di adozione, la trentenne Veronica Maya è il volto femminile dell’edizione estiva di “Unomattina”, il contenitore mattutino di Raiuno. Diplomata in danza classica, tra musical e teatro vanta una lunga esperienza sui palscoscenici di tutta Italia. Nel 2002, l’approdo al piccolo schermo: trasmissioni sportive come “Dribbling europei”, quindi “Sabato sprint”. Da allora, programmi di viaggi come “Stella del sud” e “Italia che vai”, entrambi su Raiuno. Lo scorso inverno ha condotto con Cino Tortorella e Nino Frassica la 49a edizione dello Zecchino d’oro e lo speciale “Linea verde. Sanremo in fiore” con Mario Ossini e Gianfranco Vissani.

Veronica MayaQuando ha scoperto per la prima volta il significato del concetto di sessualità consapevole e informata?

Ci sono arrivata al momento giusto, né troppo presto né troppo tardi. Ma credo che nel mio caso sia stata una questione di fortuna: ho fatto le elementari in una scuola parificata dove era prevista un’ora alla settimana di educazione sessuale. Nonostante fossimo già a metà degli Anni 80,  ancora un insegnamento del genere rappresentava un’eccezione nella scuola pubblica.

Crede sia cambiato qualcosa, oggi?

Certo, ma non abbastanza, come si potrebbe pensare. A “Unomattina estate” ci siamo accorti di quanta disinformazione, superficialità e timori regnino ancora tra gli adolescenti di oggi su questi temi. Per questo ci sforziamo di parlarne molto, il più possibile: l’obiettivo è di superare le difficoltà di dialogo che tuttora esistono all’interno delle famiglie.

Veronica MayaA lei è capitato lo stesso?

La mia formazione me la sono fatta un po’ attraverso le letture, un po’ tramite le amiche e solo in minima parte grazie ai miei genitori. Ecco, una delle poche cose che rimprovero loro è questa: nonostante fossero molto aperti e alla mano, hanno sempre affrontato i temi legati alla sessualità con molta ritrosia. E quando si sono decisi, ero ormai troppo grande: sapevo tutto o quasi…

La scoperta della contraccezione ha influito sul suo modo di intendere la sessualità?

Non radicalmente, ma di sicuro ha modificato il mio modo di pormi nei confronti del sesso. A differenza della stragrande maggioranza delle mie compagne di scuola, portavo con me i preservativi in borsa. E ho sempre rifiutato il sesso non protetto: “O così o niente”.

Quale atteggiamento ha nei confronti dei metodi contraccettivi?

Mi considero molto aperta alle novità. Sono attenta a quello che accade intorno a me, in termini di nuove scoperte e ritrovati. Ma non mi piace quando la ricerca si spinge agli estremi: ho letto anch’io di questa fantomatica pillola capace di cancellare il ciclo mestruale, e mi sono trovata in totale disaccordo. Ma quanto ai sistemi meno “fantascientifici”, sono favorevolissima: sono sempre rimasta incuriosita dal cerotto anticoncezionale, per esempio. L’idea che sia in grado di “controllarti” dall’esterno suona strana, ma è affascinante…