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Confronti

Io mamma, mi riapproprio di una sessualità e una contraccezione consapevoli

Intervista a Rossella Nappi
Ginecologa, endocrinologa e sessuologa Clinica di Ostetrica & Ginecologica, Università degli Studi di Pavia

Fasi della sessualità

Prima messa al servizio della riproduzione, poi poco agita durante la gravidanza': come si articolano le fasi dell'identità sessuale di una donna?

La donna che oggi decide di avere un figlio è mediamente una donna più vecchia, più ansiosa e che ha più cose da fare e deve mettere insieme tutti i tasselli della sua esistenza, quindi inevitabilmente vive in maniera diversa la sessualità.
Usa la seduttività nella prima fase della giovinezza, la fase di costruzione del  rapporto stabile con quello che potenzialmente sarà il padre del suo futuro bambino. Poi, quando il test di gravidanza c'è ed è positivo, la sessualità è quella che più facilmente viene relegata ai margini. Si perde la dimensione ludica del sesso, si da maggior valore alla sessualità nella sua funzione riproduttiva. E quando la sessualità viene messa al servizio della riproduzione, la donna vive un'esperienza che modifica profondamente il modo in cui vivrà la propria sessualità e il proprio corpo.

Dopo il parto la donna si trova cambiata nel peso, nella forma fisica, nella struttura della pelle, c'è la possibilità che abbia capillarità e smagliature, cambia il suo punto vita. A questo si aggiunge il vissuto genitale in cui il parto può essere assimilabile ad una seconda deflorazione: la donna partorendo vive una trasformazione dei propri genitali, gli stessi che sono stati per le lei la fonte del piacere sessuale diventano uno strumento per dare la vita. È facile capire come possa avere bisogno di un certo tempo per superare l'incredulità di quel momento che la obbliga a compiere un processo molto importante di riappropriazione del suo corpo (ad esempio, attraverso gli esercizi per il pavimento pelvico, perché ri-acquisire la propria fisicità deve passare per la propria corporeità  e non c'è niente di più corporeo della muscolarità).

Poi ci sono i papà, che sempre più spesso vanno in sala parto e vivono il parto nelle parole dell'ostetrica, negli odori, nel sangue, nel liquido amniotico. Questo vissuto li aiuta a capire quanto il parto sia un evento di rottura che deve essere seguito da una ricomposizione.

Sembra che oggi la donna abbia più difficoltà nella riappropriazione della propria relazione sessuale...

Alcune casistiche raccolte in ambito ostetrico ci suggeriscono che la mediana della ripresa dei rapporti sessuali nel nostro paese arrivi fino a 5 mesi dopo il parto. Ma ci sono donne che riprenderanno ad avere rapporti con la penetrazione 10 mesi dopo la nascita del bambino, perché magari hanno un vissuto negativo legato al parto. C'è una difficile ripresa del rapporto erotico di coppia perché la coppia è diventata una famiglia e la donna è diventata madre e non più amante. Anche il maschio deve riprendere il suo rapporto con la sessualità nella coppia. Alcuni uomini si sentono esclusi dalla diade madre-bambino. A questo si aggiungono dei fenomeni biologici di adattamento, una specie di gravidanza maschile al momento della gravidanza, in cui i livelli maschili di testosterone sono i più bassi, quelli di prolattina i più alti, che un uomo possa avere fisiologicamente nel corso della sua vita. Tutti fattori che risultano da ed auto-mantengono un'inibizione della funzione sessuale. Questo si ripercuote anche nelle performance maschili con fenomeni di eiaculazione precoce, difficoltà a mantenere l'erezione, calo del desiderio...
Sia l'uomo sia la donna devono intraprendere un percorso di riappropriazione del proprio spazio di coppia.

Abbiamo però una donna combattuta tra la maternità e il lavoro, tra la maternità e la seduttività, tra la maternità e l'eroticità. Come è possibile risolvere questo conflitto?

Dopo la maternità cambia un pochino la sua sessualità: la donna si è riprodotta e la funzione sessuale ha un altro scopo, emotivo-relazionale...
Per recuperare l'eroticità è necessario che la donna abbia fatto un percorso di crescita parallelo dentro di sé, che le abbia permesso di sviluppare dei fattori intrapsichici che rimettono la sessualità su un piano ludico.
Dovendo gestire varie istanze della vita, la conflittualità tra il lavoro dentro e fuori casa, la cura dei figli, spesso prevalgono, a livello del Sistema Nervoso Centrale, i segnali inibitori della sessualità che rallentano o inibiscono questo percorso di riappropriazione della sessualità. Questo spiega il calo del desiderio nella donna, perché il desiderio sessuale è frutto di un bilancio tra una serie di fattori che eccitano e una serie di fattori che inibiscono.

30 novembre 2009
Intervista a cura di Norina Wendy Di Blasio