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Confronti

Io mamma, mi riapproprio di una sessualità e una contraccezione consapevoli

Io-mamma, mi riapproprio di una sessualità e una contraccezione consapevoli
 
 
 
Sessualità tra gravidanza e parto

Fasi della sessualità

Contraccezione
 

Intervista a Rossella Nappi
Ginecologa, endocrinologa e sessuologa Clinica di Ostetrica & Ginecologica, Università degli Studi di Pavia

   

Sessualità tra gravidanza e parto

I mesi dopo il parto non sono esattamente il periodo più denso della vita sessuale di una coppia. È un atteggiamento anche frutto del contesto in cui la donna oggi vive la gravidanza?

Sì. Da tutti gli studi fatti negli ultimi dieci anni nella nostra Università, in collaborazione con le ostetriche, è emerso che oggi più di ieri le donne e i loro compagni tendono ad astenersi maggiormente dai rapporti sessuali durante la gravidanza. Questo ha a che fare con il progetto di una maternità che si è ormai staccato dal concetto di destino biologico, per diventare un progetto della coppia che prima ha maturato una serie di sicurezze al suo interno. 

Si fanno figli più tardi e con investimento emotivo altissimo sul progetto bambino e su tutto ciò che ci sta attorno. Cosa comporta?

Se da un lato l'ansia è la patologia sociale di oggi, nella maggior parte delle donne, che devono fare mille equilibrismi per portare avanti il loro progetto di vita, la gravidanza diventa una condizione essa stessa portatrice d'ansia.
Questo perché la donna vive l'attesa, con tutte le modificazioni del suo corpo, non più come un processo fisiologico e naturale, ma come qualcosa da proteggere, un qualcosa che in un certo modo deve controllare. Sono amplificate la paura di ingrassare e di vedere modificato il proprio corpo; a questo si affianca una necessità o volontà di proteggere questi nove mesi.

Cambia anche il modo di vivere la sessualità della donna durante la gravidanza?

La sessualità non viene più vista come un'espressione fisiologica di una funzione endocrina. Il quadro ormonale della donna è caratterizzato da livelli di estrogeni, progesterone e androgeni elevati, e salgono in circolo tutta una serie di ormoni, neuro-ormoni e neuro-modulatori -  prime fra tutte le beta-endorfine, ma anche l'ossitocina, cioè il neuro-ormone che preparerà al parto - , che hanno un funzione che dovrebbe stimolare la funzione sessuale.

Sembrerebbero tutti buoni presupposti per una vita sessuale attiva...

Tuttavia, il grande timore che qualcosa vada storto fa sì che la sessualità (già messa a servizio della riproduzione per ottenere la gravidanza, e per un certo periodo anche dopo il parto) venga tagliata fuori o al più si trasformi in una sessualità molto più emotiva e cognitiva, e poco agita con l’istinto. Questo avviene soprattutto durante la gravidanza. E, seppure da un punto di vista biologico ci siano tutti i presupposti perché l'eccitazione aumenti, questi vengono azzerati da tutto il rinforzo negativo di paura legato all'avvicinarsi del parto: che si rompa il sacco, che ci sia un parto pre-termine...

Approfondimento. Gravidanza: verso una sessualità emotiva

Nel primo trimestre la donna ha paura sempre di più di perdere il bambino. Riproducendosi intorno ai 35 anni non ha voglia di avere quel primo aborto che una volta si diceva fisiologico e riguarda 20 donne su 100; di conseguenza la prima cosa che taglia è la sessualità.
Nel secondo trimestre, quando la donna sente anche una spinta biologica dentro di sé, entra in gioco il maschio che comincia a vedere la pancia, a vivere il feto come un terzo incomodo e si è comunque inibito per tre mesi, dunque scattano dei meccanismi tali che spesso c'è una vita sessuale, ma non è tanto genitale o coitale quanto piuttosto emotiva e fatta di coccole. La donna frustra un po' questo grosso bisogno fisiologico, controllato dal sistema neuroendocrino, che viene fuori nei sogni, con certi fenomeni di eccitazione spontanea.
Nel terzo trimestre c'è l'ingombro del ventre materno, l'idea ancora più forte che la pancia sia qualcosa da coccolare e da far condividere al partner per fargli vivere in modo indiretto quell'esperienza fisica della gravidanza che lui non potrà mai provare. Dunque, di nuovo viene più naturale un approccio  fatto di coccole e di tenerezza.

 

 
 
 

30 novembre 2009
Intervista a cura di Norina Wendy Di Blasio