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Adolescenti... in rete
 
 
L'informazione online

Contraccezione di fortuna

Le preferenze delle giovanissime
 

Intervista a Paola Piattella
ginecologa responsabile del centro adolescenti dell'Aied (Associazione italiana per l'educazione demografica).

 

Come ginecologa, ha un punto di vista privilegiato sulle preferenze degli adolescenti che vogliono reperire informazioni su sesso e contraccezione. Quali sono a suo avviso le fonti di informazione più frequentate dai giovani, prima che questi si accostino alla figura del ginecologo?

Dal sondaggio Sessualità e contraccezione dove ti informi proposto da Gynevra.it alla sua community di adolescenti è emerso che:

  • gli amici sono consultati nel 34,7% dei casi
  • la scuola nel 4,3%
  • i  genitori nell'11,7%
  • le riviste online specializzate in ginecologia nel 44,7%
  • quelle generaliste sulla salute nel 29.9%
  • servizi di consulenza online, forum e blog, nell'11,7%
e in generale sul web (Usi il web per informarti sulla contraccezione?) si riversano le richieste di informazione del 92,6% dei ragazzi

Senza dubbio la rete è diventata il luogo privilegiato dagli adolescenti per cercare risposte a domande che trovano difficoltà a porre altrove. C’è da chiedersi il perché ancora oggi sussista questa difficoltà, che mette in luce come né la famiglia né la scuola riescano a porsi come referenti nei confronti dei ragazzi per quanto riguarda l’argomento sessualità. Tanto meno ci riescono le strutture sanitarie che dovrebbero essere deputate a questo, come i consultori. Quindi, nonostante vivano in una società in cui immagini e riferimenti sessuali li bombardano da ogni mezzo di comunicazione, di fatto di fronte ai loro dubbi i più giovani si trovano spesso da soli. E la rete, a cui si rivolgono di preferenza, è purtroppo un luogo in cui le informazioni sono fin troppo accessibili, ma dove la loro qualità non è sottoposta ad alcun controllo.

Quali sono a suo avviso le fonti più affidabili, come riconoscerle, e quali i rischi legati ai vari tipi di referenti?

Dovrebbero esserlo quelle istituzionali, che sono però più scarse, di difficile accesso e spesso prive di sezioni dedicate ai più giovani, in cui le informazioni siano veicolate con un linguaggio comprensibile per loro.

Come valuta, da professionista, la qualità generale delle informazioni sul web?

Troppo variabile: a fronte di siti di facile fruibilità, chiari, attendibili, ve ne sono molti altri in cui le informazioni sono confuse, parziali, spesso proprio sbagliate. E di contro non c’è alcun sistema che indirizzi i ragazzi verso gli uni piuttosto che verso gli altri. Anzi spesso risultano più accattivanti proprio quelli meno curati dal punto di vista della veridicità delle informazioni che diffondono.

 
   
 
   

12 gennaio 2010
Intervista a cura di Giulia Volpe

 
   
 
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