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Confronti

Intolleranze alimentari: i segnali da non trascurare

Sei intollerante al lattosio o soffri di celiachia? Conosci a fondo la tua condizione?
Quali sono i segnali da non sottovalutare per ipotizzare una intolleranza? Quali i percorsi diagnostici più appropriati? Ne abbiamo parlato con Giovanni Barbara, gastroenterologo del Policlinico S.Orsola-Malpighi, Bologna.

L'intervista

Giovanni Barbara, Dipartimento di Medicina Interna e Gastroenterologia - Università di Bologna - Policlinico S.Orsola-Malpighi.

Testa la tua conoscenza sul tema delle intolleranze al glutine e al lattosio e delle ripercussioni che possono avere sulla sicurezza contraccettiva.

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Quali sono i sintomi che possono far pensare ad una potenziale intolleranza al lattosio?

L'intolleranza al lattosio deve essere sospettata quando l'assunzione di latte, latticini e derivati  (soprattutto derivati freschi del latte, mozzarelle e formaggi a pasta molle) non è ben tollerata dall'organismo. I sintomi più frequenti, associati all'assunzione di questi alimenti, sono gonfiore addominale e flatulenza, diarrea e dolore addominale, mal di testa.

Quali domande porsi?

Quando bevo latte o consumo latticini freschi si verificano episodi di diarrea o dolore addominale?  Il mio gonfiore dipende da quello che mangio? Sono queste le domande da porsi. In presenza dei sintomi quali il dolore o il gonfiore addominale ed alterazioni dell'alvo,  è possibile ipotizzare un'intolleranza al lattosio; in particolare quando questi si associano al consumo di latte e latticini freschi.
Vanno, inoltre, tenuti d'occhio un notevole calo di peso, repentino e non giustificato da una dieta, l'aumento degli indici di infiammazione o la presenza di anemia. Naturalmente, in questi casi, sarà cura del medico, escludere, prima di procedere alla diagnosi, una patologia organica che potrebbe dare gli stessi sintomi.

Quale iter diagnostico va seguito in caso di sospetta intolleranza al lattosio?

É necessario sottolineare che il malassorbimento di lattosio è una condizione estremamente frequente in Italia, essendo presente in circa  il 50% delle persone. Una parte di queste può sviluppare anche sintomi, nel qual caso si parla di intolleranza. Di conseguenza, in considerazione dell’alta frequenza di queste condizioni, è ovvio come non sia possibile sottoporre tutte le persone ai test per diagnosticare l'intolleranza al lattosio, ma debbano essere riservati solo ad alcuni soggetti.  In particolare, di fronte ad un paziente con sintomi tipici (quali l’insorgenza rapida di diarrea, fastidio e gonfiore addominale in seguito, ad esempio, all’assunzione di una tazza di latte) la diagnosi è abbastanza semplice e  generalmente non c'è bisogno di ulteriori indagini. Nei casi dubbi, può essere utile un approfondimento diagnostico. Il test del respiro (dall’inglese breath test) al lattosio: è un test non invasivo che si fa semplicemente facendo bere al paziente una piccola quantità di latte. Il test risulta positivo se nel respiro vengono misurate, mediante una apposita apparecchiatura, eccessive emissioni di idrogeno.

Cos'è la celiachia e quali sono i sintomi me la possono far sospettare?

La malattia celiaca è una intolleranza permanete al glutine contenuto nella farina di grano. Nei pazienti con celiachia, il glutine determina un danno a livello della mucosa dell’intestino tenue che provoca un cattivo assorbimento di varie sostanze introdotte con la dieta e utili per l’organismo. La dieta senza glutine rappresenta la cura per la quasi totalità dei pazienti. Lo spettro delle manifestazioni cliniche di questa reazione è molto ampio e può interessare sia l’apparato digerente che altri organi. Nelle forme classiche, sintomi frequenti sono rappresentati da diarrea, gonfiore e dolore addominale. Si possono però verificare anche altri sintomi, quali  manifestazioni cutanee ed in questo caso la dermatite erpetiforme è una delle manifestazioni più classiche, malattie autoimmunitarie come tiroiditi o vitiligine, la caduta dei capelli o la fragilità delle unghie, emorragie gengivali e l’osteoporosi o un aumento rilevabile agli esami del sangue delle transaminasi.

Quali sono le domande da porsi?

Sono presenti disturbi addominali quali gonfiore o dolore? Mi capita di avere diarrea oppure stipsi alternata a diarrea? Ho avuto un calo di peso? Si è verificata una frattura ossea per un minimo trauma? Oltre a questo, possono destare sospetti le manifestazioni sistemiche, la presenza di un'anemia le malattie autoimmuni, quali, ad esempio, le tiroiditi, l’infertilità, l’alopecia, oppure il riscontro di livelli aumentati di transaminasi non giustificati dalle comuni cause. 
Dunque queste sono tra le possibili domande da porsi. Anche in questo caso sarà cura del medico interpretare i sintomi impostando un corretto iter diagnostico.

Qual è l'iter diagnostico da consigliare in caso di sospetta celiachia?

Attualmente sono disponibili dei semplici test ematici che possono indirizzare con un grado di accuratezza molto elevata il sospetto di malattia celiaca. Basta un semplice prelievo ematico in cui vengano dosati gli anticorpi anti-trasglutaminasi o gli anticorpi anti-endomisio. Tuttavia, se il test è positivo la conferma diagnostica viene dalla biopsia duodenale che si effettua nel corso di una gastroscopia.

18 novembre 2010
A cura di Norina Wendy Di Blasio