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| Aborto spontaneo | |
Quando una gravidanza si interrompe spontaneamente entro 180 giorni dalla data di inizio dell'ultima mestruazione si parla di "aborto spontaneo"; nella maggior parte dei casi questo evento si verifica durante il primo trimestre di gravidanza. Quando nella donna compaiono sintomi che possono far temere per una possibile interruzione della gravidanza, ovvero perdite di sangue provenienti dalla cavità uterina e/o contrazioni dell'utero e fitte dolorose si parla di minaccia d'aborto. A questo proposito si raccomanda alle donne in stato di gravidanza di non sottovalutare nessun sintomo si presenti e di segnalarlo prontamente al proprio medico. L'aborto spontaneo può essere:
L'aborto spontaneo, che nella maggior parte dei casi viene considerato un evento casuale e non necessariamente ripetitivo, è invece definito ricorrente quando in una medesima paziente si verificano 2 o più eventi abortivi spontanei consecutivi. Le cause che più frequentemente possono condurre ad un aborto spontaneo sono:
Spesso la causa che provoca un aborto spontaneo non è identificabile, ma va comunque considerato che nella maggior parte dei casi tale evento è sporadico ed assolutamente non ripetitivo. Quando si verificano, invece, casi di aborto ripetuto si rende necessario indagare sulle cause dell’abortività spontanea ricorrente. A tale scopo il medico, oltre a ricostruire la storia clinica della coppia ed a effettuare una visita ginecologica, prescriverà l’esecuzione di tutti gli accertamenti clinico-strumentali (cariotipo sul sangue dei genitori, test di funzionalità tiroidea, colture cervico-vaginali, ecografia transvaginale, isterosalpingografia, indagini sul sistema immunitario ecc.) ritenuti utili per formulare la diagnosi e poter procedere ad un approccio terapeutico corretto. |
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