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Enciclopedia

 
Distrofia vulvare
 

Con il termine di distrofia vulvare si definiscono un gruppo di condizioni non cancerose che interessano la cute localizzata nella zona situata all’ingresso della vagina, denominata vulva.

La vulva è l’organo genitale femminile esterno ed è formata da due pliche cutanee verticali, dette grandi labbra, all’interno delle quali si trovano due pliche più piccole, denominate piccole labbra che circondano l’orifizio vaginale; anteriormente ad esse si trova un piccolo organo erettile detto clitoride. Nella vulva, tra l’orifizio vaginale e il clitoride, sbocca l’uretra ovvero il condotto che conduce l’urina dalla vescica all’esterno.

La pelle dell’area vulvare è altamente specializzata, infatti svolge specifiche funzioni e per questo motivo contiene ghiandole e terminazioni nervose. D'altro canto è anche molto sensibile ed è soggetta ad essere colpita da patologie più o meno gravi.

Le distrofie vulvari includono:

  • il lichen sclerosus, una delle più comuni malattie della vulva, che colpisce soggetti di ogni età ma prevalentemente donne in menopausa. Con il lichen sclerosus la pelle della vulva diventa bianca, sottile e fragile; le piccole labbra possono restringersi fino a scomparire e l'apertura vaginale può ridursi notevolmente;
  • l'iperplasia a cellule squamose in cui la pelle della vulva diventa bianca, pruriginosa, dalla superficie irregolare; questo tipo di distrofia non conduce, come la precedente, alla perdita delle pieghe della pelle ed alla contrazione delle labbra;
  • il lichen planus, malattia cutanea cronica di tipo infiammatorio, che colpisce frequentemente la cavità orale e talvolta l'area vulvare e vaginale determinando la comparsa di aree arrossate e dolenti con possibile fissurazione della cute.

Le cause che determinano l'insorgenza della distrofia vulvare non sono ancora note. Sono state avanzate diverse ipotesi in proposito (carenze ormonali, vitaminiche, alimentari, deficit enzimatici, alterazioni immunitarie) ma nessuna di esse ha finora trovato una conferma definitiva.

Le distrofie vulvari possono manifestarsi con una serie di sintomi più o meno marcati che interessano il distretto cutaneo della regione vulvare:

  • prurito
  • bruciore
  • arrossamento
  • assottigliamento cutaneo
  • desquamazione
  • rotture della pelle
  • sanguinamenti.

I rapporti sessuali sono in genere dolorosi. In presenza di lichen sclerosus la cute tende ad aggrinzire e se la patologia non viene adeguatamente trattata le piccole labbra tendono a restringersi e l’apertura vaginale a chiudersi notevolmente.

Per avere la certezza della diagnosi il medico dopo avere effettuato l’esame clinico può ritenere necessario eseguire la biopsia di un piccolo campione cutaneo prelevato dall’area interessata dalla patologia.

Per il trattamento dell’iperplasia a cellule squamose e del lichen planus viene in genere prescritta l’applicazione locale di creme contenenti corticosteroidi; per la cura del lichen sclerosus viene frequentemente prescritta l’applicazione di creme a base di testosterone o a base di progesterone oppure a contenuto steroideo.

È importante associare al trattamento specifico misure generali di igiene intima che riducano le possibili cause di irritazione. Si consiglia di evitare di utilizzare saponi profumati ed aggressivi, deodoranti, lozioni, spray, tamponi deodorati, carta igienica profumata; è inoltre consigliabile indossare biancheria intima di cotone e non di fibra sintetica, lavata con detergenti neutri e non trattata con prodotti ammorbidenti.

 
   
   
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