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| Distrofia vulvare |
Con il termine di distrofia vulvare si definiscono un gruppo di condizioni non cancerose che interessano la cute localizzata nella zona situata all’ingresso della vagina, denominata vulva. La vulva è l’organo genitale femminile esterno ed è formata da due pliche cutanee verticali, dette grandi labbra, all’interno delle quali si trovano due pliche più piccole, denominate piccole labbra che circondano l’orifizio vaginale; anteriormente ad esse si trova un piccolo organo erettile detto clitoride. Nella vulva, tra l’orifizio vaginale e il clitoride, sbocca l’uretra ovvero il condotto che conduce l’urina dalla vescica all’esterno. La pelle dell’area vulvare è altamente specializzata, infatti svolge specifiche funzioni e per questo motivo contiene ghiandole e terminazioni nervose. D'altro canto è anche molto sensibile ed è soggetta ad essere colpita da patologie più o meno gravi. Le distrofie vulvari includono:
Le cause che determinano l'insorgenza della distrofia vulvare non sono ancora note. Sono state avanzate diverse ipotesi in proposito (carenze ormonali, vitaminiche, alimentari, deficit enzimatici, alterazioni immunitarie) ma nessuna di esse ha finora trovato una conferma definitiva. Le distrofie vulvari possono manifestarsi con una serie di sintomi più o meno marcati che interessano il distretto cutaneo della regione vulvare:
I rapporti sessuali sono in genere dolorosi. In presenza di lichen sclerosus la cute tende ad aggrinzire e se la patologia non viene adeguatamente trattata le piccole labbra tendono a restringersi e l’apertura vaginale a chiudersi notevolmente. Per avere la certezza della diagnosi il medico dopo avere effettuato l’esame clinico può ritenere necessario eseguire la biopsia di un piccolo campione cutaneo prelevato dall’area interessata dalla patologia. Per il trattamento dell’iperplasia a cellule squamose e del lichen planus viene in genere prescritta l’applicazione locale di creme contenenti corticosteroidi; per la cura del lichen sclerosus viene frequentemente prescritta l’applicazione di creme a base di testosterone o a base di progesterone oppure a contenuto steroideo. È importante associare al trattamento specifico
misure generali di igiene intima che riducano le possibili cause
di irritazione. Si consiglia di evitare di utilizzare saponi profumati
ed aggressivi, deodoranti, lozioni, spray, tamponi deodorati, carta
igienica profumata; è inoltre consigliabile indossare biancheria
intima di cotone e non di fibra sintetica, lavata con detergenti
neutri e non trattata con prodotti ammorbidenti. |
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| Argomenti correlati: Fisiologia del sistema riproduttivo, Malattie vaginali | |