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Enciclopedia

 
Disturbi d'ansia
 

L'ansia può essere definita come una sensazione di apprensione, irrequietezza, spiacevole tensione nei confronti di circostanze stressanti o minacciose. È altresì un evento emotivo che, in misura maggiore o minore, accompagna la vita di ognuno di noi. Ciascun individuo, infatti, risponde alle vicissitudini della vita con un certo grado di ansietà. L'ansia fisiologica, che si può definire "normale" o positiva, è motivata e si rivela utile in molti momenti della vita perché ci aiuta a difenderci dai rischi ed a migliorare le nostre prestazioni.

L'ansia diventa, invece, patologica o negativa quando l'individuo vive in uno stato di costante aspettativa di minaccia e di paura immotivata. Quest'ansia provoca una caduta nell'efficienza della persona che non riesce ad adattarsi all'ambiente che la circonda.
L'ansia provoca un disagio psicologico caratterizzato da una sensazione di angoscia che si accompagna frequentemente a sintomi fisici più o meno marcati.

I tipi di ansia includono:

  • Il disturbo di panico. Il soggetto viene attaccato improvvisamente ed inaspettatamente da una sensazione di angoscia e di terrore associata a numerosi sintomi somatici, quali: senso di soffocamento, palpitazioni, sudorazione intensa, tremori, nausea, capogiri, dolore toracico. Gli attacchi hanno un inizio brusco, raggiungono l'intensità massima in 10-15 minuti, regrediscono in 20-30 minuti ed in genere lasciano la persona in uno stato di grande spossatezza. Il soggetto può sviluppare progressivamente la paura costante che questi episodi possano ripetersi. Le cause all'origine dell'insorgenza degli attacchi di panico non sono ancora chiare: si è ipotizzato che i responsabili possano essere alcuni fattori genetici (vulnerabilità di base della persona) oppure determinati fattori biologici (azione alterata di alcune sostanze presenti nel cervello).
  • Il disturbo d'ansia generalizzato. È caratterizzato dalla presenza di uno stato di tensione diffuso e persistente che porta ad un malessere psicologico e fisico che può durare anche per mesi o addirittura anni. L'ansia generalizzata è accompagnata da sintomi che includono: tensione muscolare, facile affaticamento, difficoltà di concentrazione, insonnia, irritabilità. Questo tipo di ansia può limitare molto le prestazioni del soggetto colpito e può condurre ad una sindrome depressiva. Non sono ancora stati identificati i meccanismi alla base di questa tipologia di ansia, ma le ricerche mirano all'identificazione di alcune sostanze presenti nel cervello che sarebbero responsabili di "produrre ansia".
  • Il disturbo post-traumatico da stress. Si riferisce alle manifestazioni ansiose scatenate dal verificarsi di avvenimenti esterni fortemente traumatici come violenze, lutti, aggressioni fisiche, incidenti, catastrofi, guerre. Il turbamento psichico che può manifestarsi nel soggetto colpito da questo disturbo viene definito acuto se compare in prossimità dell'evento oppure cronico se, invece, si evidenzia a distanza di tempo dal momento in cui il soggetto ha vissuto il trauma. La sintomatologia include: presenza di incubi e ricordi ripetitivi dell'avvenimento traumatico, sensi di colpa ingiustificati, disturbi del sonno, difficoltà di memoria e di attenzione, nonché i disturbi caratterizzanti "l'ansia generalizzata".

L'ansia, accompagnata talvolta anche da attacchi di panico, svolge una funzione centrale anche in coloro che soffrono di fobie, che temono cioè il verificarsi di specifiche circostanze. Le fobie più comuni sono: la paura degli spazi aperti (agorafobia), la paura degli spazi chiusi (claustrofobia), la paura di parlare in pubblico, di sostenere esami, ecc. (fobia sociale).

Quando compare la sintomatologia dei disturbi d'ansia è importante rivolgersi al proprio medico, che in primo luogo deve valutare il quadro fisico e clinico del soggetto per escludere la presenza di eventuali patologie organiche che potrebbero giustificare i sintomi. Se viene evidenziato un disturbo fisico che può avere un rapporto diretto con l'ansia, il medico procederà al trattamento della malattia che causa o che amplifica la sintomatologia ansiosa.

Per trattare un quadro ansioso il medico può ritenere necessario somministrare al paziente farmaci che bloccano la crisi e riducono la tensione ansiosa persistente; la gamma di psicofarmaci (ad esempio ansiolitici e antidepressivi) disponibile è attualmente molto ampia, ma solamente il medico può valutare quali siano la sostanza e il dosaggio più adeguati per ogni paziente.

In certi casi può rivelarsi utile intervenire, oltre che con un trattamento farmacologico, anche con un intervento psicoterapeutico che aiuti il paziente ad affrontare le situazioni ed a ritrovare equilibrio e serenità.
I disturbi ansiosi possono incidere notevolmente sulla funzionalità lavorativa e familiare del soggetto: rivolgersi con tempestività al proprio medico consente di superare nel migliore dei modi la fase acuta e ad impedire che la sindrome ansiosa possa trasformarsi in un quadro clinico cronico.