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Enciclopedia

 
Placenta previa
 

La placenta si forma all'interno dell'utero durante la gravidanza e aumenta di peso con il progressivo avanzare di questa. Rappresenta il punto di congiunzione tra l'utero materno e il cordone ombelicale del feto: un vero e proprio organo che, unendo i due corpi, permette gli scambi tra il feto e la madre. Attraverso il cordone ombelicale, infatti, la placenta collega la circolazione materna con quella fetale in modo che il bambino possa ricevere dalla madre nutrimento, ossigeno ed ormoni. Si sviluppa normalmente nella parte superiore della parete dell'utero e viene poi espulsa, alla fine del parto, per distacco spontaneo dalla parete uterina.

La placenta viene, invece, definita previa nei casi in cui si sviluppa nella parte bassa dell'utero (davanti all'apertura del collo dell'utero, posizionata al di sotto del bambino), ostruendo parzialmente o totalmente l'uscita del feto verso il canale del parto. La placenta è un tessuto non elastico (quindi, non estensibile) e per tanto non riesce ad accompagnare la distensione del collo dell'utero, necessaria per permettere l'uscita e la nascita del bambino. In caso di placenta previa, a causa della sua anomala posizione, questa tende a distaccarsi prematuramente, causando in alcuni casi emorragie imponenti, e mettendo in pericolo la salute della mamma e del bambino.

L'esecuzione di un'ecografia pelvica intorno alla 28°-30° settimana permette di accertarsi della presenza o meno di una placenta previa.
In caso di conferma della sua presenza, possono crearsi delle piccole aree di distacco dalla parete uterina anche durante il corso della gravidanza, con conseguenti emorragie vaginali di intensità variabile. Il verificarsi di un sanguinamento vaginale dopo il quinto mese, infatti, può essere indicativo della presenza di una placenta previa, dunque costituisce un sintomo di allarme che deve essere tempestivamente segnalato al proprio medico.

Se la paziente presenza una placenta previa, deve essere tenuto sotto controllo costante lo stato di salute sia del bambino sia della mamma. Nel caso in cui si evidenzi sofferenza fetale o si scateni un'emorragia tale da mettere in pericolo la vita della mamma si procede con l'esecuzione di un parto cesareo d'urgenza.
Se le condizioni della mamma e del bambino non destano preoccupazioni (allo scopo di far proseguire la gravidanza almeno fino alla maturità polmonare del feto), prima di intervenire con un parto cesareo, viene imposto alla paziente l'obbligo assoluto di stare a riposo per evitare lo scatenarsi delle contrazioni. Il ginecologo può comunque ritenere opportuno trattenere la futura mamma in ospedale per monitorare meglio la situazione e poter intervenire, se necessario, con maggiore tempestività.

 
   
   
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