Accesso riservato ai professionisti
della salute. Registrati o accedi.
Password dimenticata?
| Sindrome premestruale |
Il termine sindrome premestruale (PreMestrual Syndrome – PMS) definisce il complesso di sintomi, sia fisici, sia psicologici, che compaiono ciclicamente e ripetutamente prima della mestruazione e scompaiono quando il flusso (cfr. mestruazione) finisce. Mentre alcune donne, prima del ciclo mestruale, non presentano alcun disturbo rilevante, per molte, all'incirca il 40%, questo appuntamento mensile rappresenta un vero problema, caratterizzato da:
A questi sintomi si aggiungono le difficoltà nelle relazioni interpersonali: la donna può avere un atteggiamento aggressivo con i propri familiari, litigare continuamente con il partner, essere addirittura impossibilitata a recarsi sul posto di lavoro, a causa delle accentuate variazioni del tono dell'umore. Oggi la sindrome premestruale è considerata a tutti gli effetti una malattia, cui si riconoscono numerose cause organiche e dalla quale, con l'aiuto di un esperto, si può anche guarire. Sintomi I sintomi, che si manifestano subito dopo l'ovulazione,
sono molteplici, se ne contano fino a 150 e sono
di natura fisica, psicologica e comportamentale.
Si manifestano diversamente da donna a donna, sia per l'intensità sia
per la presenza contemporanea di più disturbi. La sintomatologia
può essere in alcuni casi talmente accentuata da interferire
seriamente con le normali attività domestiche e lavorative
della donna.
Cause Le cause all'origine dei sintomi premestruali non sono del tutto note e alcune ipotesi non sono state ancora ampiamente dimostrate. Una parte della responsabilità nella comparsa dei disturbi è probabilmente da imputare ad una variazione dell'equilibrio ormonale, ma sembra comunque ipotizzabile che la sindrome premestruale sia il risultato dell'azione di fattori diversi. Alcune donne, ad esempio, producono in eccesso l'ormone prolattina, che causerebbe la ritenzione idrica e il dolore al seno. Prima del ciclo, inoltre, si verifica un meccanismo per cui si manifesta una maggiore tolleranza all'introduzione degli zuccheri, un processo che fa aumentare la voglia di cibi dolci: da qui possono nascere dei sensi di colpa da parte della donna. E ancora, la mancanza della vitamina B6 (che interviene nell'elaborazione della serotonina), che spesso si riscontra nella donna prima della mestruazione, potrebbe spiegare la comparsa di un disturbo come la depressione. Di recente, è stata posta particolare attenzione al ciclo della serotonina, il cui ruolo nella PMS tuttavia non è ancora stato del tutto chiarito. La serotonina è un neurotrasmettitore, ossia una sostanza capace di trasferire un messaggio da un neurone ad un altro, fortemente implicato nella regolazione dell'umore. Molti studi scientifici hanno dato prova dell'efficacia dei farmaci Inibitori della Ricaptazione Selettiva della Serotonina (SSRI) nel trattamento delle forme più severe di PMS, ossia in caso di Disordine Disforico Premestruale o “della fase luteale tardiva” (Premenstrual Dysphoric Dysorder - PMDD), condizione in cui prevalgono i sintomi di tipo psicologico e comportamentale, con senso di angoscia, disturbi depressivi ed aggressività evidente. I farmaci cosiddetti SSRI, agendo a livello del sistema nervoso centrale (SNC), impediscono che la serotonina venga ricaptata ed eliminata dallo spazio sinaptico (la struttura specializzata che permette ai neuroni di entrare in connessione), permettendo così di prolungarne gli effetti sul neurone e quindi sul SNC. Ciò produce un miglioramento dello stato depressivo. Manifestazione La sindrome premestruale colpisce dal 20 al 40 % delle donne in età fertile, interessando soprattutto le fasce culturali medio-alte, probabilmente perché più attente al proprio benessere. Generalmente, la sindrome è più accentuata nei dieci giorni che precedono il ciclo mestruale, tende a peggiorare con il passare dei giorni, per scomparire gradualmente nel momento in cui arriva la mestruazione. Può durare dai 7ai 12 giorni, vale a dire, per chi ha cicli molto regolari di 28 giorni, dal sedicesimo giorno fino all'arrivo del ciclo mestruale: un periodo molto lungo, durante il quale la donna può manifestare anche un grande appetito. Non ci stupiamo allora se i giorni in cui compare la mestruazione, di solito molto pesanti per le donne, sono invece vissuti da chi è colpito da questa sindrome, con un senso di liberazione. Diagnosi e trattamento Per potere fare diagnosi di PMS deve essere presente un intervallo temporale e sintomatologico, di almeno 7 giorni o più, senza i disturbi tipici della PMS, tra la fine della fase sintomatologica in un ciclo e l'inizio dei nuovi sintomi nel ciclo immediatamente successivo. Inoltre, devono essere presenti alcuni disturbi, considerati maggiori tra quelli dell'area psicologico - comportamentale, quali: irritabilità evidente, profondo stato ansioso e depressivo, facile perdita dell'autocontrollo. Sarà utile ai fini di una più facile diagnosi e per aiutare il medico a ricostruire la storia del ciclo mestruale, tenere un diario giornaliero, che abbia inizio con il primo giorno del ciclo e sul quale andranno appuntati tutti i dati di rilievo per la PMS: l'inizio del corteo sintomatologico, sia fisico sia emotivo, specificando il tipo e l'intensità dei sintomi, ed eventuali segni, aumento del peso e/o della ritenzione idrica, comparsa di eruzioni cutanee etc. Il diario dovrà essere compilato per almeno tre cicli consecutivi. Non esistono test di laboratorio che permettano di diagnosticare la sindrome premestruale; la formulazione della diagnosi si basa, infatti, sulla scadenza mensile della comparsa dei sintomi. Nella maggior parte dei casi la sintomatologia non è così grave da richiedere un intervento terapeutico.
Le donne che presentano una grave sindrome premestruale, tale da influire negativamente sul lavoro, sulla vita quotidiana e sulle relazioni sociali, devono rivolgersi al proprio medico di fiducia o al ginecologo. I sali di magnesio, utilizzati durante i giorni critici della sindrome, ne attenuano la sintomatologia, grazie al loro intervento su alcune reazioni enzimatiche a livello cerebrale, riducono l'eccitabiltà neuromuscolare e nervosa centrale. Di recente, è stata fatta avanti un'altra possibile strategia terapeutica, rappresentata da un preparato fitoterapico, si tratta dell'estratto di agnocasto, reperibile come componente di molti nutriceutici indicati nel trattamento della PMS; uno studio pubblicato nel 2003 dall'American Journal of Obstetrics and Gynecology (Am J Obstet Gynecol 2003; 188 (5): 56-65) ha dimostrato l'efficacia di questo rimedio naturale nel ridurre in modo significativo la sintomatologia complessa della PMS. Tra le terapie farmacologiche adottate in caso di PMS sono previsti gli anticoncezionali ormonali, il cui utilizzo rende la sindrome più tollerabile (si può verificare una lieve irritabilità il giorno precedente la mestruazione). Nei casi particolarmente gravi e con prevalenza dei disturbi di tipo psicologico ed emotivo, il medico, sulla base di un'attenta valutazione del peso dei sintomi, potrà consigliare il ricorso ai farmaci antidepressivi SSRI. In ogni caso, questo trattamento ed il suo dosaggio dovranno essere consigliati e sottoposti all'esclusivo controllo del medico. Ci sono poi alcuni metodi che possono essere associati a un eventuale trattamento o essere adottati in alternativa, a seconda della gravit à della sindrome, ad esempio alcune tecniche di rilassamento (stretching, yoga o attività fisica). Infine, ma non per la sua importanza, va sottolineato l'effetto benefico del movimento fisico nell'alleviare i disturbi tipici della PMS. Un'attività motoria regolare, infatti, non soltanto allenta la tensione accumulata e riduce gli effetti dello stress, in grado di peggiorare il quadro sintomatologico premestruale, ma stimola anche la produzione di endorfine, sostanze capaci di dare un senso di euforia e benessere e di generare un effetto antalgico naturale. |
|
| Argomenti correlati: Disturbi d'ansia | |