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Enciclopedia

 
Sanguinamento uterino eccessivo o menorragia
 

Mestruazioni molto abbondanti, tali da richiedere l'uso di 6-10 assorbenti al giorno, e che si protraggono per sette o più giorni. E' stimato che circa una donna su venti in età premenopausale soffra di questa condizione, descritta dalle donne come debilitante, per via dell'impatto negativo che  ha sulla vita familiare, sull'attività lavorativa e sociale e sul tempo libero. Oltre a ridurre la qualità della vita, la menorragia può avere conseguenze sulla salute della donna. Si stima, infatti, che circa due terzi delle donne affette da menorragia soffrano di anemia da carenza di ferro per via delle eccessive e ripetute perdite di sangue mestruale, con sintomi quali stanchezza, palpitazioni e mancanza di fiato.
La causa più frequente è di tipo disfunzionale, conseguente ad uno squilibrio ormonale (l'ovaio produce estrogeni in eccesso rispetto al progesterone), ma può essere anche di natura organica, come la presenza di polipi endouterini o di fibromi (da linkare alle rispettive voci), responsabili della menorragia o di condizioni patologiche extra genitali come malattie epatiche e renali, del sangue o dovute all'assunzione di farmaci.
Una volta esclusa una causa organica o una malattia sistemica potranno essere considerate diverse opzioni terapeutiche in relazione all'età della paziente e ai suoi desideri oltre che alla gravità della condizione clinica. Molto genericamente il trattamento della menorragia è di tipo farmacologico o chirurgico. Tra le diverse soluzioni farmacologiche può essere considerato l'uso di contraccettivi ormonali, di farmaci anti-infiammatori non steroidei, di derivati del progesterone siano essi assunti per via orale o somministrati per via intrauterina mediante l'utilizzo di una spirale medicata (in questo caso è possibile che si verifichi una condizione di amenorrea (link a amenorrea) che non tutte le donne accettano di buon grado.
Infine non vanno dimenticati come possibili presidi farmacologici l'uso di farmaci antifibrinolitici (pro-coagulanti) o i GnRh agonisti che determinano una soppressione della produzione ormonale ovarica, inducendo una condizione di menopausa farmacologica. Tale trattamento può essere utilizzato solo per brevi periodi (3-6 mesi), spesso in vista di un intervento chirurgico. Tra i possibili trattamenti chirurgici l'isterectomia è oggi la più adottata tuttavia, anche se è possibile ricorrere ad interventi mini-invasivi come l'ablazione endometriale (asportazione della mucosa uterina).