Il fibroma uterino (o fibromioma, mioma o leiomioma) è un tumore muscolare benigno e frequente, tipico dell'età fertile. Secondo le stime, interessa più del 25% delle donne al di sopra dei 30 anni, in oltre il 75% dei casi non è accompagnato da sintomi (emorragia uterina, anemia, dolore lombo-sacrale, incontinenza urinaria, problemi di concepimento) e solo molto di rado (1 caso su mille) degenera in forma maligna.
Il primo esame che permette di diagnosticare un fibromioma è la normale visita ginecologica. Un fibroma molto voluminoso può essere sospettato già alla palpazione dell'addome, ma l'ecografia è sempre necessaria alla diagnosi e alla valutazione di grandezza e localizzazione.
La prognosi dei miofibromi è buona. In caso di gravidanza, le complicanze sono rare, ma si rende necessario un controllo assiduo per precisare le variazioni di volume, la sua sede rispetto all'inserzione della placenta e, a fine gravidanza, rispetto alla posizione del feto. La menopausa provoca, nella maggior parte dei casi, una riduzione di volume dei fibromi.
La scelta della terapia dipende da vari fattori: l'eventuale presenza di sintomi e la loro entità, l'età della paziente, l'eventuale desiderio di gravidanze, il volume del fibroma. Per un fibroma non molto voluminoso, in una paziente che non presenta sintomi, può essere sufficiente tenere una condotta di attesa, limitandosi a dei controlli periodici (visita ginecologica ed ecografia ogni sei mesi). Al contrario in una paziente sintomatica vanno fatte delle scelte terapeutiche, che possono essere in alcuni casi di tipo farmacologico, e più frequentemente, di tipo chirurgico.
La terapia farmacologica può essere utile soprattutto per controllare la tendenza all'emorragia e, se necessario, per far fronte al dolore. Non ci si può aspettare però dalla terapia medica la regressione totale del fibroma.
Per dominare la sintomatologia emorragica esistono diverse categorie di farmaci:
- Progestinici: sono particolarmente indicati nel bloccare la menometrorragia e talora riescono anche a ridurre la sintomatologia dolorosa. Solitamente vengono assunti per via orale (in forma di compresse) per 10-15 giorni a ciclo per più cicli, secondo l'indicazione del ginecologo.
- Danazolo: anche questo preparato è efficace nel controllare le menometrorragie, somministrato per 4-6 mesi, può frenare l'ulteriore sviluppo del fibroma (o dell'utero fibromatoso); si tratta però di un farmaco che presenta effetti collaterali e va somministrato sotto stretta sorveglianza.
- GnRH analoghi: questi preparati (solitamente somministrati per iniezione intramuscolare) provocano un blocco temporaneo dell'attività di produzione ormonale da parte delle ovaie. In questo modo si instaura una sorta di menopausa farmacologica reversibile, con la cessazione delle mestruazioni (amenorrea) ed una certa riduzione di volume dei fibromi. Gli effetti però non sono permanenti: dopo la sospensione della terapia (che non può essere protratta troppo a lungo) può ripresentarsi la precedente sintomatologia emorragica, ed inoltre può riprendere l'accrescimento dei fibromi. Pertanto tale scelta terapeutica viene fatta o in vista di un intervento chirurgico o in una paziente molto vicina alla menopausa per controllare le menometrorragie fino alla cessazione spontanea delle mestruazioni.
La scelta di una terapia chirurgica si impone nei casi in cui le emorragie sono frequenti e abbondanti e non c'è stato un beneficio con la terapia medica oppure nei casi in cui il volume cospicuo di un fibroma (o di un utero fibromatoso) crea dolore o disturbi da compressione di organi vicini (vescica e/o intestino). La chirurgia è necessaria per rimuovere un fibroma che per la sua sede ostacola la fertilità.
Gli interventi chirurgici sono:
- miomectomia: semplice asportazione di uno o più fibromi, conservando quindi l'utero. Tale scelta è abitualmente da privilegiare per fibromi di piccole dimensioni e quando la paziente è in età fertile.
- isterectomia: asportazione totale dell'utero. Tale scelta è più indicata nella paziente in età peri- o postmenopausale, ed in quei casi più complessi come la presenza di miomi multipli e/o voluminosi.
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