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| A cura di Giancarlo Bausano Medico Internista, ASL RM B, Roma |
| Ormone lattogeno placentare (HPL) | |||||
| Cos'è? Perché si fa? Come si esegue? Interpretazione dei risultati |
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L'ormone lattogeno placentare (HPL, Human Placental Lattogen) è una sostanza prodotta dalla placenta fin dalle prime fasi della gravidanza insieme ad altri ormoni come HCG, estrogeni e progesterone e serve ad assicurare una parte del normale nutrimento per il feto, specialmente attraverso l'apporto di zucchero. Il livello di HPL aumenta progressivamente a partire dalla 7a-8a settimana di gravidanza fino a raggiungere il massimo alla 38a settimana, per poi stabilizzarsi o decrescere fino al momento del parto. Pertanto il suo dosaggio serve, insieme all'HCG, per controllare l'evoluzione regolare della gravidanza e lo stato di benessere del feto. Il mancato innalzamento o la brusca caduta dei valori di HPL possono indicare una sofferenza della placenta e, insieme ad altri valori, indurre il ginecologo a prendere i necessari provvedimenti. Il test si effettua con un semplice prelievo di sangue dopo un digiuno di circa 6-8 ore. La risposta può essere pronta il giorno dopo. I valori normali di HPL variano in rapporto alla settimana di gravidanza, da un minimo di 0,5 microgrammi per ml di sangue (7a-8a settimana) ad un massimo di 12 microgrammi alla 38a settimana. Una brusca diminuzione dell'HPL può indicare una minaccia d'aborto, una gestosi o una sofferenza fetale. Livelli aumentati di HPL si possono osservare in caso di gravidanza gemellare o in presenza di un feto particolarmente grande (macrosomico), nel diabete che compare per la prima volta in gravidanza o nella incompatibilità Rh materno-fetale (vedi Test di Coombs). |
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