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| A cura di Giancarlo Bausano Medico Internista, ASL RM B, Roma |
| Coprocoltura | |||||
| Cos'è? Perché si fa? Come si esegue? Interpretazione dei risultati |
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È un esame delle feci che serve ad individuare la presenza di eventuali batteri responsabili di infezioni intestinali. Deve essere distinto dall'esame parassitologico delle feci che consiste nella ricerca, attraverso l'osservazione diretta al microscopio, di parassiti (vermi) o delle loro uova nelle feci. L'esame si fa principalmente quando, in presenza di una diarrea accompagnata da dolori addominali e febbre che dura da qualche giorno, il medico sospetta una infezione intestinale. L'analisi serve anche per confermare la guarigione dopo aver eseguito la cura. Nelle donne in gravidanza, la coprocoltura per salmonella viene richiesta di routine prima del parto: le salmonelle possono infatti essere presenti occasionalmente nell'intestino della madre senza dare sintomi, ma diventano pericolose per il bambino che si può contagiare al momento della nascita, quando viene a contatto con la zona ano-genitale della madre. Lo stesso esame viene richiesto al padre del bambino se vuole essere presente in sala parto. Il campione di feci dovrebbe essere raccolto in un contenitore di plastica provvisto di un coperchio a perfetta tenuta; la quantità sufficiente per l'analisi equivale grosso modo ad una piccola noce (circa 3 cm di diametro) Se nelle feci è presente sangue o pus, questo dovrebbe essere incluso nel campione, perché è più facile trovarvi gli eventuali batteri responsabili di infezione. Per non falsare i risultati, il campione da analizzare va prelevato prima di prendere eventuali farmaci (per esempio gli antibiotici), né dovrebbe trascorrere un lungo periodo dal momento della raccolta delle feci al momento dell'analisi. Le feci, giunte al laboratorio, vengono depositate in appositi recipienti e trattate con particolari sostanze che servono a favorire la crescita e la moltiplicazione dei germi eventualmente presenti. In assenza di infezione, la coprocoltura viene definita negativa. Normalmente, però, i laboratori sono in grado di identificare solo alcuni microbi responsabili di diarrea acuta e, fra questi, le Salmonelle, le Shigelle, lo Stafilococco aureo e il Campylobacter. Bisogna tuttavia tenere presente che molte infezioni intestinali sono causate da virus e che questi non sono ordinariamente rilevabili dai comuni laboratori di analisi. Inoltre, poiché nell'intestino vivono moltissimi batteri non pericolosi, la segnalazione della presenza di alcuni microbi nelle feci (per esempio alcuni tipi di Escherichia coli) non significa di per sé che siamo di fronte ad una condizione patologica. |
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