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| A cura di Giancarlo Bausano Medico Internista, ASL RM B, Roma |
| Funzionalità tiroidea | |||||
| Cos'è? Perché si fa? Come si esegue? Interpretazione dei risultati |
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L'analisi della funzionalità tiroidea consiste nel dosaggio di alcuni ormoni circolanti nel sangue attraverso i quali è possibile valutare se la tiroide funziona troppo o troppo poco. Gli ormoni sono il TSH (ormone tireotropo), sostanza prodotta dall'ipofisi che regola la produzione degli ormoni tiroidei veri e propri, il T3 (triiodotironina) e il T4 (tiroxina) che sono i due principali ormoni prodotti dalla ghiandola tiroide. Poiché T3 e T4 possono risultare alterati in gravidanza o a causa di alcuni farmaci, anche se la tiroide funziona normalmente, si ricorre oggi sempre più spesso al dosaggio di FT3 e FT4 che corrisponde alla frazione dell'ormone realmente "attiva", considerata un indice più preciso della funzione tiroidea. Lo studio della funzione tiroidea si fa quando si sospetta una malattia della tiroide. In assenza di sintomi indicativi di una malattia della tiroide, le analisi della funzione tiroidea sono comunque utili in tutte le donne che hanno compiuto 50 anni, nei neonati (per lo screening dell'ipotiroidismo congenito) e in particolari condizioni di rischio, per esempio in caso di precedenti interventi chirurgici sulla tiroide o di malattie tiroidee in famiglia, in presenza di un gozzo o quando si prendono alcune medicine (per esempio litio o amiodarone). L'analisi si esegue inoltre come controllo di routine per valutare l'efficacia di una cura con ormoni tiroidei. L'analisi si effettua con un semplice prelievo di sangue dopo un digiuno di circa 12 ore. Quando è possibile, andrebbero sospesi almeno 3 giorni prima quei medicinali che possono interferire con il dosaggio degli ormoni tiroidei, per esempio estrogeni, contraccettivi orali, aspirina e cortisone. La risposta dovrebbe essere pronta entro 3 giorni. Valori normali di TSH (di solito, fra 0,5 e 5) indicano che la tiroide funziona regolarmente. Un aumento del TSH indica con molta probabilità la presenza di un ipotiroidismo, cioè di una ridotta funzione della tiroide. Di solito, ma non sempre, questo si accompagna anche a bassi valori di FT4 e di FT3. Viceversa, bassi valori di TSH con alti valori di FT3 e FT4 indicano la presenza di un ipertiroidismo, dovuto per esempio ad un piccolo tumore benigno della tiroide (adenoma) che produce quantità eccessive di ormone. Il riscontro di valori anormali obbliga di solito ad eseguire ulteriori analisi, per esempio il dosaggio degli anticorpi antitiroidei o una ecografia della tiroide, per chiarire diagnosi. Valori ormonali alterati in una persona che sta già facendo una cura con ormoni tiroidei indicano che la dose degli ormoni deve essere modificata oppure che la terapia non è stata eseguita correttamente. Infine, si ricorda ancora una volta che tutti questi valori possono risultare alterati in gravidanza oppure per effetto di alcuni farmaci, anche se la tiroide funziona regolarmente. |
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