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Come leggere le analisi
 
Esami del sangue
Infettivologia
Tecniche diagnostiche
 
 
A cura di Giancarlo Bausano
Medico Internista, ASL RM B, Roma
 
 
Pap test  
   
 
   
 
Cos'è?

Il Pap test, che prende il nome dal suo scopritore Papanicolau, è un test di screening innocuo, facile da eseguire e poco costoso. Serve ad individuare precocemente la presenza di infezioni, infiammazioni e, soprattutto, di tumori dell'utero; consiste nel raccogliere, colorare e analizzare al microscopio gruppi di cellule prelevate dalla cervice (o collo) dell'utero, cioè dalla parte inferiore dell'organo che sporge direttamente nella vagina.
 
Perché si fa?

Effettuato regolarmente questo test, permette di identificare precocemente alcune lesioni che precedono lo sviluppo del tumore maligno e curarle per via ambulatoriale. O, nei casi in cui si scoprono cellule già maligne, le probabilità di curare questo tumore in fase iniziale, e di guarire definitivamente, sono molto alte. Nelle donne che vivono nei Paesi industrializzati il tumore del collo dell'utero è il più diffuso dopo quello della mammella: in Italia vengono diagnosticati ogni anno circa 10 nuovi casi ogni 100 mila abitanti.
Per una prevenzione efficace il Pap test andrebbe eseguito regolarmente fra i 21 e i 70 anni, al massimo ogni tre anni, salvo condizioni che comportino un maggior rischio di sviluppare il tumore. Fra queste:
  • attività sessuale iniziata precocemente
  • numerosi partner sessuali
  • prima gravidanza in giovane età
  • numero elevato di parti
  • infezioni genitali con papilloma-virus
  • fumo di sigaretta.
Dopo i 70 anni, se gli ultimi test sono stati ripetutamente normali, è possibile sospendere l'esecuzione del test.
 
Come si esegue?

L'esame si esegue nello studio del ginecologo e richiede solo 5-10 minuti. Dopo aver invitato la donna a coricarsi su un lettino ginecologico, il medico inserisce in vagina un piccolo divaricatore che permette di vedere a occhio nudo il collo dell'utero. Si effettuano di solito due prelievi, uno nella parte esterna della cervice mediante una piccola spatola e l'altro all'interno della cervice con uno speciale spazzolino. Il materiale ottenuto viene "strisciato" immediatamente su un vetrino ed inviato al laboratorio di citodiagnostica per l'analisi. Nelle donne in età fertile il prelievo deve essere effettuato almeno 5 giorni dopo la fine del ciclo o almeno 5 giorni prima del probabile giorno d'inizio. In tutti i casi è consigliabile eseguire l'esame almeno due giorni dopo l'ultimo rapporto sessuale; va inoltre evitato l'uso di diaframmi, ovuli, candelette o creme vaginali nei 3 giorni precedenti l'esame. Per avere la risposta sono necessarie circa 3 settimane.
 
Interpretazione dei risultati

Il Pap test può risultare normale o evidenziare semplicemente una infiammazione senza cellule atipiche, che di solito è dovuta ad una comune infezione della vagina o del collo dell'utero. Anche la segnalazione di cellule squamose atipiche indica per lo più la semplice presenza di una infezione virale. Se nel referto viene adoperato il termine di lesione squamosa intraepiteliale (SIL) vuol dire che vi è la probabilità (più o meno elevata) di una alterazione pre-cancerosa, cioè di una lesione che potrebbe trasformarsi in cancro se non curata. Vi è infine la possibilità di individuare la presenza di cellule che sono già chiaramente maligne.
In tutti i casi, se il risultato del Pap test è anormale, viene consigliata l'esecuzione di una colposcopia, cioè di una indagine che permette di guardare in maniera più approfondita, tramite un microscopio particolare, la porzione dell'utero visibile dalla vagina, per localizzare esattamente eventuali lesioni e fare dei prelievi mirati di tessuto (biopsie). Per molte delle lesioni precancerose o cancerose iniziali che si possono diagnosticare con questo esame sono oggi disponibili dei trattamenti ambulatoriali (o in day-hospital) e in anestesia locale.

Il Pap test non è infallibile. Vi è sempre l'eventualità di un risultato "falso positivo" (segnalazione erronea di cellule maligne che invece non esistono) o "falso negativo" (segnalazione erronea di cellule normali in presenza di una lesione maligna); questa seconda possibilità (che è la più pericolosa) è la più frequente, può verificarsi nel 5-20% dei casi, e non sempre dipende da un errore umano. Poiché, per fortuna, il cancro del collo dell'utero ha uno sviluppo molto lento, sarà sufficiente sottoporsi con regolarità al Pap test per ridurre al minimo le conseguenze di un possibile errore.
 
   
   
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