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Come leggere le analisi
 
Esami del sangue

Infettivologia
Tecniche diagnostiche

 
 
A cura di Giancarlo Bausano
Medico Internista, ASL RM B, Roma
 
 
Prolattina  
   
 
   
 
Cos'è?

La prolattina è un ormone prodotto dall'ipofisi, una ghiandola che si trova nel cervello e che svolge un ruolo di regolazione di diverse funzioni importanti dell'organismo. La prolattina viene prodotta in grande quantità durante la gravidanza, quando ha il compito di preparare la mammella alla produzione di latte e quindi di iniziare e mantenere la lattazione subito dopo il parto. Livelli elevati al di fuori della gravidanza causano il blocco del normale ciclo mestruale con scomparsa dell'ovulazione e sterilità.
 
Perché si fa?

In generale, il dosaggio della prolattina fa parte di un gruppo di esami da richiedere quando si sospetta una disfunzione dell'ipofisi, che potrebbe essere causata dalla presenza di un tumore benigno, chiamato adenoma ipofisario. Il test si adopera inoltre per valutare la causa di una amenorrea, cioè la mancanza di mestruazioni in una donna fertile che non è incinta. Infine, il dosaggio della prolattina è indicato se in una donna non incinta e che non sta allattando, si verifica all'improvviso la produzione di latte: questo fenomeno è chiamato galattorrea.

 
Come si esegue?

Per l'esecuzione del test è sufficiente un normale prelievo di sangue, da eseguire al mattino dopo aver lasciato trascorrere almeno due ore dal risveglio (un prelievo fatto troppo presto può risentire dell'innalzamento della prolattina nel sangue che si verifica normalmente durante il sonno). Non occorre stare a digiuno, ma è preferibile osservare 30 minuti di assoluto relax prima di prelevare il sangue. Alcuni farmaci, come estrogeni o antidepressivi, vanno sospesi prima del prelievo, perché possono interferire con il risultato dell'esame.
 
Interpretazione dei risultati

I valori normali nella donna adulta vanno da 0 a 20 (nanogrammi per centimetro cubo di sangue), mentre nella donna incinta o che ha appena partorito possono arrivare fino a 400. Se, dopo il parto, la donna non allatta i valori scendono nel giro di due settimane, mentre se allatta si normalizzano entro 3 mesi.
Il sonno, lo stress o uno sforzo fisico intenso fanno aumentare il livello di prolattina nel sangue. Anche alcuni farmaci possono aumentare la prolattina, fra cui gli antistaminici e i contraccettivi orali.
Se i valori sono molto elevati la diagnosi più probabile è quella di un adenoma dell'ipofisi. In questo caso vengono di solito ordinati dal medico altri esami particolari, chiamati test di stimolo, per poter meglio distinguere l'adenoma dell'ipofisi da altre cause responsabili di un aumento della prolattina.
Valori moderatamente elevati si verificano in caso di amenorrea non dipendente dall'ipofisi, oppure in una condizione in cui amenorrea e galattorrea si trovano associate (sindrome di Chiari-Frommel).
Altre possibili cause di aumento della prolattina sono l'insufficienza renale, l'ipotiroidismo (ridotta funzione della tiroide) o la cosiddetta sindrome dell'ovaio policistico, una disfunzione ereditaria in cui le ovaie sono piene di cisti, aumenta la produzione di ormoni maschili e non si verifica l'ovulazione.
 
   
   
Argomenti correlati: Amenorrea, Cisti ovariche, Fisiologia del sistema riproduttivo, Infertilità, La donna e il cancro