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Guide

 
Come leggere le analisi
 
Esami del sangue
Infettivologia
Tecniche diagnostiche
 
 
A cura di Giancarlo Bausano
Medico Internista, ASL RM B, Roma
 
 
Sifilide  
   
 
   
 
Cos'è?

La sifilide è una malattia contagiosa trasmessa con i rapporti sessuali, causata da un batterio chiamato Treponema pallidum. Le lesioni provocate dal Treponema colpiscono inizialmente gli organi genitali ma, se l'infezione non viene curata, possono diffondersi attraverso il sangue a tutto l'organismo. In gravidanza, la donna con la sifilide può trasmettere l'infezione al feto, ma se curata efficacemente con gli antibiotici entro la 16a settimana, il bambino risulterà sano alla nascita. Se non curata, la sifilide in gravidanza può provocare aborto, parto prematuro o malformazioni. La diagnosi di sifilide può essere effettuata attraverso alcuni esami del sangue.
 
Perché si fa?

La ricerca della infezione si fa innanzitutto nelle donne in gravidanza e in tutte le persone a rischio perché hanno avuto rapporti sessuali non protetti con più di un partner o, soprattutto, con persone che potrebbero essere infette. In alcuni casi i test vengono richiesti al momento del ricovero ospedaliero o prima di un intervento chirurgico. Se un individuo viene trovato infetto da sifilide si consiglia anche un test per HIV perché la coesistenza di una infezione da HIV aumenta il rischio di complicazioni della sifilide a livello del sistema nervoso e diminuisce l'efficacia degli antibiotici. Dopo che è stata fatta la diagnosi, i test per la sifilide si possono ripetere per controllare se la terapia è efficace, poiché in questo caso essi ritornano negativi.
 
Come si esegue?

Qualunque sia il test adoperato, è necessario un prelievo di sangue da una vena del braccio (o della mano) dopo un digiuno di 8-12 ore. La risposta di solito è disponibile entro 2-4 giorni, a seconda del test effettuato.
 
Interpretazione dei risultati

I due test di screening più usati prendono il nome di VDRL (Venereal Disease Research Laboratory) e RPR (Rapid Plasma Reagin) e permettono di individuare nel sangue una sostanza, simile ad un anticorpo, che l'organismo produce contro l'infezione. Sfortunatamente, questi due test possono risultare "negativi" se l'infezione è in fase iniziale o, al contrario, essere "falsamente positivi" in persone che invece sono sane. Questo può verificarsi ad esempio in gravidanza, nelle persone anziane, nei donatori di sangue o persone vaccinate di recente. Pertanto, la positività di un test di screening iniziale deve essere confermata da un'altra analisi del sangue chiamata FTA-ABS (Fluorescent Treponemal Antibody Absorption Test). Questo è in assoluto il test più preciso per la diagnosi di sifilide, in qualunque stadio si trovi la malattia, e può inoltre essere adoperato per seguire la risposta alla terapia antibiotica. La positività del test in un neonato indica con certezza una infezione congenita. Tuttavia, questo esame può dare risultati falsamente positivi nel 2% dei casi.
 
 
 
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