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| A cura di Giancarlo Bausano Medico Internista, ASL RM B, Roma |
| Test per l'HIV | |||||
| Cos'è? Perché si fa? Come si esegue? Interpretazione dei risultati |
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Il test per l'HIV (Virus dell'Immunodeficienza Acquisita, responsabile dell'AIDS) è una analisi del sangue che serve per individuare la presenza di una infezione da HIV. Il virus dell'HIV può essere trasmesso attraverso i rapporti sessuali non protetti, gli aghi infetti o il contatto con il sangue (per esempio una trasfusione) o con le urine di una persona portatrice del virus. La trasmissione può anche avvenire in gravidanza, dalla madre infetta al feto, o durante l'allattamento. Il virus è in grado di moltiplicarsi in alcuni tipi di globuli bianchi distruggendoli e provocando un danno delle difese immunitarie dell'organismo. L'infezione da HIV può precedere la comparsa dell'AIDS anche di dieci o più anni. Due tipi di test vengono comunemente usati per individuare l'infezione da HIV: il primo, chiamato ELISA, identifica gli anticorpi che sono stati formati contro il virus; non è un esame preciso al 100% e qualche volta dà risultati "falsamente" positivi. Il secondo chiamato Western blot, più preciso ma anche più costoso, viene utilizzato per confermare la presenza dell'infezione. È opportuno sottoporsi al test se esiste il sospetto di un contagio, per esempio se ci sono stati rapporti sessuali a rischio con un partner potenzialmente infetto o si sono assunte droghe per via venosa. In altri casi, il test si fa, a scopo precauzionale, prima di donare il sangue, o al momento di iniziare una gravidanza. Il test viene infine prescritto ad una persona che presenta sintomi sospetti di AIDS senza essersi mai sottoposta prima a questo tipo di analisi. L'esame è molto semplice perché si fa con un normale prelievo di sangue da una vena del braccio. Il sangue viene quindi introdotto in una provetta e inviato al laboratorio. I test di screening comunemente usati forniscono di solito una risposta entro una-due settimane, anche se è oggi disponibile un test rapido capace di individuare gli anticorpi anti-HIV entro 30 minuti. Questo test, se positivo, richiede sempre la conferma con un esame tradizionale. Negli Stati Uniti è da poco disponibile un test da eseguire a domicilio (Home Access test), regolarmente approvato dalle autorità sanitarie di quel paese. Un test negativo non esclude in maniera assoluta la possibilità che sia avvenuto il contagio. Di solito, infatti, la persona infettata con HIV diventa sieropositiva, cioè produce gli anticorpi contro il virus, entro tre mesi dal contagio: questo fenomeno si chiama "sieroconversione". Durante il periodo che precede la sieroconversione (periodo "finestra") il test risulta negativo nonostante il virus sia già circolante nell'organismo. In questi casi, se il sospetto è forte, è bene ripetere il test entro massimo 6 mesi dal possibile contagio. Un test positivo indica, se confermato, che è avvenuta l'infezione con il virus: in questo caso è necessario consultare subito un medico che abbia esperienza in questo campo e prendere tutti i provvedimenti necessari per proteggere la propria salute e quella degli altri. |
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