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| BMI e scelta contraccettiva: un legame di peso | |
| mercoledì 16 dicembre 2009 | |
| La comunità scientifica internazionale che si occupa della salute sessuale e riproduttiva mostra una crescente preoccupazione per il tema della contraccezione. | |
| Le stime preoccupanti diffuse lo scorso settembre dalla Giornata mondiale sulla Contraccezione - che denunciavano la poca dimestichezza di giovani sempre più precoci verso i concetti di sesso sicuro e contraccezione - e lo studio sulle cause del fallimento contraccettivo, condotto dalla Washington University of St. Louis School of Medicine (USA), che indicava nella scarsa compliance una fra le maggiori responsabili del massiccio ricorso all’aborto, sono completati da un’ulteriore ricerca che indaga l’impatto dell’indice di massa corporea sulla scelta contraccettiva della donna, preoccupata (spesso a torto) degli effetti del contraccettivo ormonale sul proprio peso. Lo studio, condotto in tandem dalle ricercatrici Amisha Schraudenbach (University of Texas, San Antonio, USA) e Stephanie McFall (University of Essex, Colchester, UK), lascia emergere un primo indicatore che, oltre a far luce sulla relazione fra peso e atteggiamento contraccettivo, gioverebbe ad una migliore pianificazione dei programmi di prevenzione sia delle gravidanze indesiderate sia dell'obesità. Cosa ci dice questo studio? Le donne con un indice di massa corporea (BMI) superiore a 25 kg/m2 sono più inclini all’uso di metodi contraccettivi procedurali delle donne con indici di massa corporea nella norma. Schraudenbach e McFall hanno analizzato 4.757 donne sessualmente attive che avevano preso parte al Family Planning Module of the Behavioral Risk Factor Surveillance System (modulo di pianificazione familiare del sistema di sorveglianza dei fattori di rischio comportamentale) nel 2006. Dall’analisi del campione è emerso che: solo nel 13,8% del totale che non faceva uso di contraccezione, le categorie di BMI non erano associate all’assenza di un metodo contraccettivo. Nel complesso, i metodi di barriera erano meno usati rispetto alle forme contraccettive procedurali od ormonali. La probabilità di usare contraccezione procedurale era maggiore fra le donne con BMI più alto di 25 kg/m2, mentre la probabilità dell’uso di contraccezione ormonale cresceva a fronte di un BMI più basso a prescindere dall’età. L’uso della contraccezione ormonale era maggiore fra le donne comprese fra 18 e 29 anni, mentre quelle dai 35 anni in su erano più inclini all’uso di metodi procedurali di quelle più giovani ed anche meno inclini all’uso di metodi di barriera. Il punto sulla relazione tra contraccezione ormonale e peso corporeo “Studi futuri dovrebbero esaminare la relazione nell’uso delle donne di differenti tipi di contraccezione e peso corporeo per capire meglio i benefici e gli ostacoli dei vari metodi contraccettivi”, concludono le ricercatrici Schraudenbach e McFall. Si tratta di dati necessari per promuovere un più corretto approccio alla contraccezione che andrebbero ad aggiungersi alle evidenze disponibili e dovrebbero concorrere ad una corretta informazione su questo argomento. Più la donna è informata meglio potrà scegliere il contraccettivo più adatto a lei, usandolo meglio e restandogli 'fedele'. La Society of Family Planning ha fornito importanti linee guida sull'argomento, pubblicate a dicembre sulla rivista Contraception. L'uso della contraccezione, ormonale o non ormonale, è chiaramente incoraggiato anche nelle donne obese, con pochissime eccezioni. Non mancano poi gli studi che sfatano la convinzione non sempre fondata secondo cui usando la contraccezione ormonale si aumenterà di peso, riempiendosi di cellulite. Uno studio clinico pubblicato lo scorso anno su Nutrition Journal, ad esempio, ha indagato la relazione tra l'uso del cerotto contraccettivo transdermico e il peso, in condizioni di vita reale. Ne è emerso che il cerotto, ad esempio, non influenza né il peso né l'indice di massa corporea (BMI) della donna e non modifica la composizione corporea (non sono state osservate variazioni clinicamente significative dei vari compartimenti del corpo, nello specifico del volume dei fluidi). Non è difficile immaginare che scegliendo un contraccettivo che, oltre ad essere molto efficace nel prevenire le gravidanze non desiderate, abbia un impatto positivo anche sull'immagine di sé ci possano essere evidenti vantaggi in termini di salute. Una scelta pertinente con buona probabilità si tradurrà anche in una migliore compliance che potrà ridurre i fallimenti contraccettivi. giulia volpe e norina wendy di blasio |
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Fonte: Schraudenbach A, McFall S. Contraceptive Use and Contraception Type in Women by Body Mass Index Category.Women’s Health Issues 2009; 19: 381-9 Higginbotham S. Contraceptive considerations in obese women: Release date 1 September 2009 SFP Guideline 2009. Contraception 2009; 80 (6): 583-590 Piccoli A, Crosignani P, Nappi C, et al. Effect of the ethinylestradiol/norelgestromin contraceptive patch on body composition. Results of bioelectrical impedance analysis in a population of Italian women. Nutrition Journal 2008; 7: 21. |
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