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| Vizi capitali... al femminile | |
| mercoledì 20 gennaio 2010 | |
| Dal 21 gennaio, in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, alti rappresentanti della comunità scientifica e culturale italiana si daranno appuntamento per discutere del binomio donne e vizi capitali. | |
| Sette serate a tema per indagare i risvolti psicologici e patologici di problematiche troppo spesso e superficialmente considerate alla stregua di "peccati mortali". Le conferenze, patrocitane da Francesca Merzagora presidentessa dell'O.N.Da (Osservatorio Nazionale Salute Donna), si terranno nella Sala Conte Biancamano del Museo Leonardo da Vinci (via Olona, ore 18). "I sette vizi capitali – dichiara Merzagora – riveduti e corretti in tutta la loro bruciante attualità, forniranno una nuova chiave di lettura ai tanti problemi femminili spesso non compresi e sottovalutati". Un nuovo approccio alla salute della donna, volto a ridisegnarne il profilo più attuale, di creatura concreta alla ricerca di un sano equilibrio, "in questa nostra società contemporanea – precisa Nicla Vassallo, ideatrice degli incontri – ove ruoli e stereotipi imposti rischiano di limitarne l'esplorazione di una serena vitalità". Ad inaugurare il ciclo di eventi, domani 21 gennaio, sarà prima di tutti la Superbia: atteggiamento tipico di chi sfoggia benessere, cultura, sicurezza, per affermare una presunta superiorità ed offuscare i meriti altrui. Ma in che modo, oggi, le donne sono considerate superbe, quando – spesso - la loro unica colpa è di mostrarsi intelliggenti ed anticonformiste? A queste ed altre domande risponderanno i vari specialisti, presenti in aula per affrontare ad uno ad uno i 7 vizi al femminile. L'11 febbraio sarà volta dell'Avarizia, storicamente attribuita alle donne per via dei loro ruoli più tradizionali, come nutrimento dei figli e gestione dell'economia domestica, ma in netto contrasto con la proverbiale generosità, spesso erroneamente ridotta a mania compulsiva per lo shopping. Eppoi Lussuria (4 marzo), non solo semplice dedizione ai piaceri sessuali, ma anche tendenza a lasciarsi travolgere in modo squilibrato e contraddittorio. O - più comunemente - definizione di comodo per chi non saprebbe cosa altro attribuire ad una donna che esce dalla tradizionale concezione di sessualità passiva per conquistare piaceri leggittimi ma fuori dagli schemi. E ancora Invidia (25 marzo), il più velenoso dei vizi, fonte di lesive frustrazioni, soprattutto se rivolto, più che ancora oggi verso il ruolo maschile, verso le rappresentanti del suo stesso sesso. Gola (15 aprile), un problema, se va oltre il gusto per la buona cucina, diventando ostentazione di ricchezza o – peggio - osessione in grado di generare sensi di colpa tali da condurre a malattie gravi come anoressia e bulimia. Ira, leggittima se "saltano i nervi", ma patologica se espressione di rabbia repressa che impedisca la gestione serena di emozioni e situazioni complesse. Infine Accidia, pericoloso sentimento d'indolenza e rassegnazione che pregiudica lo svolgimento delle attività quotidiane e l'adempimento delle proprie responsabilità, nonché spesso anticamera di un male silenzioso, molto diffuso nelle donne, la depressione. Per ulteriori informazioni www.ondaosservatorio.it giulia volpe |
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Fonte: Press Release: O.N.Da (Osservatorio Nazionale Salute Donna) |
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