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| HPV: il bilancio dell'O.N.Da |
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| mercoledì 27 gennaio 2010 |
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| In occasione della settimana europea di prevenzione del tumore al collo dell'utero, un convegno capitolino patrocinato dall'O.N.Da fa il focus sull'HPV: a che punto siamo con screening e vaccinazioni? |
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Uno scenario tutto sommato positivo, quello che è emerso oggi a Roma, al convegno sulla prevenzione del tumore al collo dell'utero. Presenti nella Sala Mappamondo della Camera dei Deputati, Francesca Merzagora, presidentessa O.N.Da (Osservatorio Nazionale Salute Donna), Gianni Amunni, delegato della Conferenza Regioni e Provincie Autonome, Walter Ricciardi, direttore Osservatorio Nazionale Salute Regioni, Antonio Tomassini, presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato, e Francesca Martini, Sottosegretario alla Salute.
L'Italia procede a passo spedito, trainata dalle regioni del nord - dove la campagna vaccinale partita nel 2008 descrive esiti più incoraggianti (Lombardia, Liguria, Toscana, Emilia Romagna vantano un 60% complessivo di copertura vaccinale) - e rallentata da un Sud che arranca (con l'eccezione del Molise al 60% ed una Puglia che dichiara il suo scarso 20). Un contesto disomogeneo e frastagliato, "a macchia di leopardo", fa sapere l'O.N.Da, che denuncia lacune informative ed un'autonomia regionale che soffre la mancanza del Ministero della Salute.
Se in alcune regioni, infatti, le sole a beneficiare della vaccinazione gratuita (dal suo lancio nel 2008) sono state le dodicenni (target ideale perché precedente l'inizio dell'attività sessuale); in altre zone dello stivale la fascia anagrafica inclusa si è ampliata anche fino ai 16 anni, mentre in altre ancora il prezzo del vaccino è stato ridotto a circa un terzo per le ragazze fino ai 26. Linee di demarcazione oltre le quali crescono le probabilità di essere già entrate a contatto con il virus ed essere, quindi, già a rischio di sviluppare il pericoloso cancro cervicale. Ecco perché, superato il 'quarto di secolo', la prima raccomandazione diventa lo screening per la diagnosi precoce, in grado di prevenire il cancro al collo dell'utero nella quasi totalità dei casi.
Vaccinazione e test diagnostici, dunque, ecco la combinazione su cui puntare per sconfiggere la malattia. Per questo O.N.Da lancia oggi il nuovo progetto in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, per coinvolgere direttamente le giovanissime, ed allargare ulteriormente le fascia anagrafica a cui il vaccino è raccomandato. A tutte le studentesse maturande del 2010 sarà infatti distribuito un opuscolo informativo per senzibilizzarle non solo sul vaccino ma anche sull'importanza della diagnosi precoce (pap test e test DNA Hpv).
"Quello alla cervice uterina – ricorda Francesca Martini – è il primo tumore riconosciuto dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come totalmente riconducibile ad un'infezione", dovuta appunto - al papilloma virus. E questo fa del vaccino – commenta Tomassini - la prima arma per vincere la sfida lanciata nel 2008: sconfiggere la malattia raggiungendo in 5 anni l'immunizzazione del 95% della popolazione femminile avente diritto.
Meno ottimista, Walter Ricciardi che - di questa Italia in cui il concetto di "vaccino" esce con le "ossa spezzate" dalla campagna antipandemica – denuncia lo scetticismo, nonostante numerose evidenze ne dimostrino – nel caso di quello anti-Hpv – la validità". Ma responsabile delle grandi difficoltà incontrate da questa campagna vaccinale – conclude Ricciardi – è soprattutto la mancanza di un'organizzazione efficiente che "non solo impedisca una distribuzione così disomogenea fra diverse regioni, ma disponga una strategia efficiente di richiamo delle dosi (per quello anti-Hpv - meglio ricordarlo - ce ne vogliono 3), che sfrutti anche le nuove tecnologie virtuali, come e-mail e sms". Se infatti nel complesso, l'adesione delle italiane alla prima dose del vaccino si è dimostrata buona, molto più basse sono invece le percentuali relative al completamento del ciclo vaccinale. Un atteggiamento che rende il farmaco non solo inefficace per il corpo, ma anche inutilmente costoso per il Servizio Sanitario Nazionale.
Giulia Volpe |
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Fonte:
Convegno "Settimana Europea HPV", Roma, 27/01/2010
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