Accesso riservato ai professionisti
della salute. Registrati o accedi.
Password dimenticata?
| |
|
| Home » News | |
| Archivio 2010 | |
| Salute riproduttiva: il Rapporto dell'AIDOS | |
| giovedì 18 febbraio 2010 | |
| Un triste scenario è emerso ieri, 17 febbraio, al convegno “La salute materna dai finanziamenti al campo. Le politiche che fanno la differenza”, che ha denunciato il ritardo nel raggiungimento del Quinto obiettivo di sviluppo del Millennio: riduzione di ¾ della mortalità materna e accesso alla salute riproduttiva nei paesi in via di sviluppo entro il 2015. | |
| Il Rapporto, presentato a Roma da AIDOS, ActionAid e CESTAS, fa il punto sulla salute riproduttiva delle donne nel mondo, individuando i limiti e le possibilità dei programmi di prevenzione e pianificazione familiare a loro dedicati. ''Con i 600 milioni di euro sprecati per il G8 a La Maddalena si sarebbero potuti finanziare 1.500 consultori per la salute sessuale e riproduttiva, coprendo ad esempio l’intera popolazione dell’Uganda, 30 milioni di donne e uomini, per 4 anni'', dichiara Daniela Colombo, Presidente di AIDOS, spiegando che il costo di 1 consultorio per la salute sessuale e riproduttiva nei paesi in via di sviluppo, che in 4 anni serve 20.000 donne e uomini, è di 100.000 euro all’anno. ''Siamo ancora in tempo per raggiungere il Quinto obiettivo - commenta Marco Simonelli, Responsabile programma Salute e Hiv/Aids, ActionAid Italia e curatore del Rapporto – ma per farlo – continua - è necessario raddoppiare i finanziamenti annuali per i servizi di salute riproduttiva e quadruplicare quelli per le attività di pianificazione familiare''. Più finanziamenti, dunque, ma anche miglior gestione delle risorse, come afferma Sara Paterlini, Responsabile programma Salute CESTAS, che sottolinea la necessità di ''ricomporre la frattura fra approccio “verticale”, focalizzato su una sola malattia, e approccio “orizzontale”'', volto a rafforzare sistemi sanitari che garantiscano l’assistenza per tutta la vita non solo nei luoghi dove agiscono i presidi sanitari”. Un forte richiamo al rispetto dei diritti umani delle donne è stato infine lanciato da Sylvie Coyaud, giornalista e socia ActionAid Italia, che individua il ruolo cruciale della diffusione dei contraccettivi moderni, ricordando che ben 350 milioni di coppie nel mondo non sono raggiunte dalle campagne informative sulla pianificazione familiare. Lo scenario descritto dal Rapporto non è del tutto negativo, con un tasso di accesso ai servizi per l’HIV/AIDS cresciuto di 24 punti in quattro anni (2003-2007), perché frutto d'iniziative verticali; ma fortemente disarmonico, come dimostra la percentuale di persone che hanno accesso ai piani sanitari nazionali “orizzontali”- come nel caso dei servizi per la salute materna per cui il tasso di accesso è cresciuto di soli 4 punti in sedici anni (1990-2006). Maggiori finanziamenti e miglior distribuzione degli aiuti sono dunque fra i primi obiettivi identificati, ma anche maggior priorità nell’agenda politica del rafforzamento dei sistemi sanitari di base (inclusi i servizi per la salute sessuale e riproduttiva con la formazione di personale sanitario e parasanitario competente); l'allineamento di strategie ed iniziative per la salute globale alle priorità stabilite da ciascun paese beneficiario, tenendo in maggiore considerazione le esigenze manifestate dai gruppi più emarginati e vulnerabili e i diversi bisogni delle persone nel quadro dell'uguaglianza di diritti e opportunità. la redazione |
|
Fonte: Press release: AIDOS |
|