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Seni finti: all'anagrafe!  
lunedì 22 febbraio 2010  
   
Approvato dal Consiglio dei ministri il disegno di legge che prevede l'istituzione di un registro nazionale delle protesi mammarie, obblighi informativi sulla plastica al seno, e divieto d'impianto per le minorenni.  
   
Da tempo si aspettava e finalmente è arrivata: una legge che frenasse il far-west che contraddistingue in Italia la pratica della plastica al seno. Un intervento fra i più comuni nel paese, soprattutto a fini estetici (dei circa 100 mila interventi annui solo il 20% è effettuato a seguito di patologie neoplastiche), ma che talvolta non è eseguito a norma d'igiene e sicurezza, come ogni intervento chirurgico in piena regola richiederebbe di fare.

Protesi mammarie di materiale scadente, non regolamentate e non registrate, inserite su pazienti inconsapevoli che, attratte dai costi più competitivi, spesso nemmeno s'informano su caratteristiche, rischi o benefici del materiale impiantato. L'importante è ottenere, nel più breve tempo possibile e con il minor dispendio di denaro, le “tette dei sogni”. Salvo trovarsi, poco dopo o ad anni di distanza, a dover riaffrontare un intervento di rimozione o sostituzione non sempre possibile, per via dei danni spesso irreversibili che una protesi non regolamentata può provocare. Oltre al rischio naturalmente di non poter allattare o non poter effettuare una mammografia: ipotesi tanto più probabili quanto più scriteriato è il ricorso alla mastoplastica additiva.

Così, mentre si attendono linee guida ad hoc che regolamentino gli impianti, è in arrivo l'auspicato registro nazionale che raccoglie ogni operazione effettuata rendendola rintracciabile, attraverso la registrazione del tipo d'intervento, della tecnica con cui è effettuato e soprattutto di modello e materiale di protesi impiantata.

E assieme all'introduzione di obblighi informativi
che restituiscano coscienza per ciò che - pur nella sua “facilità” - resta sempre un intervento chirurgico, arriva il divieto alle minori di 18. Un provvedimento necessario a frenare il successo che la mastoplastica additiva ha riscosso negli ultimi anni fra le giovanissime, a cui l'impianto di una bella “quarta anatomica” sembra preoccupare non più di un nuovo taglio di capelli.

Per chi invece ha già superato la maggiore età – fa sapere Francesca Martini – l'invito è di pensarci bene prima di sottoporsi a un'operazione come questa, dato che – precisa il sottosegretario alla Salute - se le protesi durano in media 10 anni, si pensi a quanti altri interventi saranno necessari durante tutta la vita per sostituirle”.

giulia volpe

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Fonte:

Adnkronos Salute
 
   
Con un grant educazionale di  In collaborazione con JANSSEN-CILAG