Area Riservata

Accesso riservato ai professionisti
della salute. Registrati o accedi.
Password dimenticata?

Newsletter

Iscriviti alla newsletter »
Leggi l'ultimo numero »

News   spaziatore
Home » News
   
Archivio 2010  
   
E' allarme mal d’amore: al rientro dalle vacanze ne soffre 1 italiano su 2  
lunedì 26 luglio 2010  
   
Sono sempre più le vittime di Cupido durante la bella stagione. Peccato che le relazioni nate d’estate non durino nel tempo e che lascino in eredità miriadi di cuori infranti. Le categorie più a rischio? A sorpresa gli uomini, soprattutto tra i giovani e i single di ritorno.  
   
C’è chi parte con l’obiettivo di rilassarsi e chi va a caccia di avventure, chi ricerca una relazione a tutti i costi e chi ne farebbe volentieri a meno. Fatto sta che d’estate diventa una “mission impossible” dire di no alle lusinghe di Cupido. Per 6 italiani su 10 è molto più facile innamorarsi durante le vacanze, anche se purtroppo la delusione è dietro l’angolo. Sì perché nel 74% dei casi le storie d’amore nate in vacanza non superano i due mesi di vita, nonostante gli ultimi ritrovati tecnologici che abbattono le distanze. Il risultato? Un terribile “mal d’amore” che potrebbe coinvolgere ben 1 italiano su 2 al rientro dalle ferie. E a sorpresa sono gli uomini a rischiare di più (54%), soprattutto tra i giovanissimi e i single di ritorno. Una malattia del cuore che nei casi più lievi può portare ad ansia e sbalzi d’umore, in quelli più gravi addirittura a depressione e disturbi alimentari!.

È quanto emerge da un’indagine promossa dall'azienda “Pasqua Vigneti e Cantine”, condotta su oltre 1.500 utenti di forum, community e siti web, di età compresa tra i 18 e i 55 anni, che ha analizzato le abitudini degli italiani durante l’estate e in cui è emerso il rischio concreto di soffrire di “mal d’amore” al termine delle vacanze. “L’amore è il sentimento che rende viva l’estate –afferma Umberto Pasqua, Presidente della società – Provenendo dalla patria di Romeo e Giulietta e avendo come punta di diamante della nostra produzione vinicola l’Amarone, siamo particolarmente sensibili a questo tipo di tematica e a tutte le sfaccettature che la contraddistinguono”.

Villaggi vacanza in cui il flirt diventa all’ordine del giorno, spiagge affollate dove è più facile conoscere nuove persone, ma anche discoteche, locali all’aperto e “buon vino”, ed ecco che durante l’estate aumentano costantemente le possibilità di innamorarsi. Ma quali sono i veri motivi per cui è più facile lasciarsi andare in vacanza? Naturalmente, la libertà dalle preoccupazioni e l’assenza di stress sono fondamentali per 7 italiani su 10, seguite dal risveglio dei sensi dovuto alla possibilità di scoprire il proprio corpo, dai paesaggi e dalle atmosfere più rilassanti , dal clima caldo e dal maggior tempo libero a disposizione. Tra i luoghi in cui è più facile cader vittima di Cupido spicca il villaggio vacanza, considerato la miglior soluzione possibile per il 66% degli italiani. Per quanto riguarda i più giovani, la discoteca mantiene inalterato il suo fascino, così come la spiaggia. Anche gli ultra-trentenni non disdegnano le sale da ballo, ma vanno alla ricerca di una compagna anche nei resort di lusso. Poco interesse per agriturismi e hotel, ritenuti poco affini all’innamoramento e apprezzati soltanto dagli over 40.

In generale, è proprio l’atmosfera estiva a creare una sorta di magia e a favorire l’innamoramento, come conferma la Psicologa Anna Oliverio Ferrarsi. “In vacanza nasce una sorta di magia, che viene trasferita anche sul partner. Tutti offrono il meglio di sé per fare buona impressione sugli altri nel tentativo di vivere pienamente la storia d’amore. Ma al ritorno difficilmente le relazioni riescono a sopravvivere”.

Gli italiani comunque ci provano, ed una volta tornati a casa, al via sms, e-mail (73%), e contatti tramite Social Network, come Facebook, naturalmente, ma anche MySpace, conversazioni in webcam o semplici chat. Si sprecano inoltre le “pazzie”, soprattutto da parte degli uomini. E se il 64% non bada a spese con il telefono di casa, parlando con la partner anche in orari impensabili, il 53% degli innamorati si prodiga in regali e sorprese di ogni tipo. Non mancano gli “easy rider” dell’amore, che per non perdere la donna amata macinano centinaia e centinaia di chilometri ogni settimana. Per non parlare di chi decide di portare sempre con sé il ricordo di lei con un romantico tatoo. Le storie nate in vacanza comunque difficilmente (solo nel 26% dei casi) superano i due mesi di vita. Anzi, per il 13% la parola “fine” concide con il termine della vacanza. Le ragioni sono molteplici. Al primo posto, l’impossibilità di vivere insieme la quotidianità, seguita dalle difficoltà di comunicazione che minano inevitabilmente il rapporto, dall'avvento della gelosia e dalla mancanza di fiducia. Per altri è la conoscenza più approfondita che fa capire di non aver grandi interessi comuni, mentre per altri ancora è lo stress da lavoro ad amplificare i problemi.

Quali sono dunque le conseguenze del mal d'amore che a fine vacanza colpisce in media 1 italiano su 2? I più predisposti sono gli uomini, soprattutto giovani e single di ritorno. E le conseguenze spaziano dalla depressione ai problemi dell’alimentazione.
A fine estate le relazioni finiscono e gli innamorati rischiano di farne una vera e propria malattia. E se in passato era una “male” prettamente femminile, oggi sono gli uomini a soffrirne maggiormente (54%). Quali le categorie più a rischio? I più predisposti alla sofferenza post-rottura sono soprattutto i giovani (64%) e i single “di ritorno” (58%), che vedono svanire un'altra possibilità di trovare l’anima gemella. “Le conseguenze possono essere anche molto negative - spiega la Psicologa Marina Anzil Robertini - Quando un amore muore è come vivere un lutto e non è affatto semplice tornare allo stato psicofisico precedente la rottura con il partner”. Per 8 italiani su 10 il “mal d’amore” provoca depressione (87%), ansia (74%) e sbalzi d’umore (59%). Tra le altre reazioni all’abbandono estivo spiccano la sensazione di vuoto (44%), l’inappetenza (37%) e il calo dell’autostima (32%). Ma la problematica può avere anche degli effetti veramente negativi, generando disturbi alimentari quali anoressia e bulimia (13%).
 

Fonte:

BocconiTrovato&Partners
 
   
Con un grant educazionale di  In collaborazione con JANSSEN-CILAG