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Archivio 2011  
   
Farmaci prioritari per la salute materno-infantile?  
venerdì 15 luglio 2011  
   
Peccato che abbiano dimenticato i contraccettivi.  
   
La mancanza di attenzione alla pianificazione familiare, quando si parla di tutela della salute di mamme e bambini, non può che apparire grave e sconcertante.

“Don't forget family planning” è il titolo della lettera di Duff Gillespie al Lancet per commentare la lista aggiornata dei farmaci prioritari per salvare le vite di mamme e bambini (di cui abbiamo già dato notizia su Gynevra).

Nel documento congiunto di OMS, UNICEF e UNFPA, come fa notare Gillespie, la contraccezione è del tutto assente: eppure è uno strumento consolidato (in sostanza, basato sulle prove) e costo-efficace che può incidere nella riduzione della mortalità materno infantile.

Una prima argomentazione arriva dalla review “Science in Action. Saving the lives of Africa's mothers, newborns, and children”. Il lavoro, nato dalla collaborazione delle Università di Camerun, Ghana, Kenia, Nigeria, Senegal, Sud Africa e Uganda, conclude imponendo una riflessione importante: aumentare l'utilizzo di contraccettivi avrebbe un immediato impatto sulla diminuzione della mortalità materna. Una riflessione (su campo visto che parliamo di Paesi a 'rischio') da poggiare su un ‘dato’ che arriva dal rapporto del Guttmacher Institute: se l’accesso ai contraccettivi desiderati fosse garantito a tutte le donne che non desiderano una gravidanza potrebbero essere prevenute ogni anno 260.000 morti materne e 1.7 milioni di morti neonatali.

Secondo Gillespie, l’esistenza di una lista a parte di farmaci essenziali per la salute riproduttiva non è sufficiente a spiegare come mai la contraccezione non sia ancora parte integrante dei programmi a tutela della salute di madri e bambini.

Oltre all'encomiabile impegno nel promuovere gli interventi che possono avere l’impatto più significativo nel ridurre la mortalità materno-infantile, OMS, UNICEF e UNFPA dovrebbero anche mostrare una leadership basata su evidenze dando il giusto peso alla pianificazione famigliare.

Gillespie, autore della lettera, dichiara di non aver alcun conflitto di interessi. Lavora presso la Bill & Melinda Gates Institute for Population and Reproductive Health e presso la Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health.

norina wendy di blasio
 

Fonte:

Gillespie D. Don't forget family planning. Lancet 2011; 378 (9785): 29
 
   
Con un grant educazionale di  In collaborazione con JANSSEN-CILAG