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| Protesi PIP: il Ministero della Salute ordina il censimento | |
| martedì 3 gennaio 2012 | |
| In Italia quasi 5mila le protesi low cost impiantate negli ultimi dieci anni | |
| Dopo l’allarme scattato in Francia, anche l’Italia prende misure per controllare le protesi al seno di marca PIP (Poly Implant Protheses), in commercio da oltre vent’anni e ritenute responsabili della morte di una donna e di oltre venti casi di tumore. Il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha emesso lo scorso 29 dicembre un’ordinanza di censimento delle PIP impiantate in Italia, che si stima dovrebbero essere quasi 5 mila. Per il momento non sono state ancora decise ulteriori misure riguardo eventuali espianti e si sottolinea che finora non è stata verificata la relazione con i casi di cancro, ma l’analisi delle protesi incriminate ha dimostrato che le PIP non risultano conformi agli standard internazionali per i materiali utilizzati e sono state pertanto ritirate dal commercio. L’azienda francese fondata da Jean Claude Mas, ora indagato, costituiva il terzo marchio mondiale per la vendita di protesi mammarie con una produzione annuale di oltre 100mila unità . Si calcola che nel mondo siano attualmente circa 300 mila le donne con PIP. In Francia è stato stabilito il rimborso per gli interventi di espianto ma nei soli casi di chirurgia ricostruttiva, mentre non è previsto alcun indennizzo per chi ha utilizzato le PIP a fini estetici. In Venezuela un comitato spontaneo di donne sta facendo causa per chiedere l’espianto delle protesi a carico della ditta produttrice. La Gran Bretagna invece non ha ritirato dal mercato le protesi, dichiarando che non vi è alcun pericolo provato e dunque nessuna necessità di espianto. Il Direttore di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’Istituto Nazionale Tumori, Maurizio Nava, ha però confermato che le PIP non sono state ritenute idonee e non vengono utilizzate nell’Istituto già dal 1997. Emanuela Valente |
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Fonte: Ministero della Salute |
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