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Grandi artiste  
   
   
Frida Kahlo  
 

Chi è

Frida KahloPittrice messicana, nata nel 1907. Figlia di padre europeo (Guillermo Kahlo era figlio di ebrei ungheresi emigrati in Germania) e di madre messicana, a 18 anni fu vittima di un incidente che le procurò ferite così gravi, diffuse in quasi tutto il corpo, che la portarono e subire oltre trenta interventi chirurgici da quel momento fino al 1954, anno della sua morte. Fu durante la prima convalescenza che cominciò a dipingere i suoi autoritratti, aiutata da uno specchio appeso sul soffitto.
La sua pittura si trasformò presto in un "diario" della sua vita (e il suo diario, conservato a Casa Azul, la casa in cui nacque, visse e morì nel quartiere di Coyocán a Città del Messico, è sicuramente una delle opere più interessanti).
Personalità singolarissima, caratterizzata da un profondo sentimento di indipendenza e di ribellione nei confronti dei costumi e della morale corrente. Visse una intensissima e contrastata relazione d'amore con il pittore Diego Rivera, col quale si sposò due volte, nonostante i tradimenti e le inquietudini di lui, peraltro bilanciati dagli amori di lei, che ebbe tra i propri amanti Troskij e la moglie di André Breton.
Orgogliosa della propria "messicanità", Frida Kahlo resistette con la sua opera all'incipiente americanizzazione del paese. La militanza nel partito comunista la portò a presenziare attivamente ai momenti più salienti della storia del partito in Messico. La storia e la tradizione messicane erano così radicate in lei da indurla a cambiare la data della propria nascita e a farle dichiarare di essere nata nel 1910, anno della rivoluzione messicana. Le radici indigene la spinsero a vestire alla maniera delle indie tehuane ed a riempire i suoi quadri con il loro simbolismo.
La Kahlo è stata una delle donne più amate e fotografate del suo tempo, una delle artiste più stimate e ancora oggi la sua figura, oltre che la sua opera, richiama consensi forse senza precedenti.

L'opera

La passione per gli autoritratti (circa 1/3 della sua opera) va forse intesa come una sorta di terapia per la sopravvivenza, una rimozione dell'azione devastante degli eventi esterni sul suo corpo, peraltro al centro della sua opera e della sua riflessione. Un corpo ferito, forato, umiliato dai tradimenti, luogo privilegiato di comprensione, di passaggio e metabolizzazione degli eventi. Un'opera e una vita al di fuori di qualsiasi definizione e una realtà dominata dal tema del dolore, trasfigurato in opera d'arte: "Bevevo per affogare il dolore, ma il dannato dolore ha imparato a nuotare e adesso sono sopraffatta da questa buona abitudine".
Un dolore mai chiuso su se stesso o disperato, piuttosto vissuto e trasformato nella pittura con quell'ironia tanto tipica dell'artista e tanto radicata nella cultura messicana. Nascono così quadri di profonda riflessione come "La colonna spezzata", ma anche veri e propri inni alla vita come l'ultima opera dipinta che si intitola, per l'appunto, "Viva la vita".
André Breton, il padre del surrealismo, firmò la prefazione al catalogo della mostra organizzata, nel 1939 a New York; Picasso a Kandinsky si entusiasmarono quando conobbero la sua pittura esposta a Parigi (nell'occasione, il Louvre acquistò un suo quadro). Frida, fedele alle proprie origini e alla propria originalità rifiutò la definizione che le venne data di artista surrealista: "Pensavano che anche io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni".

La frase

"Non sono malata. Sono rotta. Ma sono felice, fintanto che potrò dipingere" (ai reporter, in occasione della sua ultima mostra messicana).

 
     
Autoritratto
Due Frida
Ospedale "Henry Ford"
Autoritratto Due Frida Ospedale "Henry Ford"