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Garzanti, 355 pagine, € 16
È il 1997 e in Inghilterra Tony Blair sale al potere e Diana muore; Charlotte, Karen e Nan vivono nella stessa casa. Charlotte, diciassette anni, rimane incinta e questa cosa proprio non le va giù. La cosa non piace neppure a Karen, che rimase incinta di Charlotte quando aveva circa la stessa età, troppo presto e dell’uomo sbagliato. Nonna Nan, ottant’anni, mamma adottiva di Karen, una vecchia un po’ bizzarra e piuttosto suonata, crede invece che l’arrivo di un bambino non debba essere motivo di cruccio e alle volte, mentre pensa al futuro bebé, si ritrova immersa nei ricordi della sua giovinezza.
Il manuale della cattiva madre: la storia si ripete
Nella battaglia tra la cinghia della borsetta
e la maniglia della porta,
molto meglio sfiancare la tua borsetta
che dare alla maniglia la sensazione di avere vinto.
Romanzo d’esordio di un’ex insegnante inglese, Il
manuale della cattiva madre ha venduto 40.000 copie in dieci giorni ed è stato
in testa alle classifiche dei best seller del Sunday Times.
È il racconto a più voci di tre generazioni a confronto, un
anno nella vita di tre donne alle prese con problemi familiari in tre età distinte.
Dalle difficoltà della convivenza in una casa dove manca un uomo emerge
l’antico messaggio che una famiglia, anche squinternata, si costruisce
con l’affetto. Una potente riflessione sull’amore familiare, sulla
maternità e sulla profonda traccia che questa porta nella vita di una
donna. Molto ben costruite le figure maschili che ruotano attorno alle protagoniste,
ed il finale realistico, in controtendenza con i romanzi di questo genere.
Gli
intrecci delle vite di Charlotte, Karen e Nan alternano vicende esilaranti
a momenti di intensa commozione ed insegnano che la famiglia felice non esiste,
ma che è meraviglioso sentire di avere una famiglia.
A cura di S. M. - lettera.com