Il dolore apre il cuore
Isabel Allende
Datanews, 105 pagine, € 12,50
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Le vostre recensioni
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9 interviste ad una icona della letteratura contemporanea: Isabel Allende. Laura
Flanders, Carol Zapata-Whelan, Gianfranco Grechi, Miguel Paz, Deborah M Labrador,
Katryn Petruccelli, Daniela Pizzagalli, Bob Baldock e Dennis Bernstein, Miguel
A. Alejo Alvarez sono i giornalisti che hanno incontrato, nell’arco di
12 anni, la scrittrice cilena.
Una serie di incontri nei quali si affrontano
gli argomenti più scottanti legati alla movimentata e intensa vita della
celebre autrice de La casa degli spiriti: si parla del golpe militare dell’11
settembre 1973 in Cile (“Quell’11 settembre penso di aver perso la
mia innocenza”), del realismo magico (“L’immaginazione è l’esaltazione
della realtà”), delle piccole nevrosi da scrittore di successo ("Beh,
non potrei mai cominciare a scrivere un libro in un giorno che non sia l’8
gennaio") ma si legge anche del dolore per la perdita prematura della figlia
(“Mi alleno quotidianamente per avere Paula presente. Non voglio che il
ricordo di Paula cominci a svanire”) e del senso del suo mestiere (“Scrivo
semplicemente per raccontare la storia, ho come la sensazione che tutte le storie
esistano, che si trovino in un posto oscuro, nascosto: il mio lavoro è portarle
alla luce, scrivendole con il mio computer”).
Non mancano, però,
cenni all’impegno sociale e politico (“La grande sfida della nuova
presidenza del Cile (
il presidente è una donna, Micelle Bachellet,
ndr) è creare una rete di protezione sociale”) e giudizi sugli
Stati Uniti, la terra dove la Allende vive attualmente (“Quando Bush è stato
rieletto ero pronta a fare le valige”).
A chiudere, un brevissimo profilo
biografico a cura di Susanna Bernabei.
Ci sono scrittori che sono delle vere
e proprie istituzioni e vantano nel mondo uno zoccolo duro di fedeli lettori
che ne divorano con avidità le opere, buone o mediocri che siano: Isabel
Allende è una di questi. Una donna ironica e vulcanica, che ha provato
sulla sua pelle le ferite della Storia, che ha sofferto nel privato e che sogna
- e chi di noi lettrici non lo farebbe - di mangiare Antonio Banderas “avvolto
su una tortilla messicana”. Una scrittrice capace di svegliare il marito
in piena notte per fargli domande necessarie alla stesura del suo prossimo libro,
e impegnata in politica con inaspettata veemenza. Grandi e piccoli particolari
che rendono le interviste raccolte in questo volumetto toccanti, divertenti,
sorprendenti e curiose. “La vita mi ha dato riso e pianto a mani piene,
non posso lamentarmi”: una biografia che inevitabilmente è già un
romanzo.
A cura di Francesca De Meis - Mangialibri.com