Accesso riservato ai professionisti
della salute. Registrati o accedi.
Password dimenticata?

Sonzogno, 553 pagine, € 18,50
1986, Milano. Sandra Caputo è una giovane producer televisiva italoamericana, ideatrice di un programma di
grandissimo successo. Dopo infanzia e studi a Milwaukee, nel 1977 la splendida
ragazza - figlia di un immigrato calabrese - ha deciso di partire per la terra
d'origine del padre, della quale ha tanto sentito parlare da piccola, e lì ha
fatto carriera grazie alla sua determinazione e alla sua bellezza prima nella
redazione di un magazine che si occupa di spettacolo e poi nella nascente tv
commerciale italiana. L'incontro col fascinoso Angelo fa scoprire a Sandra l'amore
e la passione, ma ben presto la ragazza scopre che l'uomo in realtà è sposato
con figli e non ha alcuna intenzione di lasciare la moglie. Dopo l'ultimo malinconico
weekend passato con Angelo oltretutto Sandra si scopre incinta, ma dopo qualche
tempo purtroppo ha un aborto spontaneo.
Il seme del desiderio non può certo definirsi un romanzo autobiografico,
ma non si può nemmeno negare che tra la protagonista Sandra e te ci
siano tante analogie, no?
Onestamente solo i luoghi sono "miei",
nel senso che sono posti dove ho vissuto e dove ho tanti ricordi, però credo
che la maggior parte degli scrittori scrivono di posti da loro conosciuti.
Per quanto riguarda il resto, non vedo delle somiglianze tra me e Sandra
(lei è d'origine italiana, tanto per cominciare, io sono d’origine
giapponese). Detto questo, sicuramente c’è qualcosa di me dentro
tutti i personaggi del libro. Li ho creati io…
Quello della fecondazione
artificiale è un tema molto complesso
e molto importante: perché hai scelto proprio questo argomento per
il tuo romanzo e da straniera cosa pensi delle difficoltà italiane
per arrivare a una legge sull'argomento?
L’idea per il romanzo
mi è venuta in mente proprio quando ho saputo che in Italia non c’erano
delle leggi riguardanti l’I.V.F. Quella che hanno fatto nel 2003 poi è insufficiente.
Non aiuta le coppie italiane che hanno delle difficoltà a procreare.
Credo che le donne italiane non abbiano ricevuto abbastanza informazione
da poter dare un miglior giudizio sull’argomento. Credo che in generale
l’Italia sia un paese molto difficile per le donne/mamme/famiglie.
La società italiana non rende la vita più facile alle donne
che vogliono seguire una carriera e fare le mamme. Infatti, le donneitaliane
si trovano spesso costrette a lasciare il proprio posto di lavoro quando
diventano madri. Alcuni esempi: i negozi chiudono a mezzogiorno per pranzo,
le banche sono chiuse il sabato, la domenica è difficilissimo trovare
un posto aperto per fare la spesa, la quantità di asili-nido è clamorosamente
insufficiente. Queste sono solo alcune cose che dovrebbero cambiare, almeno
nelle grandi città. In Italia, si usa sempre lo slogan ‘ i valori
della famiglia’, poi guardate l’annuale sondaggio
di Save The Children (PDF, 100 Kb) per vedere dove le madri vivono meglio
e guardate dove si trova l’Italia... Per aiutare le madri, bisogna
aiutare le donne.
A cura di David Frati - Mangialibri.com