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Salute

La donna e il fumo

A cura di Erica Sorelli

Fumo e gravidanza

Fumo e gravidanzaAncora più gravi i danni derivanti dal consumo abituale di tabacco durante la gestazione. Uno studio epidemiologico, condotto da ricercatori dell'Università di Monaco e del Karolinska Institutet di Stoccolma, ha evidenziato che l'esposizione del feto al fumo materno nel primo trimestre di gravidanza costituisce, tra l’altro, un fattore di rischio di obesità infantile.
Dopo il quarto mese di gravidanza, la nicotina induce nel nascituro una riduzione dell’altezza, deficit mentali e comportamentali, aumenta l’incidenza di affezioni broncopolmonari e, a lungo termine, il rischio di cancro.

I figli maschi di mamme che durante la gravidanza hanno fumato hanno un maggior rischio di sviluppare da adulti un tumore ai testicoli. Pur essendo piuttosto raro, è il tumore più comune negli uomini di età compresa tra 15 e 35 anni.

Secondo l’ipotesi fatta dai ricercatori, di uno studio epidemiologico pubblicato sull’International Journal of Cancer, le trasformazioni cellulari che portano al cancro al testicolo potrebbero iniziare già a livello della vita intrauterina. Se lo sviluppo del testicolo è disturbato o ritardato, come può accadere nel caso del fumo, potrebbero infatti prodursi alterazioni della fertilità, problemi alle vie urogenitali se non addirittura modificazioni cellulari in senso neoplastico.

Per questo è importante la prevenzione. In alternativa, stanno emergendo in modo sempre più diffuso le cosiddette terapie sostitutive che avrebbero il compito di aiutare le donne che non riescono a smettere di fumare in gravidanza. Per le gestanti è, infatti, meno difficile smettere di fumare quando viene loro offerta la combinazione di un supporto comportamentale psicologico e di farmacoterapia, con terapia sostitutiva della nicotina o con bupropione, un antidepressivo della classe degli aminochetoni utilizzato da alcuni anni nella terapia di supporto nella cessazione della dipendenza da fumo di tabacco.

Negli ultimi anni la terapia sostitutiva con cerotti alla nicotina si è dimostrata un utile complemento agli interventi di counselling contro il fumo, in grado di raddoppiare le percentuali di successo, ma si continua a privilegiare la terapia di supporto comportamentale proprio per paura dei danni che i farmaci potrebbero causare al feto.