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A cura di Erica Sorelli
Il fumo di tabacco costituisce uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di almeno otto tipi di neoplasie. Si pensi, ad esempio, al tumore del polmone, che, molto raro in passato nella popolazione femminile, ha registrato un notevole aumento, tanto da essere diventato la terza causa di morte, in Italia dopo il tumore del seno e quello dell’intestino.
Delle 5.600 morti annue per tumore polmonare, circa 3.500 sono attribuibili al fumo; ad esse vanno aggiunte 2000 morti per altri tumori e 5-10.000 morti per altre malattie sempre correlate al fumo, per un totale di 10-15.000 morti per anno tra le donne in Italia.
Secondo una ricerca pubblicata su Lung Cancer quando ad accendere una sigaretta è una donna il rischio di sviluppare un cancro del polmone raddoppia. Questo dato sottolinea una volta di più quanto il fumo sia pericoloso per le donne e in particolare per le giovanissime, che oggi fumano più dei maschi coetanei.
La maggior familiarità della donna fumatrice a sviluppare un cancro del polmone potrebbe essere dovuta a una minor capacità di metabolizzare o "pulire” le tossine causate dal fumo di tabacco.
Ogni anno in Italia si ammalano di carcinoma polmonare oltre 28 mila persone e i decessi rappresentano 1/5 di tutte le morti per cancro. Purtroppo, il numero di nuovi casi di carcinoma polmonare nel mondo è in crescita costante. L’incidenza del tumore polmonare aumenta con l’età sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. Il picco maggiore è tra i 55 e i 65 anni di età, ma sempre più frequenti sono i casi che insorgono dai 35 anni in su. Dal 1987 questo tumore è diventato nel mondo la prima causa di morte anche nelle donne, vista la loro crescente abitudine al fumo.