Le regole di comportamento
generale da adottare per una corretta esposizione al sole
devono essere scrupolosamente seguite ed addirittura
enfatizzate quando la persona che si espone al sole è un bambino,
un anziano oppure una donna in gravidanza.
I neonati vanno tenuti sempre all’ombra; i
piccoli di età inferiore ai 3 anni non devono essere
esposti al sole nelle ore più calde della giornata e quindi
vanno allontanati dalla spiaggia entro le 11 per ritornare eventualmente
dopo le 16. Devono essere protetti con creme ad alto indice di protezione,
cappellini preferibilmente con visiera e, specialmente durante i
primi giorni di esposizione, anche con una maglietta. Soprattutto
per i bambini più grandi che hanno l’abitudine
di trascorrere molto tempo nell’acqua può essere utile
ricorrere all’applicazione di creme solari protettive resistenti
all’acqua.
È importante proteggere i bambini durante l’esposizione al
sole perché sembrerebbe che le scottature solari verificatesi nella
prima infanzia possano poi favorire in età adulta l’insorgenza
di importanti patologie cutanee.
Sia i bambini che gli anziani che trascorrono un periodo
di soggiorno al mare oltre ad evitare di esporsi al sole nelle ore più calde
della giornata devono bere molto spesso, anche in assenza di sete, perché sono
i soggetti più a rischio di disidratazione.
Durante la gravidanza, periodo di importanti modificazioni
ormonali, possono comparire delle "macchie scure" localizzate
al viso, principalmente a livello degli zigomi, del naso, della fronte
e del labbro superiore (cloasma gravidico) che possono persistere per tutta
la gravidanza per poi regredire dopo il parto; una scorretta esposizione
al sole può intensificare questo disturbo cutaneo e rendere queste
antiestetiche macchie addirittura indelebili. Ne consegue che è quanto
mai importante proteggere la pelle con una crema solare con un alto indice
di protezione ed evitare anche l’irraggiamento più intenso
che caratterizza le ore più calde della giornata.
La donna in gravidanza che si espone al sole per periodi molto lunghi e
con temperature eccessive aumenta anche il rischio di sviluppare delle
malattie venose agli arti inferiori in quanto il calore amplifica la dilatazione
dei capillari sanguigni che è già favorita dai fattori ormonali
che caratterizzano la gravidanza. |
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