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A cura di Serenella Corvo
Conoscono i diversi sistemi contraccettivi a disposizione e sono fedeli al metodo scelto; tuttavia, giudicano il proprio contesto ancora impreparato in tema di salute sessuale e riproduttiva: sono le numerose lettrici di Gynevra che hanno risposto ai nostri sondaggi sulla contraccezione.
Il panel è costituito da oltre mille e ottocento lettrici: non un campione statisticamente rappresentativo, ma di certo significativo, del pubblico di Gynevra.it.
In tema di contraccezione, le lettrici di Gynevra sembrano sufficientemente informate: è assolutamente minoritaria la quota di votanti che ha dichiarato di conoscere soltanto un metodo anticoncezionale o di non saper distinguere tra sistemi di barriera, ormonali e naturali.
Conosci la differenza tra contraccezione di barriera, contraccezione ormonale e metodi naturali di controllo delle nascite?

Otto donne su dieci hanno risposto di conoscere la differenza tra i diversi metodi di pianificazione delle nascite al momento disponibili e quasi il 50% ha dichiarato di essere rimasta fedele al metodo scelto negli ultimi cinque anni. Una percentuale che sommata al 10,4% di coloro che hanno affermato di avere cambiato prodotto, ma di avere scelto sempre un metodo anticoncezionale ormonale, rileva che la maggioranza assoluta delle votanti tende a non cambiare, quando la scelta si è rivelata congeniale. Quest'ultimo dato è in parte in controtendenza rispetto a precedenti sondaggi che definivano le donne italiane assolutamente non fedeli al proprio sistema contraccettivo.
Tra chi ha cambiato, una donna su quattro nell'ultimo quinquennio ha scelto di passare alla contraccezione ormonale, abbandonando metodi di barriera e/o naturali a favore della pillola o del cerotto.
Sul fronte "informazione", merita un rilievo particolare un dato sorprendente per l'evoluta società occidentale: il 48,1% ha dichiarato che nel contesto in cui si trova a vivere l'informazione sulla contraccezione è carente e confusa e più di una lettrice su dieci ha dichiarato che l'argomento rappresenta ancora un tabù.
Come giudichi l'informazione sulla contraccezione e la prevenzione delle gravidanze indesiderate nel contesto in cui vivi?

È una nota dolente soprattutto per i servizi di promozione e di sensibilizzazione sulla salute riproduttiva delle donne.
L'età prevalente in cui si è iniziato ad utilizzare più o meno regolarmente un sistema di controllo delle nascite - per le nostre lettrici - è compresa tra i 14 ed i 25 anni; il 14,5% ha dichiarato di non fare uso di sistemi contraccettivi e soltanto l'5,3% ha cominciato prima dei quattordici anni a preoccuparsi seriamente di prevenire una gravidanza indesiderata.
Il criterio-guida delle donne nello scegliere il sistema contraccettivo è - per una donna su due - quello della sicurezza, per non lasciare spazio a sorprese indesiderate; un dato che conferma come la contraccezione sia una scelta di responsabilità. Secondo il 28,9%, deve essere anche capace di aderire ai ritmi e alle abitudini della vita di ogni giorno.
Meno di una donna su dieci ha dichiarato di non pianificare la contraccezione, ma di affidarsi alla scelta del momento. Circa una lettrice su dieci ha affermato di non utilizzare alcun metodo anticoncezionale.
Quale criterio usi nello scegliere il tuo metodo contraccettivo?

Tra i nuovi sistemi ormonali è il cerotto transdermico il metodo più conosciuto. Molte conoscono anche l'anello vaginale: due nuovi metodi che sfruttando nuove vie di somministrazione dei principi attivi estroprogestinici tentano di aumentare la "compliance" (vedi anche Contraccettivi orali: l'efficacia è reale? ), ossia la capacità di aderire perfettamente al trattamento, evitando discontinuità e interruzioni. Ciò è consentito soprattutto dalla facilità di assunzione: la donna è affrancata da un'assunzione giornaliera, come avviene per la pillola, con il conseguente minor rischio di dimenticanze.
Hai mai sentito parlare del cerotto contraccettivo e dell'anello vaginale?

Gli effetti collaterali (vedi anche " Contraccettivi orali e discontinuità d'uso ") costituiscono il timore maggiore delle donne nell'affidarsi alla contraccezione ormonale; il 44,7% ha paura di ingrassare, di sperimentare disturbi cutanei e in primis paura del cancro. Eppure, come sottolineato da Annibale Volpe, presidente della Società Italiana della Contraccezione (SIC),
"recenti studi prospettici e caso-controllo hanno confermato che l'uso della contraccezione ormonale non è associato ad un aumento considerevole di rischio di tumore alla mammella". L'utilizzo dei contraccettivi ormonali, infatti, è maggiore nelle donne in età giovane, al di sotto dei cinquant'anni, in cui l'incidenza di carcinoma mammario è bassa. Inoltre, i risultati di molte ricerche hanno mostrato una riduzione dal 30 al 50% dell'incidenza di malattia fibrocistica del seno tra le utilizzatrici di contraccettivi ormonali con meno di 45 anni.
Un altro effetto oncoprotettivo degli estroprogestinici è stato dimostrato anche per il carcinoma ovarico, per il carcinoma endometriale e per il carcinoma del colon retto.
E sulla salute sessuale a chi spetta informare? Per oltre il 40% delle lettrici dovrebbe essere il medico il primo responsabile di una corretta educazione sulla salute riproduttiva e sessuale; a seguire la scuola, indicata come consulente principale in materia da più di due lettrici su dieci, mentre i genitori sono solo terzi nella graduatoria.
Chi dovrebbe informare sulla salute sessuale?
