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A cura della redazione di Norina Wendy Di Blasio
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Puoi fare ricorso alla cosiddetta contraccezione di emergenza nelle situazioni in cui hai avuto un rapporto sessuale a rischio di concepimento. La contraccezione post-coitale, infatti, consiste nel fare ricorso ad un metodo contraccettivo occasionale per impedire la gravidanza (non offre invece nessun tipo di protezione nei confronti delle malattie e a trasmissione sessuale.
La contraccezione di emergenza è appropriata se:
Una possibilità prevede l'inserimento in cavità uterina di uno IUD al rame entro 5-7 giorni dal rapporto a rischio. Così facendo si ostacolerebbe l’impianto del prodotto del concepimento in caso di avvenuta fecondazione. L’impianto dell’embrione, infatti, avviene intorno al 5°giorno dal concepimento.
L'alternativa è la somministrazione di preparati ormonali estrogenici, estroprogestinici o esclusivamente progestinici, che agiscono ritardando l’ovulazione. Per molto tempo si è fatto ricorso alla somministrazione di soli estrogeni ad alte dosi (etinilestradiolo, estrogeni coniugati equini), successivamente si è passati ad associazioni estroprogestiniche a dosaggi più bassi (metodo Yuzpe) e solo recentemente si è arrivati all’utilizzo di levonorgestrel ad alte dosi, la pillola del giorno dopo. topÈ stato stimato che l’assunzione della pillola del giorno dopo entro 72 ore dal rapporto a rischio possa prevenire in media l’85% delle gravidanze indesiderate. In altre parole, se l’assunzione avviene entro le 24 ore tale percentuale sale al 95%, mentre se avviene tra le 48 e le 72 ore scende al 58%. Inoltre non è efficace nel prevenire la gravidanza in caso di rapporti non protetti avvenuti più di 72 ore prima oppure successivi alla sua assunzione.
Il meccanismo di inibizione o ritardo dell’ovulazione sembra essere quello principale, tuttavia l’esposizione ad alte dosi di progesterone influisce sulla qualità degli ovociti (cosiddetti "ovociti scuri"), rendendoli meno fecondabili.
La pillola del giorno dopo è a tutti gli effetti un metodo contraccettivo e non intercettivo. Infatti, non è in grado di agire su di un embrione impiantato o sui meccanismi di impianto, quindi se si è stabilita la gravidanza non può interromperla.
I dati delle vendite mostrano un aumento del 59 per cento delle vendite di pillola del giorno dopo dall'immissione in commercio a oggi e del 23 per cento in un solo anno, dal 2006 al 2007 (220.000 contro 270.000). Il 55% delle donne che l'acquistano sono al di sotto dei 20 anni, contro il 45 per cento che riguarda tutte le altre fasce d'età (cioè dai 20 ai 50 anni).
Spesso, la donna che necessita della pillola del giorno dopo è costretta ad assumerla troppo tardi (ricordiamo che oltre le 48 ore dal rapporto a rischio l’efficacia è solo del 58%) perché costretta a rivolgersi a più medici, consultori, ospedali prima di ottenere la prescrizione.
Sarebbe opportuno che il medico di famiglia, quello del consultorio o il medico di guardia medica fossero maggiormente sensibili al problema, cogliendo l'occasione di questo incontro come un momento per informare la donna sulla contraccezione.
Per ottenere la prescrizione tempestivamente (va assunta per essere efficace entro le 72 ore dal rapporto) ci si può rivolgere al proprio medico curante, al proprio ginecologo o al consultorio di zona. Se nessuna di queste possibilità fosse praticabile, rivolgetevi presso la Guardia Medica o in un Ospedale.
Il personale medico è tenuto ad effettuare la prescrizione mantenendo il segreto professionale. La prescrizione deve essere tempestiva per il ritardo espone al rischio di una gravidanza. Non è obbligatoria la visita ginecologica mentre può essere opportuno fare un test di gravidanza.
Sebbene fino ad oggi non vi sia evidenza di effetti dannosi sul feto in caso di fallimento del metodo, è sicuramente da escludersi uno stato di gravidanza al momento della assunzione.
Il levonorgestrel viene escreto con il latte materno (circa lo 0,1% della dose), ma non sono noti effetti avversi a carico del lattante. Tuttavia è consigliabile l’assunzione immediatamente dopo la poppata dal momento che il picco ematico viene raggiunto dopo circa 1,6 ore per poi decrescere fino alla completa eliminazione dopo 9-14 ore.
Gli eventuali effetti indesiderati sono in genere transitori e di lieve entità. Possono essere nausea, vomito, diarrea, cefalea, mastodinia e sanguinamenti irregolari (spotting). Nel richiedere la prescrizione al medico è bene parlargli di eventuali ipersensibilità verso i componenti, la presenza di gravi disfunzioni epatiche, l’assunzione concomitante di farmaci. È solo il medico che può stabilire con certezza se esiste una specifica controindicazione alla contraccezione d'emergenza che è comunque un trattamento temporaneo di breve durata.
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