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La nausea si manifesta in quasi il 50% delle donne gravide, in genere nel primo trimestre di gravidanza. Qualche volta si accompagna al vomito, che è più frequente al mattino e a volte è causato da una forte intolleranza nei confronti di odori e sapori particolari, che non si sopportano.
Un primo approccio a questo antipatico disturbo può essere di tipo dietetico. Una soluzione può venire dal consumare pasti piccoli e frequenti, evitando cibi grassi, pesanti o fritti. Per esempio: due crackers integrali, dopo 2-3 ore mezza mela, dopo 2-3 ore grissini o l'altra metà della mela, e così via.
La dieta dev'essere essenzialmente a base di cereali, crackers, grissini, patate lesse o al forno senza grassi aggiunti, carne magra, pesce, uova sode, burro in quantità limitatissime, biscotti secchi, gelato o budini, zucchero, marmellate o miele. Inizialmente, le bevande devono essere escluse durante i pasti.
Può accadere che la persistenza e l'aggravamento di questi sintomi (nausea e vomito) sia causa di dimagrimento e di malessere generale, come disidratazione ed astenia generale, fino ad imporre un breve ricovero. Questo stato caratterizzato da vomito esageratamente insistente, ormai divenuto patologico, si chiama iperemesi. In ospedale vengono effettuati degli esami di laboratorio per verificare il benessere materno, viene controllato il peso corporeo tenendo conto delle eventuali modificazioni ponderali.
Inoltre vengono somministrate delle terapie endovenose (fleboclisi di soluzioni glucosate associate a farmaci che prevengono o alleviano la nausea ed il vomito - antiemetici) e nutrizionali (consigli dietetici).
È un disturbo presente a lungo in gravidanza poiché è legato alla nuova situazione ormonale. Il progesterone - ormone presente in grandi quantità nel sangue delle gestanti - ha un effetto antispastico e determina un rilasciamento della muscolatura gastrointestinale: ciò favorisce un reflusso del contenuto acido dello stomaco nell'esofago, causando dolore. A questo meccanismo si aggiunge, verso il termine della gravidanza, la compressione esercitata dall'utero gravido sullo stomaco che ne induce l'orizzontalizzazione.
La causa di questa predisposizione in gravidanza è la presenza di grandi quantità di ormoni (progesterone) che determinano una diminuzione del tono della muscolatura intestinale, rallentando cosi l'attività muscolare che provvede a trasportare e poi ad espellere le feci (peristalsi).
Un eccessivo aumento di peso comporta un affaticamento per la madre e può predisporre al diabete ed alla gestosi (condizione tossica nella quale compaiono una serie di alterazioni quali aumento della pressione arteriosa, comparsa di notevoli quantità di proteine nelle urine e di edemi).
Inoltre può essere favorita la comparsa di altre condizioni spiacevoli, quali smagliature cutanee, varici agli arti inferiori, parto più laborioso, obesità del nascituro.
Se si ingrassa eccessivamente significa che si eccede nel nutrirsi: si mangia ad ogni ora del giorno, magari cioccolata, insaccati, o si bevono bevande dolci e gassate!
Tra gli alimenti oggetti di voglie, i più comuni sono il gelato, le fragole, il cioccolato, i dolci in genere, i succhi di frutta e le spremute d'agrumi. Tra le avversioni più frequenti vi sono quelle per il caffè e per la carne (circa il 10% delle donne gravide). Attenzione, però, perché voglie ed avversioni possono in qualche modo alterare l'apporto nutrizionale della futura mamma.
Gli ormoni che vengono prodotti in gravidanza sono causa di significativi mutamenti del seno, che aumenta di volume, è indolenzito, rimane più sodo e turgido fino al parto.
È frequente una maggiore evidenza delle venule sottocutanee e la comparsa di smagliature, per rottura delle fibre elastiche della cute. È necessario che il seno sia sostenuto da un comodo reggiseno di cotone; è consigliato l'uso di oli e creme vegetali (crema all'olio di mandorle), utili per mantenere più morbida ed elastica la pelle.
È frequente, durante la gestazione, che si verifichino dei cali della pressione arteriosa (episodi lipotimici). L'ipotensione all'origine di questi eventi può essere aggravata da movimenti bruschi, da cambiamenti di posizione, o a causa del calo di zucchero nel sangue (ipoglicemia) possibile soprattutto negli intervalli lunghi tra i pasti.
In gravidanza è normale avvertire una sensazione di spossatezza e aumenta il bisogno di dormire. Buone regole sono riposare più a lungo, non affaticarsi durante la giornata, evitare ambienti invasi dal fumo, con aria viziata e fonte di stress.
topLe secrezioni vaginali aumentano in gravidanza per effetto degli estrogeni prodotti. Le mucose sono edematose, le secrezioni ghiandolari e il trasudato vaginale aumentano.
La gravidanza predispone, però, alle vaginiti che si manifestano con la comparsa di secrezioni biancastre o giallastre, di bruciori e di prurito.
Per cercare di prevenire le infezioni può essere utile usare biancheria di cotone, comoda e ampia; lavarsi spesso con acqua pura e saponi neutri, evitando di trasportare meccanicamente germi dalla zona perianale a quella vulvare.
Le varici sono delle vene dilatate e tortuose che possono presentarsi con maggior frequenza, nelle gravide, agli arti inferiori o in regione vulvare. Sono determinate da un diminuito ritorno del sangue venoso dalla periferia verso il cuore. In gravidanza si può avere uno sviluppo o un'accentuazione di tale evento, a causa di un'alterazione dell'equilibrio ormonale, alla pressione del grosso utero gravidico sui vasi addominali e all'aumento della quantità del sangue circolante. La comparsa di varici è influenzata dall'ereditarietà, ma alcune abitudini peggiorano i disturbi:
I primi segnali di varici alle gambe sono la comparsa di pesantezza, di formicolio ai polpacci e di piedi gonfi (edemi alle caviglie ed ai piedi). In seguito si evidenziano le varicosità e si delinea un reticolo venoso.
Le emorroidi sono dilatazioni patologiche di vene situate nel canale anale (emorroidi interne) o attorno all'ano (emorroidi esterne). Fattori ereditari e stitichezza predispongono alla loro insorgenza. Determinano fastidio, dolore, prurito e perdita di sangue con le feci. Le emorroidi tendono a peggiorare durante il parto, dopo il quale possono diventare un vero tormento, per fortuna breve, che può essere alleviato mediante l'uso di pomate specifiche anche a base di sostanze naturali (propoli, estratti di hamamelis e di rusco). Il problema fondamentale è quello di evitare la stitichezza; possono essere d'aiuto:
Nel secondo trimestre di gravidanza, possono comparire fastidiosi e dolorosi crampi ai polpacci, notturni. La causa può essere dovuta a carenze di calcio o di potassio (squilibri elettrolitici) o a cattiva circolazione venosa.
Un dolore pubico può essere legato al rilassamento dei legamenti caratteristico della gravidanza.
Esistono molti esercizi di ginnastica capaci di attenuare questi disturbi.
Il mal di schiena è la conseguenza della nuova posizione che le gravide tendono ad assumere a partire dalla 22-24ª settimana di gestazione a causa dell'aumento di volume dell'utero. Si determina una postura con le spalle all'indietro (lordosi della colonna vertebrale).
Tutto il carico sulla colonna si modifica e le articolazioni e i legamenti si schiacciano. A volte il mal di schiena può essere accompagnato anche da dolore da compressione del nervo sciatico che si irradia ai glutei ed alle gambe (sciatalgia).
Il modo migliore di prevenire il mal di schiena è quello di agire sul proprio stile di vita, mettendo in pratica, sia al lavoro sia in casa, opportune regole comportamentali finalizzate alla tutela della propria salute.
È fondamentale imparare a riconoscere tutti quei movimenti e quelle posizioni potenzialmente dannose, vigilando sulla relazione tra sforzo fisico e aumento dei sintomi relativi all'insorgenza del mal di schiena.
L'utero, crescendo, comprime la vescica. Fin dall'inizio della gravidanza, di conseguenza, molte donne avvertono piu frequentemente il bisogno di urinare. Bisogna, quindi, accettare con serenità questo piccolo inconveniente. È importante, però, riconoscere i sintomi di un'eventuale infezione urinaria (per esempio, sensazione di bruciore) e in tal caso contattare subito il proprio ginecologo.
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