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Salute

Gravidanza consapevole

Precauzioni in gravidanza

Radiografie

L'irradiazione del prodotto del concepimento con dosi elevate può provocarne la morte, gravi malformazioni nel primo trimestre e lesioni fetali nel secondo e nel terzo trimestre.
Il rischio di tali effetti lesivi è tuttavia molto basso per l'esposizione del concepito a dosi diagnostiche di radiazioni, anche quando è coinvolta la regione addomino-pelvica.
Tenendo conto di questo, in gravidanza le indagini radiologiche che interessano tale regione dovrebbero essere ridotte al minimo o abolite del tutto, anche se il rischio per il concepito è quasi trascurabile. Le indagini radiologiche in zona extrapelvica possono essere eseguite senza preoccupazioni, purché la zona addomino-pelvica della gestante venga opportunamente schermata.

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Sostanze voluttuarie

AlcolAlcol: È ormai noto che l'alcol assunto in gravidanza può danneggiare il feto. La tossicità fetale alcol-correlata varia a secondo della quantità (dose dipendente), ed il primo trimestre è il periodo maggiormente a rischio, poiché è durante tale fase che può instaurarsi una patologia malformativa.
In particolare, l'ingestione abituale di dosi elevate di alcolici può portare alla comparsa della cosiddetta "sindrome feto-alcolica" caratterizzata da ritardo di crescita ed anomalie congenite (difetti facciali caratteristici, sviluppo ipoplasico degli arti ed anomalie cardiache).
Il consumo moderato ma quotidiano di alcolici in gravidanza può risultare in ritardo di crescita fetale, senza le altre caratteristiche tipiche della sindrome feto-alcolica. Non è invece dimostrato che il consumo occasionale di alcolici sia associato con effetti avversi sul feto. Va tuttavia rilevato che non è nota la "soglia" d'assunzione sopra la quale tali effetti si manifestano. È quindi consigliabile che la gestante limiti il più possibile il consumo alcolico.

FumoFumo: gli effetti nocivi del fumo in gravidanza sono ben documentati, quindi si deve scoraggiare la donna gravida dal fumare. Il fumo è associato ad un ritardato accrescimento fetale (perché riduce le sorgenti di ossigeno e di sostanze nutritizie al feto), al parto pretermine e ad un aumento di mortalità perinatale. Sembra che nel periodo post-natale questi bambini soffrano frequentemente di malattie respiratorie.

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Farmaci

FarmaciIn gravidanza raddoppia il fabbisogno di acido folico. Questa vitamina, essenziale per la crescita cellulare, riduce il rischio di difetti del tubo neurale, precursore del sistema nervoso, d'aborto e di parto pretermine. L'acido folico è contenuto nelle foglie verdi, nella frutta, nella carne e nelle frattaglie. La donna assume una minima parte di acido folico con gli alimenti. È consigliata l'assunzione quotidiana di 5 mg di acido folico dal periodo preconfezionale fino alla 16ª settimana.
Spesso in gravidanza, soprattutto nel terzo trimestre, si rende necessario un apporto supplementare di ferro, per giungere al momento del parto senza problemi di anemia. Il fabbisogno di ferro, difatti, aumenta progressivamente durante la gestazione. All'inizio di gravidanza la donna consuma 0,2-0,3 mg di ferro al giorno, mentre alla fine ne consuma 2,5 mg al dì.

Settimane di gestazione HB gr/100 ml
0-16 11.2
17-24 10.6
25-40 10.0


La tabella mostra quali sono i limiti inferiori di normalità per la concentrazione di emoglobina in gravidanza e come tali limiti si spostino progressivamente verso il basso col progredire della gestazione.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, il limite normale per la concentrazione emoglobinemica in gravidanza sarebbe addirittura di 10 g/100 ml. Se ciò può essere accettabile per le ultime 15 settimane, tale valore rappresenta un livello troppo basso all'inizio della gravidanza. E quindi è opportuna la supplementazione marziale (in altri termini, l'assunzione di ferro) nelle donne con livelli di emoglobina inferiori a quelli fisiologici per l'epoca gestazionale.
Numerosi farmaci hanno un effetto negativo sulla gravidanza.
Giacché per nessun farmaco si può escludere un potenziale effetto tale da determinare difetti fisici nell'embrione in via di sviluppo (effetto teratogeno), bisogna valutare attentamente ogni categoria di farmaci, inclusi quelli più comuni come analgesici, lassativi, antinfluenzali, antiacidi e psicofarmaci.
Un farmaco può essere letale per il prodotto del concepimento se somministrato nei primi 20 giorni di gravidanza; teratogeno (determina difetti fisici nell'embrione in via di sviluppo) se impiegato tra il 20º e il 60º giorno; tossico dopo il 60o giorno di gravidanza. Il periodo più vulnerabile per il determinarsi di anomalie congenite maggiori è quello compreso tra la 3ª e la 10ª settimana di gestazione.
Tra i farmaci sicuramente teratogeni vanno ricordati gli antineoplastici, gli ormoni corticosurrenalici, gli anticoagulanti orali; tra quelli dotati di probabile azione teratogena vanno annoverati gli antiepilettici; da utilizzare in particolari situazioni sono l'aspirina, gli antiacidi e le benzodiazepine.
Le tetracicline (antibiotici) possono influenzare lo sviluppo dei denti e delle ossa.

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Vaccinazioni

Per quanto riguarda il problema delle vaccinazioni, la gravidanza non rappresenta una tassativa controindicazione. La vaccinazione, in genere, ottiene il duplice effetto di proteggere sia la madre sia il bambino. Se la vaccinazione e eseguita nel terzo trimestre, il neonato risulta protetto anche per un periodo più o meno lungo dopo il parto (persistenza postnatale degli anticorpi materni trasferiti attraverso la placenta).
Fra le vaccinazioni che possono essere praticate in gravidanza senza alcun rischio, si ricordano:

  • la vaccinazione antitetanica ed antidifterica con anatossina;
  • la vaccinazione antinfluenzale con virus uccisi;
  • la vaccinazione antipoliomielitica (metodo di Salk) con virus uccisi;
  • la vaccinazione anticolerica con germi uccisi.

VaccinazioniNel caso in cui vi sia stata esposizione al pericolo di contrarre la rabbia durante la gravidanza, è necessario procedere alla vaccinazione con i moderni vaccini costituiti da virus uccisi associando la protezione passiva a immunoglobuline.
Le vaccinazioni contro il tifo e i paratifi e le vaccinazioni antidissenteriche sono sconsigliate perché talvolta danno luogo a violente reazioni febbrili che, indirettamente, possono causare l'aborto o il parto pretermine.
La vaccinazione antivaiolosa e ammissibile solo in caso d'inderogabile necessità. Le vaccinazioni contro la rosolia, il morbillo e la parotite non hanno indicazioni in corso di gravidanza. La vaccinazione antirosolia, in ogni modo, dovrebbe essere eseguita almeno tre mesi prima di cercare una gravidanza.

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