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Contraccettivo, contraccettivo, contraccettivo, non si dirà mai abbastanza. Ma qual è quello ideale, secondo le preferenze generali delle piccole donne?
Lo abbiamo chiesto alle partecipanti al sondaggio che per il 30% hanno individuato nel concetto di "sicurezza", la prima caratteristica alla base dell'efficacia di un contraccettivo. Un concetto che riassume in sé diverse condizioni fondamentali, come la capacità del metodo scelto di essere in armonia con le proprie abitudine di 'vita', secondo il 20% delle partecipanti; di essere semplice da utilizzare, 25,2%, ma anche facile da ricordare, 11%. Elementi importanti che spiegano il successo, soprattutto fra le giovanissime, di quei metodi contraccettivi ormonali che, ad un comunque basso dosaggio, aggiungono la libertà dalla "schiavitù" dell'autosomministrazione quotidiana (prerogativa che invece permane anche nelle pillole d'ultima generazione).
Occhio agli errori di assunzione: nel caso della pillola, di fatto, l'assunzione giornaliera è fondamentale perché sia veramente efficace dal punto di vista contraccettivo. Infatti, gli errori di assunzione rappresentano proprio la prima causa di fallimento contraccettivo. In particolare, come ci ricorda Francesco De Seta in un'intervista rilasciata a Gynevra.it: "se è vero che con pillole che hanno un dosaggio ormonale più basso si riducono gli effetti collaterali o indesiderati, è anche vero che la donna in questi casi corre sul filo del rasoio. Dimenticarsi – a volte anche più volte in un mese - di assumere la pillola, significa rischiare di far 'partire' l'ovulazione e andare incontro ad una gravidanza indesiderata". Dunque nello scegliere il proprio contraccettivo va considerata anche la propria puntualità nell'assunzione. In molte situazioni può essere meglio utilizzata (perché più facile da ricordare) la somministrazione per via transdermica (cerotto), che prevede un appuntamento settimanale e in caso di dimenticanza garantisce una copertura di 48 ore, o per via vaginale (anello) che prevede un appuntamento mensile.
"In generale, di fronte alla donna giovane, alla prima esperienza contraccettiva", precisa De Seta, "i medici ancora si chiedono se è meglio cominciare con un progestinico di seconda generazione o di terza. Forse dovremmo chiederci anche se scegliere una via diversa (più semplice, pratica, etc) di somministrazione per favorire proprio l'aderenza precisa da parte del paziente alla modalità di utilizzo di quel contraccettivo. Ad esempio, con il cerotto questo parametro migliora molto, proprio nella paziente giovanissima".
A questa, nel caso del cerotto, si aggiunge inoltre l'estrema facilità di utilizzo (basta attaccarlo sulla cute e sostituirlo ogni sette giorni per tre volte al mese), che non prevede una particolare confidenza con il proprio corpo (come nel caso dell'anello che va invece inserito in vagina), elemento che spesso manca durante la delicata fase della scoperta della sessualità.
Certo è che se non si ha una relazione stabile e c'è la possibilità di avere rapporti occasionali va utilizzato sempre il profilattico, anche affiancandolo alla contraccezione ormonale.
Intervista a Francesco De Seta » Contraccezione ormonale ś, ma quale contraccettivo scegliere?
Sarà forse per queste caratteristiche che il cerotto - stando ai risultati del sondaggio - sembra attirare più consensi fra le adolescenti che vogliono proteggersi dalle gravidanze indesiderate. Se infatti alla domanda "Conosci metodi diversi dalla pillola, più facili da ricordare, come il cerotto e l'anello?", il 67,6% delle adolescenti ha risposto in maniera affermativa; un buon 17,3% ha dichiarato di conoscere soltanto il cerotto, contro uno scarso 6,7% che, al contrario, asserisce di conoscere solo l'anello. Dislivello che trova conferma nei dati relativi alle preferenze delle giovanissime nei confronti dei due metodi: il 24,1% risponde che userebbe entrambi i metodi, il 27,4% dichiara che userebbe soltanto il cerotto, contro un 9,2% che invece userebbe solo l'anello. Tale differenza, non trascurabile, è probabilmente motivata anche da un'ulteriore prerogativa che lo rende spesso la prima scelta in fatto di contraccezione giovanile.