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Salute

Metodi contraccettivi

A cura di Francesco De Seta
Università degli Studi di Trieste, IRCCS Burlo Garofolo

L'anello contraccettivo

Meccanismo d'azione

Anello vaginaleL'anello è un contraccettivo ormonale ad uso vaginale. Ha lo stesso meccanismo d'azione della pillola, cioè blocca l'ovulazione. È un anello trasparente e flessibile, fatto di un materiale atossico e biocompatibile che si chiama eva (etilene vinilacetato), materiale già utilizzato per altri prodotti medicali come impianti sottocutanei, iud, sacche per il sangue e dispositivi oculari.

L'anello contraccettivo rilascia giornalmente una bassissima dose di ormoni e ciò consente di avere un effetto neutrale sul peso corporeo e una bassa incidenza di effetti indesiderati.
Può essere utilizzato direttamente dalla donna, e si somministra una sola volta al mese.
Come gli altri contraccettivi ormonali estroprogestinici, gli ormoni rilasciati dall'anello contraccettivo inibiscono efficacemente l'ovulazione. Inoltre, come tutti gli altri contraccettivi orali, l'anello contraccettivo induce modifiche del muco cervicale, atte a renderlo inadatto alla risalita degli spermatozoi.

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La via di somministrazione vaginale

La mucosa che riveste la vagina è facilmente permeabile ed è un organo molto vascolarizzato. Questo consente un rapido assorbimento degli ormoni, che possono arrivare direttamente in circolo, evitando il tratto gastrointestinale ed il primo passaggio attraverso il fegato.

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Le modalità di applicazione

L'anello contraccettivo viene inserito e rimosso in modo semplice, direttamente dalla donna.
Per inserirlo bisognerà scegliere la posizione più confortevole (sdraiata, in piedi con una gamba sollevata, accovacciata), comprimere l'anello tra pollice ed indice ed inserirlo in vagina fino a raggiungere una posizione comoda. Nell'eventualità che una volta inserito, si avvertisse una sensazione di fastidio, basterà spingerlo delicatamente un po' più in alto.
L'esatta posizione all'interno della vagina non è determinante per l'efficacia contraccettiva, purché l'anello sia completamente inserito in vagina. Per rimuoverlo, la donna dovrà agganciare il dito indice sotto l'anello (ad uncino) oppure afferrarlo tra indice e medio e trascinarlo all'esterno.

L'anello contraccettivo va utilizzato per 3 settimane consecutivamente, seguite da 1 settimana di intervallo libero da anello, durante la quale comparirà la regolare mestruazione (ad esempio se viene inserito un mercoledì alle 22.00, andrà rimosso il mercoledì di 3 settimane dopo sempre alle 22.00. Il mercoledì della settimana successiva sempre alle 22.00 andrà inserito un nuovo anello contraccettivo).

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Domande frequenti

Una volta inserito l'anello contraccettivo, può dare fastidio?

Le caratteristiche anatomiche della vagina rendono molto improbabile questa eventualità. Infatti, la parte superiore della vagina è scarsamente sensibile perché poco innervata; è per questo motivo che l'anello contraccettivo una volta inserito, non si sente. Se, comunque, una volta inserito si dovesse avvertirne la presenza, basterà spingerlo delicatamente un po' più in alto.

Una volta posizionato può capitare che l'anello contraccettivo venga espulso?

L'espulsione spontanea dell'anello contraccettivo è un evento molto raro.
In condizioni normali, le pareti vaginali sono addossate una all'altra; la rugosità della mucosa vaginale, insieme alla muscolatura che la circonda, fanno sì che la vagina riesca a "trattenere" l'anello contraccettivo. Inoltre, la flessibilità dell'anello gli consente, una volta inserito, di adattarsi naturalmente alle pareti vaginali, per cui, solo applicando una "pressione sufficiente" può essere rimosso. Per tutti questi motivi è altamente improbabile che l'anello contraccettivo venga espulso.
Gli studi clinici non hanno evidenziato un maggior rischio di espulsione nelle donne che hanno avuto figli. L'anello contraccettivo può essere utilizzato già dalla quarta settimana dopo un parto.

Il partner può avvertire la presenza dell'anello durante il rapporto sessuale?

Raramente può accadere. Nonostante questo, secondo gli studi clinici, più del 90% dei partner ha affermato di essere favorevole all'utilizzo dell'anello contraccettivo.

Si può ritardare il ciclo mestruale con l'anello contraccettivo?

Si. Se si vuole ritardare la mestruazione (ad esempio durante le vacanze o per una gara sportiva), è possibile utilizzare due (o più) anelli contraccettivi consecutivamente, senza rispettare la settimana di intervallo libero da anello. È bene sottolineare che, in questo caso, potrebbero comparire sanguinamenti irregolari (spotting).

Se si desidera un figlio, quanto tempo si deve attendere dopo la sospensione dell'anello contraccettivo?

Generalmente, l'ovulazione ritorna dopo circa 2 settimane dalla sospensione dell'anello contraccettivo. Si può affrontare la gravidanza in tutta tranquillità; si raccomanda di attendere il primo ciclo prima di provare il concepimento: ciò vi aiuterà a calcolare la data di nascita prevista.

Cosa occorre fare se si dimentica di inserire un nuovo anello contraccettivo?

Se si dimentica di inserire un nuovo anello contraccettivo (e quindi si fa una pausa superiore ai 7 giorni), bisogna inserirne un nuovo non appena ci si ricordi di farlo ed utilizzarlo per 3 settimane continuativamente. In questo caso, utilizzare un ulteriore metodo contraccettivo di barriera (ad esempio, un profilattico) nei 7 giorni successivi all'inserimento dell'anello. In questa circostanza, se si sono avuti rapporti, considerare che potrebbe essersi instaurata una gravidanza. Consultare il proprio medico.

Cosa si deve fare se si dimentica di rimuovere l'anello contraccettivo?

Se l'anello contraccettivo è rimasto inserito per più di 3, ma non oltre 4 settimane (quindi fino a una settimana in più, rispetto alle 3 regolari), l'efficacia contraccettiva non è ridotta; in questo caso, effettuare la regolare pausa di una settimana e poi inserire un nuovo anello. Se l'anello contraccettivo è rimasto inserito per più di 4 settimane e si sono avuti rapporti, potrebbe esserci il rischio di una gravidanza. Consultare il proprio medico prima di inserire un nuovo anello.

Cosa succede se l'anello contraccettivo viene accidentalmente espulso?

Se l'anello contraccettivo viene accidentalmente espulso (ad esempio durante la rimozione di un tampone assorbente) basta sciacquare in acqua fredda o tiepida (non calda) e reinserirlo immediatamente. Se l'anello contraccettivo rimane fuori dalla vagina per più di 3 ore, la sua efficacia contraccettiva potrebbe essere ridotta. In tal caso, reinserire comunque l'anello contraccettivo non appena possibile ed utilizzare un ulteriore metodo contraccettivo di barriera (ad esempio, un profilattico) per i successivi 7 giorni.

Che cosa succede se l'anello si dovesse rompere in vagina?

Si tratta di un'eventualità molto rara, che non ha alcuna conseguenza di tipo medico-clinico. L'unico inconveniente potrebbe essere rappresentato da un senso di fastidio. Un anello rotto, fintanto che è posizionato all'interno della vagina, assicura la stessa sicurezza contraccettiva, sebbene vi sia la possibilità che fuoriesca. Per tale motivo bisogna sostituirlo con un nuovo anello il prima possibile.

Con l'anello contraccettivo si possono avere sanguinamenti irregolari (spotting)?

L'anello contraccettivo garantisce un buon controllo del ciclo. L'incidenza di sanguinamenti irregolari è molto bassa, circa il 5% in un anno di trattamento. Certo, è possibile, nei primi cicli di utilizzo (generalmente nei primi 3 mesi), avere qualche irregolarità mestruale (spotting, mancanza di mestruazioni), ma solitamente il problema si risolve con i cicli successivi.

Si possono avere effetti collaterali con l'anello contraccettivo?

I possibili effetti collaterali dell'anello contraccettivo sono gli stessi degli altri contraccettivi ormonali: tensione mammaria, cefalea, nausea, labilità emotiva. Le basse dosi di ormoni rilasciate dall'anello contraccettivo fanno sì che l'incidenza di tali effetti collaterali sia bassa. Nonostante sia un metodo a somministrazione vaginale, anche l'incidenza di effetti locali e di disturbi vaginali è bassa.

L'anello contraccettivo può causare un aumento di peso?

L'anello contraccettivo ha dimostrato di avere un effetto neutrale sul peso corporeo.
Le variazioni di peso dimostrate con l'anello contraccettivo, sono simili alle variazioni che si verificano in donne che non assumono contraccettivi ormonali.

L'anello contraccettivo può aumentare l'incidenza di infezioni vaginali?

L'incidenza di vaginiti correlate al trattamento (5,5%) è sovrapponibile a quella delle donne che non usano l'anello contraccettivo.
La vagina è dotata di un sistema di difesa molto efficace ed inoltre il materiale di cui è fatto l'anello contraccettivo (materiale atossico, superficie liscia, non assorbente) non favorisce la colonizzazione batterica.
Se l'eventuale vaginite richiedesse un trattamento con farmaci antimicotici locali, non ci sono problemi di riduzione della sicurezza contraccettiva.

L'anello contraccettivo svolge la propria azione contraccettiva anche nel caso di vomito o diarrea?

Si. Essendo un metodo a somministrazione vaginale, l'anello contraccettivo rilascia gli ormoni direttamente in circolo senza passare per l'apparato gastrointestinale. Vomito e diarrea non hanno perciò alcun effetto sull'azione degli ormoni e quindi sulla sicurezza contraccettiva.

È possibile utilizzare i profilattici durante l'uso dell'anello contraccettivo?

Si. L'uso concomitante del profilattico non dà interferenze nell'assorbimento ormonale, né riduzioni della sicurezza contraccettiva.

L'anello contraccettivo protegge dalle malattie a trasmissione sessuale?

No. L'anello contraccettivo non protegge dalle infezioni da HIV (AIDS) o da altre malattie a trasmissione sessuale. A questo scopo soltanto il profilattico rappresenta un'efficiente protezione sia per l'uomo che per la donna.

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Le interazioni

Le interazioni tra contraccettivi ormonali ed altri prodotti medicinali possono portare ad emorragia da rottura e/o insuccesso dell'efficacia contraccettiva. Le seguenti interazioni sono state riportate in letteratura.

  • Metabolismo epatico: possono verificarsi interazioni con prodotti medicinali che inducono enzimi microsomiali, risultanti in un aumento della clearance degli ormoni sessuali (p. es. fenitoina, fenobarbitale, primidone, carbamazepina, rifampicina e probabilmente anche oxcarbazepina, topiramato, felbamato, ritonavir, griseofulvina e prodotti contenenti l'erba di S. Giovanni).
  • Interferenze con la circolazione enteroepatica: alcuni lavori clinici suggeriscono che la circolazione enteroepatica degli estrogeni possa diminuire quando vengono somministrati alcuni agenti antibiotici, situazione che può ridurre le concentrazioni dell'etinilestradiolo (p. es. penicilline, tetracicline).

Le donne sottoposte a trattamenti con uno qualunque di questi farmaci debbono temporaneamente adottare insieme all'anello contraccettivo anche un metodo di barriera, o scegliere un altro metodo contraccettivo.
Con i farmaci inducenti gli enzimi microsomiali il metodo di barriera dovrebbe essere usato durante il periodo di somministrazione del farmaco concomitante e nei 28 giorni successivi alla sospensione del farmaco.
Donne in trattamento con antibiotici (tranne che con rifampicina e griseofulvina) dovrebbero usare il metodo di barriera nei 7 giorni successivi alla sospensione del farmaco.
Se la somministrazione del farmaco concomitante prosegue anche dopo le 3 settimane di ciclo di un anello, l'anello successivo dovrà essere inserito immediatamente senza osservare il consueto intervallo libero da anello.
Stando a dati di farmacocinetica, gli antimicotici per uso vaginale e gli spermicidi non dovrebbero influire sull'efficacia contraccettiva e sulla sicurezza dell'anello contraccettivo.

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Le controindicazioni

L'anello contraccettivo non deve essere utilizzato in presenza di una qualunque delle sottoelencate condizioni. Qualora durante il suo utilizzo compaia per la prima volta una qualunque di queste condizioni, esso deve essere immediatamente rimosso ed è bene rivolgersi al proprio medico segnalando i disturbi.

  • Trombosi venosa in atto o pregressa con o senza embolia polmonare.
  • Trombosi arteriosa in atto o pregressa (ad es. evento cerebrovascolare, infarto del miocardio) o prodromi di una trombosi (per esempio, angina pectoris o attacco ischemico transitorio).
  • Predisposizione nota a trombosi venosa o arteriosa, con o senza coinvolgimento ereditario, come resistenza alla Proteina C Attivata (APC), deficit di antitrombina III, deficit di proteina C, deficit di proteina S, iperomocisteinemia e anticorpi antifosfolipidici (anticorpi anticardiolipina, lupus anticoagulante).
  • Diabete mellito con interessamento vascolare.
  • Anche la presenza di un grave fattore o di più fattori di rischio di trombosi venosa o arteriosa può costituire una controindicazione all'uso.
  • Grave malattia epatica, in atto o pregressa, fino a quando i valori della funzionalità epatica non sono tornati alla norma.
  • Tumori epatici (benigni o maligni), in atto o pregressi.
  • Patologie maligne, accertate o sospette, degli organi genitali o delle mammelle, se ormono-dipendenti.
  • Emorragia vaginale di natura non accertata.
  • Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualunque degli eccipienti dell'anello stesso.

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