Se avviene la fecondazione, la cellula
uovo fecondata, chiamata embrione nelle prime 8 settimane
dopo il concepimento e feto nelle settimane successive, si annida nella
parete uterina, dove cresce e si sviluppa per 9 mesi.
In gravidanza il normale ciclo mestruale cessa e cessano anche le
modificazioni cicliche sia fisiche che ormonali ad esso associate.
Tuttavia, nel corso della gravidanza l'organismo della donna subisce
molte altre modificazioni ormonali e fisiche:
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Anziché atrofizzarsi, il corpo luteo si
conserva e si ingrandisce in risposta a un ormone gonadotropo,
la gonadotropina corionica umana (HCG), secreto dalla placenta
che nutre il feto. Il corpo luteo, così aumentato di volume, produce
sia gli estrogeni che il progesterone.
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Anche la placenta secerne estrogeni e progesterone. Quando la placenta inizia
a produrre questi ormoni, il corpo luteo diminuisce progressivamente
la propria attività (intorno alle 8 settimane dopo il concepimento),
sebbene si conservi fino alla fine della gravidanza.
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L'innalzamento dei livelli circolanti di estrogeni e di progesterone
contribuisce a sostenere la gravidanza e la salute della placenta.
A questi due ormoni sono imputabili molti dei cambiamenti fisici
e il tipico malessere comunemente associati alla gravidanza. Per
esempio, gli estrogeni stimolano l'aumento di
volume del seno. Insieme all'HCG, gli estrogeni sono inoltre responsabili
della comparsa della nausea e del vomito mattutini che molte donne
avvertono nei primi 3 mesi di gravidanza. Il progesterone agisce
invece sulla muscolatura liscia dell'intestino per ridurre le contrazioni
muscolari, inducendo in tal modo stipsi.
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