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Salute

Il sistema riproduttivo

Gli ormoni della riproduzione

Gli estrogeni

Tipologia
Esistono diversi tipi di estrogeni.

La biosintesi avviene nelle cellule follicolari a partire dal colesterolo. Oltre che dalle ovaie, gli estrogeni sono prodotti dalla corteccia surrenale e, durante la gravidanza, dalla placenta.
Nella donna la produzione degli estrogeni da parte delle ovaie inizia con la pubertà e, nel periodo della maturità sessuale, sono prodotti in quantità giornaliera variabile secondo la fase del ciclo mestruale, toccando un primo picco verso il 13° - 15° giorno dall'inizio del ciclo mestruale e un secondo picco verso il 23° - 25° giorno.

Il trasporto ematico avviene mediante un legame con le albumine e, soprattutto con una globulina specifica

Il metabolismo avviene soprattutto nel fegato, dove gli estrogeni vengono sottoposti a ossidazione e/o coniugazione con acido glicuronico o solforico e trasformati in esteri idrosolubili inattivi, che vengono eliminati principalmente per via urinaria.

Attività
Sull'apparato genitale femminile

  • Favoriscono la maturazione dei follicoli ovarici
  • Aumentano la massa muscolare uterina
  • Aumentano il tono della muscolatura uterina e tubarica
  • Aumentano la motilità tubarica
  • Stimolano la proliferazione dell'endometrio
  • Stimolano la produzione e la fluidificazione del muco cervicale
  • Inducono la proliferazione della mucosa vaginale

Sugli organi endocrini

  • Riducono la secrezione di FSH
  • Possono ridurre (feedback negativo) o aumentare (feedback positivo) la secrezione di LH
  • Aumentano il volume dell'ipofisi
  • Aumentano la secrezione di angiotensinogeno e delle globuline leganti l'ormone tiroideo

Sul sistema nervoso centrale

  • Aumentano la libido
  • Sembrano rallentare la progressione della malattia di Alzheimer

Sul seno

  • Aumentano il volume del seno
  • Favoriscono la crescita dei dotti lattiferi
  • Aumentano la pigmentazione del capezzolo

Sulle caratteristiche sessuali secondarie

  • Favoriscono lo sviluppo del fenotipo femminile (allargamento delle anche, distribuzione dei depositi adiposi, spalle strette, proporzioni della laringe, capigliatura e distribuzione dei peli)

Altri effetti

  • Fluidificazione delle secrezioni sebacee
  • Inibizione della formazione dei comedoni
  • Riduzione della colesterolemia
  • Vasodilatazione
  • Inibizione della proliferazione della muscolatura vascolare liscia e dell'aterosclerosi
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Il progesterone

Chimica e biosintesi
Il progesterone è uno steroide, sintetizzato nel corpo luteo, una struttura specializzata dell'ovaio, a partire dal colesterolo.
Nel corso della gravidanza la placenta produce notevoli quantità di progesterone.

Il trasporto ematico avviene tramite legame con le albumine

Il metabolismo avviene a livello epatico mediante coniugazione con acido glicuronico e, in piccola parte, con acido solforico. L'eliminazione avviene per il 30 - 40% attraverso le vie biliari e per la rimanente parte attraverso le urine.
L'effetto biologico del progesterone può iniziare solo se le cellule sono state precedentemente esposte all'attività degli estrogeni.

Attività

Sull'utero

  • Induce ipertrofia delle ghiandole endometriali che secernono un liquido ricco di glicogeno che viene accumulato nell'endometrio
  • Induce rilassamento del miometrio
  • Aumenta la densità del muco cervicale
  • Riduce la motilità tubarica
  • Riduce il numero dei recettori degli estrogeni
  • In caso di gravidanza mantiene l'irrorazione dell'endometrio per tutta la durata della gravidanza

Sul seno

  • Stimola lo sviluppo dei lobuli e degli alveoli
  • Sostiene la funzione secretiva durante l'allattamento

Sugli organi endocrini

  • Inibisce la secrezione di LH
  • Potenzia l'effetto inibitorio degli estrogeni

Altri effetti

  • Ritenzione di sodio e acqua
  • Perdita di potassio attraverso le urine
  • Innalzamento della temperatura basale nel momento dell'ovulazione
  • Iperpigmentazione cutanea
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Gli ormoni ipotalamo-ipofisari

GnRH
Fattore di rilascio delle gonadotropine (GnRH). Ormone prodotto dall'ipotalamo che regola la secrezione degli ormoni gonadotropi da parte dell'ipofisi anteriore.

FSH
Ormone Follicolo Stimolante. Viene prodotto dal lobo anteriore dell'ipofisi dietro stimolo del GnRH. Stimola l'ovaio a produrre estrogeni

LH
Ormone Luteinizzante. Viene prodotto dal lobo anteriore dell'ipofisi dietro stimolo del GnRH. Il suo picco induce l'ovulazione e stimola la trasformazione del follicolo in corpo luteo, l'organo deputato alla produzione del progesterone

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L'ipotalamo

L’ipotalamo L'ipotalamo L'ipotalamo è una struttura cuneiforme situata in posizione centrale sulla superficie inferiore o ventrale dell'encefalo. Al suo interno si trovano numerosi gruppi di neuroni (cellule nervose) che svolgono un ruolo importante nella regolazione delle varie funzioni dell'organismo, compresa l'attività delle ghiandole endocrine. I neuroni deputati al corretto funzionamento dell'apparato riproduttivo producono un ormone regolatore, chiamato fattore di rilascio delle gonadotropine (GnRH). top

L'ipofisi

L'ipofisi è una ghiandola dalla forma e dalle dimensioni di un pisello, sospesa a un sottile "peduncolo" di fibre nervose e vasi sanguigni al di sotto dell'ipotalamo. Un solco centrale divide l'ipofisi in due segmenti, detti lobi, ciascuno dei quali ha una vascolarizzazione propria e secerne uno specifico gruppo di ormoni.
Il ruolo dell'ipofisi è quello di produrre gli ormoni che stimolano l'ovaio a produrre gli estrogeni e il progesterone.

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Il meccanismo di feedback

Oltre all'azione esercitata nei tessuti bersaglio come l'endometrio, gli estrogeni e il progesterone agiscono a livello dell'ipotalamo e dell'ipofisi, modificando il rilascio di GnRH, FSH e LH e autoregolando in tal modo il loro stesso rilascio.

Questo meccanismo di controllo cosiddetto a feedback è paragonabile al funzionamento di un termostato. Proprio come un termostato confronta la temperatura ambiente presente in un dato momento all'interno di un'abitazione con la temperatura preimpostata e accende e spegne il riscaldamento o l'aria condizionata in funzione del raggiungimento della temperatura desiderata, questo sistema a feedback utilizza le informazioni sui livelli di estrogeni e di progesterone circolanti nell'organismo in un dato momento per regolare l'attività ipotalamica e ipofisaria durante il ciclo mestruale.
Il meccanismo di feedback può pertanto essere sia positivo sia negativo.

Il feedback positivo
Il meccanismo di feedback positivo aumenta la secrezione ormonale.
All'inizio del ciclo mestruale, i bassi livelli circolanti di estrogeni segnalano all'ipotalamo la necessità di secernere una maggior quantità di GnRH, che stimola l'ipofisi a rilasciare l'FSH. A sua volta, l'FSH stimola la secrezione degli estrogeni da parte delle ovaie. All'approssimarsi dell'ovulazione, l'aumento dei livelli di estrogeni stimola il rilascio di LH, oltre che di FSH. Questa ondata di ormoni gonadotropi stimola a sua volta il rilascio della cellula uovo matura.

Il feedback negativo
Il meccanismo di feedback negativo "spegne" la secrezione ormonale. Dopo l'ovulazione, gli alti livelli circolanti di estrogeni e di progesterone segnalano all'ipotalamo la necessità di ridurre la secrezione di GnRH. La caduta dei livelli di GnRH segnala all'ipofisi la necessità di ridurre la secrezione di FSH e di LH. A sua volta, la diminuzione dei livelli di ormoni gonadotropi segnala alle ovaie la necessità di ridurre la secrezione di estrogeni e di progesterone. Alla fine del ciclo mestruale, i livelli nuovamente bassi di estrogeni circolanti attivano il meccanismo di feedback positivo, riavviando il ciclo.