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A cura di Giuseppe Fatati
Responsabile Unità di Diabetologia, Dietologia e Nutrizione Clinica
Azienda Ospedale S. Maria, Terni
Nonostante i bisogni nutritivi della donna che allatta siano superiori a quelli della donna in stato di gravidanza , lo stile alimentare consigliato non differisce di molto. I fabbisogni supplementari in energia dipendono dalla quantità di latte prodotto: fino al sesto mese il costo energetico legato all'allattamento si aggira tra le 450 e le 560 calorie giornaliere. Questa "spesa energetica" è in parte bilanciata dalle riserve di grasso che si sono formate durante la gravidanza. In ogni caso la richiesta maggiore è per le proteine (più di 17 grammi al giorno), il calcio, lo iodio, il rame, il selenio, l'acqua e le vitamine. Di seguito sono riportate le necessità legate alla produzione del latte.
Un'alimentazione ricca e variata riesce a far fronte alle accresciute necessità; in particolare si consiglia di:
Acqua: una portata lattea giornaliera di 750-800 ml (87% di acqua) comporta una necessità aggiuntiva di 650-700 ml.
Il contenuto di calcio nel latte materno è pari a 320 mg/litro; un consumo medio giornaliero del lattante di 750 ml comporta l'utilizzo di 240 mg di minerale. È quindi consigliata un'assunzione aggiuntiva di 400 mg di calcio giornaliera per prevenire le perdite.
Vanno al contrario evitati quegli alimenti che possono conferire odori e sapori sgradevoli per il lattante, tali da allontanarlo dal seno materno, o quei cibi che, per la presenza di sostanze vasoattive, sono potenzialmente in grado di scatenare reazioni simil allergiche.
Va assolutamente vietato l'utilizzo di superalcolici: l'alcol etilico passa nel latte e potrebbe inibire la montata lattea e causare problemi al lattante (ad esempio, vomito, diarrea, ipoglicemia). Il consumo di vino, esclusivamente ai pasti, va limitato al minimo (1-2 bicchieri a settimana). Un luogo comune da sfatare è quello degli ipotetici vantaggi del consumo di birra: non è vero che la birra migliora la secrezione lattea, al contrario può rilasciare nel latte materno, oltre all'alcol, anche sostanze di sapore amaro che lo rendono meno gradevole. Infine va limitato l'uso di caffè, tè, cacao e bevande a base di cola: la preferenza va invece data ai prodotti decaffeinati o deteinati.
Alimenti in grado di conferire sapori particolari al latte materno:
Alimenti che possono scatenare reazioni simil allergiche: